La Bibbia di Chuck e Nora

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C’erano una volta Chuck & Nora. Erano una coppia di coniugi protestanti americani che realizzavano una serie di trasmissioni di tipo religioso che venivano ritrasmesse (non ho mai capito se a pagamento o no, ma più probabilmente sì) da un numero piuttosto corposo di emittenti televisive locali, attorno agli anni ’80.

Erano un po’ la quintessenza del Kitsch, con i loro divani in stile neo-Mary Poppins, i capelli di lui incollati sul cranio e lei che cantava una canzoncina religiosa e intanto faceva propaganda al suo ultimo CD di canti di lode all’Altissimo, che io mi chiedevo sempre chi càspita glielo comprava.

Sono stati anche oggetto di una imitazione da parte di Corrado Guzzanti e Marina Massironi.

Lei (Nora) è morta nel 2007 e sono stati oggetto di tutta una serie di critiche perché qualcuno ha pensato che con tutte queste trasmissioni ci avessero fatto la chèa. Non lo so, so solo che un giorno stavo gustando lo spettacolo che involontariamente offrivano e dicevano “Scriveteci, vi manderemo una Bibbia in omaggio”. Io che sono sempre stato un grafomane presi carta, busta e francobollo (niente e-mail, al tempo) e provai a spedire la mia richiesta. Cioè, non è che ci provai, la spedii proprio, con la consapevolezza innata che non mi avrebbero spedito niente, e che le lettere servivano, in realtà, a saggiare le repliche degli ascoltatori e a determinare i numeri dell’uditorio effettivo.

Invece la Bibbia arrivò, o metteteci un toppino. Un volumetto rosso, col titolo in oro (è la stessa versione che ho adoperato per le mie audioletture). Allegato c’era un biglietto: “Con amore, Chuck e Nora”. Ecco quello che non avevo capito, Chuck e Nora non distribuivano Bibbie, sermoni, CD musicali, programmi televisivi, propaganda protestante, Gesù e profeti. No, loro distribuivano sicurezze, rassicurazioni psicologiche. E se invece che uno studente curioso e anche un po’ stronzetto avesse scritto loro, che so, una vedova con la depressione che vive sola inseme al gatto?? Vedersi recapitare un messaggio con su scritto “Con amore” può rappresentare molto più di tanto, e quello poteva rappresentare il primo passo dell’aggancio. In fondo basta sempre aprire un canale nella ricezione (psicologica) dell’altro, e poco importa se la ricezione è anche televisiva, anzi, meglio.

Sono resti di un mondo che non c’è (quasi) più e finora nessuno si è degnato di dedicare una pagina a Chuck e Nora Hall su Wikipedia. Voglio dire, se l’hanno fatto per Wanna Marchi…

Enrico Musiani – Lauretta – Le più belle canzoni della nostra vita

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“Lauretta” motivo men che nazional-popolare, è la quintessenza del Kitsch, l’esatta espressione dell’orrido, la rappresentazione musicale del pessimo gusto.

E’ una sorta di sceneggiata romanesca, condensata in un rigidissimo tempo di valzer e accompagnata da una fisarmonica ruffiana e leccaculo, che narra la storia di un padre che l’indomani deve accompagnare la figlia all’altare. Siccome non sa come altrimenti rompere i coglioni, decide di scrivere, di suo pugno, una serenata da cantare alla figlia.

Da qui i versi immortali, secondi solo a quelli del Divin Poeta:

“Lauretta mia
Bimba adorata
la serenata
te la canta papa’
la voce trema
dall’emozione
io ‘sta canzone
l’ho fatta pe ‘tte…”

Per rendere al meglio tutto il potere magico della suggestione di questa canzone (di cui non sono riuscito a identificare gli autori che, se ancora viventi, sarebbero stati presi a sacrosante nerbate dai miei lettori) ho scelto l’interpretazione di Enrico Musiani.

Perdonate me e lui, ma “Lauretta” non poteva mancare tra le più belle canzoni della nostra vita.