La brutta cosa con un bel nome

cuore

Alla fine la brutta norma con un bel nome è passata anche alla Camera dei Deputati e si accinge (speriamo con un po’ di disgusto) a diventare legge dello Stato.

Hanno aspettato l’estate, quando in piazza poteva esserci tutt’al più un manipolo di insegnanti agguerriti e col dente avvelenato, ma poca, pochissima roba rispetto allo sciopero unitario del maggio scorso.

Al Senato, se possibile, era andata perfino peggio: avevano messo la fiducia, strumento di prevaricazione sul Parlamento, di  per far passare la figura del preside plenipotenziario e onnipotente e per cancellare dalla faccia della terra le graduatorie, che erano l’unico mezzo di garanzia di trasparenza che potesse esistere. Certo, perfettibile ma efficiente.

PAsseranno ancora molti, moltissimi anni, prima che un governo onesto si renda conto della dannosità che i suoi predecessori hanno reso legge e corra ai ripari.

Per ora, mutande di bandone e faccia di ghisa, perché non farà mai troppo male.

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La scuola büóna

Illustrazione originale da "Cuore" di Edmondo De Amicis. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cuore_-_pic_7.png
Illustrazione originale da “Cuore” di Edmondo De Amicis. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cuore_-_pic_7.png

E’ lo iato quella cosa
che al dittongo lunga suona
e trasforma tu’ ma’ buòna
nella büóna di tu’ ma’.

(Ettore Borzacchini, anima nobile)

 
E’ accaduto sabato scorso che Matteo Renzi, intervistato, tra le altre cose, sul tema della riforma della scuola, abbia detto “Qualcosa non ha funzionato”. Ma va’? Davvero?? O come se n’è accorto?? “Il colpevole sono io, riaprirò la discussione”, e questa è la premessa necessaria all’atteggiamento dirigenziale (o, per meglio dire, dirigista) che dovremo aspettarci. In breve, si parla, si discute, si fa pubblica ammenda degli errori, una marcia indietro prudenziale, si ascoltano tutte le parti in causa, poi si fa quel che ci pare.

Qual è, dunque, il busìllisi del contendere? Certamente non le assunzioni. Quelle è una sentenza della Corte Europea a imporle. E’ un dispositivo del 26 novembre che impone che i precari vengano stabilizzati dopo 3 anni di supplenze annuali. Sono stati individuati 148.000 lavoratori aventi diritto e il Governo, misteriosamente, ne ha stabiliti 100.000. Ma Renzi e compagnia cantante hanno dovuto accettare che quella sentenza fosse l’unico contenuto legislativo scritto da mano diversa dalla loro.

Il quid è un altro, è una scuola che si vedrà trasformare in azienda, con la figura del Dirigente Scolastico cui sarà data carta bianca sull’assunzione diretta dei docenti, dei collaboratori e sulla nomina dei supplenti. Sarà il festival dei clientelismi, dei favori, dei privilegi per i parenti, degli appoggi politici e perfino dei favori sessuali.

Sarà la scuola che avrà via libera perché lo dicono loro. Perché discutere discutono con tutti. Ma quanto a decidere decidono loro e solo loro.

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Il privilegio di studiare in una scuola più sexy

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato: «All’inizio dell’anno scolastico capita di affrontare la scuola con riluttanza, perfino come un pesante dovere, ma la scuola, il poter studiare è soprattutto un privilegio». Che strano, io pensavo che fosse un sacrosanto diritto riservato a quanti volessero dare voce e realizzazione alle proprie ispirazioni individuali. Ma forse mi sbaglio.

Il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, a sua volta, ha affermato: “Dobbiamo rilanciare una scuola che sia più attraente… più sexy. Sarebbe necessario lanciare la Costituente dell’istruzione”. Una scuola sexy?? Com’è una scuola sexy??? Cosa si deve fare in una istituzione degna dell’aggettivo “sexy”? Si deve sculettare? Si deve ballare sulla colonna sonora di “9 settimane e mezzo” sulla cattedra? Si programmeranno corsi intensivi di seduzione per gli insegnanti come aggiornamento??

E i ragazzi? Un articolo di Flavia Amabile su “La Stampa” chiarisce che, seguendo una ricerca dell’Università Milano Bicocca, “più sono connessi [si intende alla rete] meno studiano”. Ah sì?? Davvero??? E io che pensavo che a stare su Facebook tutto il giorno a scambiarsi micini e bacini si diventasse dei profondi conoscitori dei “Paralipòmeni della Batracomiomachia” di Leopardi, o anche in grado di dissertare con una certa disinvoltura sul bosone di Higgs o sulle tendenze dell’economia sociale di mercato. E invece NON studiano o studiano di meno o studiano pochissimo. Ma questo lascia stupiti. Non ce lo saremmo proprio mai aspettato. Anzi, in genere usano il web per accedere a siti di interesse spiccato ed evidente (generalmente a luci rosse), strano che non imparino qualcosa.

Beh, certo. Con una scuola sexy…

[Questo è l’ultimo articolo sulla scuola che scrivo per un bel po’ di tempo]

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A scuola si muore

E’ già cominciato l’orrendo cannibalismo mediatico sulla povera ragazza che ha perso la vita questa mattina nell’attentato di matrice si-dice-mafiosa davanti a un Istituto Tecnico, a Brindisi.

E alla stampa nazionale si aggiunge il popolo di Facebook che ne ha saccheggiato il profilo, ripubblicato foto, moltiplicato l’iconografia in uno sciacallaggio senza fine, che non si ferma neanche davanti alla tragedia più evidente e sconfortante: tutti a ravanare nella vita privata di chi non ha più una vita, non importa se era una ragazza minorenne.

Anzi, su Facebook sta girando insistentemente, in queste ore, una frase attribuita ad Antonino Caponnetto, secondo cui la mafia avrebbe molta più paura della scuola che della giustizia.

Ora, io spero vivamente che anche questo sia una trovata dei soliti primadonnisti della rete, e che abbiano attribuito a Caponnetto una frase che non ha detto o, se l’ha detta, almeno che sia stato in un contesto profondamente diverso. Perché anche quello delle citazioni a vànvera sarebbe un capitolo da approfondire a parte.

E comunque una cosa è certa: alla mafia della scuola non gliene frega un bel niente.

E allora a chi è che importa DAVVERO qualcosa della scuola? Ai Governi, naturalmente. Allo Stato. Infatti l’istruzione pubblica e l’Università sono state le prime istituzioni a essere messe in ginocchio dalle politiche dei tagli sulla formazione dei futuri cittadini.

Non è solo un problema di ridenominazione dei corsi di studio (per cui dalla “Ragioneria” si è passati all'”IGEA” e poi alla “Amministrazione Finanza e Marketing”), è un problema di ore tagliate con l’illusione che se si studia di meno si studia in modo più efficace (ma quando mai si è visto?), sono precari che non lavorano, sono insegnanti di ruolo che devono assorbire il lavoro degli altri (si veda la compresenza con gli insegnanti di madrelingua per i docenti di lingue straniere), sono progressioni di carriera e posizioni stipendiali bloccate, sono pensionamenti rimandati, neo-assunzioni col contagocce, sono le scuole che sono costrette a chiedere delle “donazioni obbligatorie” per le fotocopie e la carta igienica, (la scuola è arrivata agli ossimori!) è un’Università allo sbando, è la logica del “con la cultura non si mangia”.

E se con la cultura non si mangia, senza mangiare si muore.

A scuola si muore un po’ ogni giorno perché alla scuola hanno staccato la spina. L’istruzione vive di energia residua e non rinnovabile.

E ci destreggiamo tra le affermazioni del Capo della Polizia Manganelli che dice che i responsabili saranno presi (lo speriamo bene!) e che avranno l’ergastolo. Ora, in uno stato di diritto se un imputato prende l’ergastolo o meno, se è responsabile dei reati che gli vengono contestati lo decide la magistratura, non una dichiarazione di intenti o un auspicio personale rilasciati alla stampa.

Avremo ancora bare bianche, palloncini colorati, striscioni, applausi ai funerali, parole retoriche e presenze contrite di circostanza.
Ma non avremo risposte. Saremo muti davanti al gorgo in cui stiamo scendendo (come i più bei versi di Cesare Pavese ci hanno insegnato), e avremo un solo filo di fiato quando, tornando alle nostre case, penseremo all’unisono: “E’ tutta colpa di Beppe Grillo e dei grillini!”

Perché non è possibile che sia colpa nostra, vero?

 

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Riforma delle scuole superiori: tutti i quadri orari

Sono stati partoriti finalmente i quadri orari della riforma delle scuole superiori di secondo grado. Consultate e piangete.

Licei:

Istituti Professionali

Istituti Tecnici

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Il testo del D.P.R. 122/2009 – Regolamento per la valutazione degli alunni

Tanto tuonò che piovve. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ed è, quindi, legge dello stato a partire dalla data di domani, il D.P.R. n. 122 sulla valutazione del rendimento degli alunni e dell’attribuzione dei crediti per l’ammissione all’esame di Stato conclusiovo della scuola secondaria superiore di secondo grado.

Nel testo del regolamento non è stato minimamente recepita la sentenza del TAR del Lazio che esclude gli insegnanti di religione cattolica dalla valutazione allo scrutinio finale. Particolarmente chiaro risulta il passaggio secondo cui «In sede di scrutinio finale il consiglio di classe, cui partecipano tutti i docenti della classe,compresi gli insegnanti di educazione fisica, gli insegnanti tecnico-pratici (…), i docenti di sostegno, nonchè gli insegnanti di religione cattolica limitatamente agli alunni che si avvalgono di quest’ultimo insegnamento, attribuisce il punteggio per il credito scolastico di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e successive modificazioni».

La palla è stata ributtata impietosamente in mano ai collegi docenti e ai consigli di classe. E ora sono cazzi nostri.

Scarica il testo del D.P.R. in formato PDF

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I tagli degli organici di diritto del personale ATA -nota del 17 giugno 2009-

Al fine di garantire il sollecito svolgimento delle operazioni di avvio dell’anno scolastico 2009/2010 e, in particolare, di consentire alle SS.LL. il tempestivo espletamento delle procedure connesse alla determinazione dell’organico di diritto, si trasmette lo schema del decreto interministeriale concernente l’oggetto. Continua la lettura di “I tagli degli organici di diritto del personale ATA -nota del 17 giugno 2009-“
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Abruzzo: ripresa di servizio del personale scolastico dopo gli eventi sismici

Si fa riferimento ai DD.MM. rispettivamente n. 3542 del 15.04.2009 e n. 1008 del 17.04.2009, nonchè alla nota di questo Ministero n. 1107 del 27.04.2009, con i quali è stata prevista e regolamentata la possibilità per il personale scolastico di assumere servizio in sede diversa da quella di propria titolarità o in tendopoli, in seguito ai gravi eventi sismici che hanno reso inagibili particolarmente le Scuole situate all’interno dei territori interessati dagli stessi o che hanno impedito, in particolare al personale residente nei comuni del cratere sismico, di raggiungere le proprie Scuole ubicate in zone diverse. Continua la lettura di Abruzzo: ripresa di servizio del personale scolastico dopo gli eventi sismici”

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Finis

 
L’ultimo giorno di scuola non è per nulla una liberazione, anzi, è un gran rompimento di coglioni.

Coincide sempre col sabato, giorno che i più fortunati (o i più ruffiani) tra i docenti hanno libero e che qualcuno si deve ciucciare in pieno.

A me quest’anno è andata quasi bene, le prime quattro ore, con campanella del "Finis" alle 11,50.

L’ultimo giorno non ti passa mai. Ma non solo perché stai facendo il conto alla rovescia, e guardi i minuti che scorrono lenti nell’orologio del tuo immaginario (uh, se aveva ragione Bergson con quella storia del tempo interiore!) mentre "professore posso uscire?", "Va bene, esci" e mentre sul tavolo della sala insegnanti troneggia una scritta in cui si invitano i docenti a tenere gli alunni nelle rispettive aule con le porte chiuse.

Gli alunni hanno organizzato un tavolo da ping-pong rudimentale ma ingegnoso. 12 banchi, uno accanto all’altro e una rete vera da ping pong che sembra fatta apposta su misura. Alla lavagna una sorta di organigramma da campionato, con tanto di eliminatorie, rientri, semifinali, finali per il 3° e 4° posto, finalissima alla presenza del Re Juan Carlos, del presidente Pertini e del Cancelliere Helmut Schmidt.

Passa un’ora, ne passano due. Ma devono passarne altre due e dopo un po’ il ping-pong non sfagiola più.

Manca un registro di classe, l’ha preso non si sa chi e non si sa come. Che, voglio dire, sono delle ottime premesse per ritrovarlo.

Qualcuno in una classe accanto ha portato della musica stunz-stunz, di quelle che non sanno di niente e che a loro piacciono tanto, forse proprio perché non sanno di niente e allora possono riempirle di tutte le stronzate immaginabili. E ti chiedi se il bischero sei tu, che tieni i tuoi alunni a chiacchierare amabilmente in classe e ad evitare che un paio di alunne si stravacchino sui banchi addormentandosi, o se sono gli altri che acconsentono a questi riti orgiastici.

Poi suona la campanella e sei ufficialmente in vacanza e non te ne rendi conto. Le signore della segreteria ti dànno la mano come se dovessero congedarsi da te per sempre e tu da una parte ti gratti i coglioni, dall’altra pensi che tra scrutini, presenze obbligatorie agli esami di stato, collegi docenti finali, giugno te lo fai in vacanza a singhiozzo e avrai modo di vederle e rivederle, e poi arriva il 1° settembre e si ricominicia coi baci, gli abbracci e il défilé estivo delle colleghe abbronzate al collegio docenti.

"Salutai Precossi, salutai Garoffi, che mi annunziò la vincita alla sua ultima lotteria e mi diede un piccolo calcafogli di maiolica, rotto da un canto, dissi addio a tutti gli altri. Fu bello vedere il povero Nelli, come s’avviticchiò a Garrone, che non lo potevan più staccare. Tutti s’affollarono intorno a Garrone, e addio Garrone, addio, a rivederci, e lì a toccarlo, a stringerlo, a fargli festa, a quel bravo, santo ragazzo; e c’era suo padre tutto meravigliato, che guardava e sorrideva. Garrone fu l’ultimo che abbracciai, nella strada, e soffocai un singhiozzo contro il suo petto: egli mi baciò sulla fronte. Poi corsi da mio padre e da mia madre. Mio padre mi domandò: – Hai salutati tutti i tuoi compagni? – Dissi di sì. – Se c’è qualcuno a cui tu abbia fatto un torto, vagli a dire che ti perdoni e che lo dimentichi. C’è nessuno? – Nessuno, – risposi. – E allora addio! – disse mio padre, con la voce commossa, dando un ultimo sguardo alla scuola. E mia madre ripeté: – addio! – E io non potei dir nulla."

(da "Cuore" di Edmondo De Amicis)

"- Addio, mio buon maestro e compagni miei. Chissà se mai più vi rivedrò. – Ma tosto pensai: – Se non dovessimo più rivederci, speriamo che dipenda da voi.- E sgambettai allegro verso la campagna."

(da "Il libro Cuore -forse!-" di Federico Maria Sardelli

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Libri di testo – Sospensiva del TAR del Lazio – Circolare ministeriale n. 16 del 10 febbraio 2009

A seguito di quesiti pervenuti, in merito alla ordinanza n. 2049/09, con cui il TAR del Lazio ha sospeso la circolare ministeriale n. 16/2009 sulla adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010, si chiarisce quanto segue.
L’ordinanza del TAR Lazio, emessa in data 7 maggio u. s., ha sospeso la circolare ministeriale nella parte in cui prevede che l’assegnazione di altro docente nella classe, a decorrere dal 1° settembre 2009, non consente in alcun modo una diversa scelta di libri di testo già effettuata.
Il Ministero ha già dato mandato all’Avvocatura Generale dello Stato di proporre appello avverso la predetta ordinanza chiedendone l’immediata sospensione dell’esecutività con decreto presidenziale. Ciò posto, per la denegata ipotesi in cui il giudice d’appello dovesse confermare la misura cautelare disposta dal Tar, sin d’ora si precisa che la stessa potrà produrre effetti a partire dal prossimo anno scolastico e nella sola ipotesi in cui docenti neo trasferiti (ovvero assegnati ad altra classe) manifestino con apposita e motivata istanza l’intenzione di adottare testi scolastici diversi da quelli precedentemente scelti dal collegio dei docenti mentre non può in alcun modo incidere sulle procedure in atto riguardanti l’adozione dei testi scolastici.
Si fa riserva di comunicare l’esito dell’appello.

IL DIRETTORE GENERALE
Mario G. Dutto

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I nuovi recapiti e-mail dell’Ufficio Scolastico Provinciare de L’Aquila e dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Abruzzo

A seguito del sisma, l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo e l’Ufficio Scolastico Provinciale di L’Aquila hanno attivato la loro sede presso la SCUOLA SOTTOUFFICIALI della GUARDIA DI FINANZA (Coppito – L’Aquila).
Al momento eventuali comunicazioni possono essere inviate ai seguenti indirizzi e-mail:

direttore-
abruzzo@istruzione.it
csa.aq@istruzione.it

da: www.istruzione.it

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Scuola – Docenti e ATA: ecco i moduli per le domande di trasferimento 2009/2010

Roma, 13 febbraio 2009

Oggetto: Trasmissione dell’O.M. n. 18 del 13 febbraio 2009 prot. n. 1916 e del Contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 12.02.2009 sulla mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l’a.s. 2009/2010.
Per opportuna conoscenza e norma, al fine di predisporre i necessari adempimenti da parte degli uffici competenti, si trasmettono, in allegato alla presente, copia dei seguenti atti, relativi alla materia indicata in oggetto:

* Contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 12.02.2009 relativo alla mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l’a.s. 2009/2010.
* Ordinanza ministeriale n. 18 del 13 febbraio 2009 prot. n. 1916, in corso di registrazione, concernente norme di attuazione del predetto contratto integrativo in materia di mobilità del personale, docente, educativo e A.T.A..

Verrà data tempestiva comunicazione della data di registrazione di quest’ultimo provvedimento.

Con successiva Ordinanza ministeriale verranno diramate le specifiche disposizioni attuative dell’ art. 37bis del sopra citato CCNI riguardante la mobilità degli insegnanti di religione cattolica, per i quali, ovviamente, sarà prevista una diversa data di scadenza per la presentazione delle domande.

Si pregano gli uffici competenti di dare la massima diffusione dei sopracitati atti e di comunicare agli uffici interessati che i medesimi possono essere consultati ed acquisiti sul sito Internet e Intranet del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Si ritiene utile sottolineare che il termine ultimo per la presentazione delle domande di movimento per il personale docente, educativo ed A.T.A. è fissato al 9 marzo 2009.


IL DIRETTORE GENERALE
LUCIANO CHIAPPETTA

Scuola dell’infanzia
MODULO A1   domanda di trasferimento
MODULO A3   domanda di passaggio di ruolo

Scuola Primaria
MODULO B1   domanda di trasferimento
MODULO B4   domanda di passaggio di ruolo

Scuola Secondaria di I Grado
MODULO C1   domanda di trasferimento
MODULO C2   domanda di passaggio di cattedra
MODULO C3   domanda di passaggio di ruolo

Scuola Secondaria di II Grado e Artistica
MODULO D1   domanda di trasferimento
MODULO D2   domanda di passaggio di cattedra
MODULO D3   domanda di passaggio di ruolo

Personale educativo
ALLEGATO A    domanda di trasferimento
ALLEGATO B    domanda di passaggio di ruolo

Personale amministrativo, tecnico e ausiliario
MODULO MN    domanda di trasferimento
MODULO PN    domanda di passaggio di profilo

Istruzioni modulo MN (allegato B1)    Istruzioni modulo PN (allegato C1)

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