Il potere ipnotico del biscotto

Jersera eravamo in altre faccende affaccendati. Dovevamo tifare per la Nazionale Italiana che stava affrontando il difficilissimo e delicato impegno contro la omologa della Repubblica d’Irlanda che, guarda caso, era anche l’ultima del girone, non ha mai segnato un gol ed era già eliminata matematicamente.

Insomma, una fatica di Sìsifo. Poi dovevamo stare attenti che Spagna e Croazia non ci facessero il biscotto (termine odioso e imbecille), mettendosi d’accordo nell’impattare sul 2-2 il risultato di una partita, pensando che siccome da noi le partite si truccano, allora TUTTI devono PER FORZA fare come noi. E magari, sicuro di vincere, qualche italiano avrà scommesso una decina di euro secchi sul risultato della partita degli spagnoli.

E’ stata dura, ma, dicono, “ci abbiamo messo il cuore”, e allora va tutto bene.

Anche l’essersi dimenticati, o non aver letto proprio per niente, che proprio ieri il Pubblico Ministero, al termine della sua requisitoria al processo contro Berlusconi sui diritti TV ha chiesto tre anni e otto mesi per l’ex presidente del Consiglio. Che, per carità, è solo la conclusione di una delle parti in causa, ci sarà la difesa che trarrà le sue conclusioni, e anche in caso di condanna si tratta solo di una sentenza di primo grado.

Però è una notizietta importantina, no? Voglio dire, se ne può parlare. La narcosi del biscotto, che si è dissolta quando ci siamo resi conto che i giocatori di Spagna e Croazia NON sono corrotti o corruttibili (no, loro no…), ci ha obnubilato la visone d’insieme della realtà. Che appare in posizione gravemente penalizzata rispetto al “circenses” calcistico che ha conquistato le prime pagine.

E’ inutile, siamo un popolo dalla memoria corta. Berlusconi ce lo siamo già abbondantemente dimenticato. A dire il vero anche la vittoria sull’Irlanda…

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L’Aulin/Nimesulide NON è stato ritirato dal commercio in Italia. Ma per qualcuno su Facebook è così.

A volte ritornano.

Facebook è un formidabile amplificatore di notizie farlocche o, comunque, destituite di fondamento, che se relegate alla fonte originaria (magari ugualmente reperibile in rete) avrebbero una diffusione minima, ma se rimbalzate su Facebook creano ora il panico, ora il cordoglio, ora il plauso, ora la riprovazione. Mai l’indifferenza. Mai il gusto per la verità.

Su una pagina Facebook di cui ho oscurato l’autore, e messo in linea da venerdì scorso, si legge che l’Aulin (nome commerciale di farmaci antiinfiammatori e antidolorifici a base di Nimesulide) sarebbe stato ritirato dal commercio “in Italia”, “in Irlanda” e “in Europa”.

Intanto eccovene uno screenshot:

Già il linguaggio fa leggermente dubitare: “In Italia, in Irlanda, in Europa”. Ma perché, Italia e Irlanda dove sono, in Oceania?

In effetti c’è una parte di verità nella notizia: il principio attivo “nimesulide” non è più distribuito nelle farmacie irlandesi.

Ma in quelle italiane sì. Occorre la ricetta del medico, e la ricetta del medico non è ripetibile. Nel senso che si ha diritto a una confezione di Aulin/Nimesulide, dopodiché sarà il medico a prescriverne un’altra, la ricetta viene nel frattempo ritirata.

Guardando il testo dell’annuncio partito venerdì, si scopre che è singolarmente uguale all’incipit di un file PDF in linea da anni di cui vi do il link

http://www.pifferidilessolo.it/joomla/attachments/049_Ritiro%20AULIN.pdf

e di cui ho salvato, ad ogni buon conto, lo screenshot:

Ovviamente c’è stato chi ha applaudito perché secondo lui l’Aulin fa male al fegato e bisogna curarsi con l’omeopatia, lui lo fa da anni e si trova benissimo, c’è stato chi si è detto dispiaciuto perché l’Aulin/Nimesulide è l’unico farmaco che gli fa bene contro il mal di testa o quando ha dolori reumatici, come sempre c’è chi ha cliccato su “Mi piace” (non si sa bene cosa gli piaccia ma gli piace), altri “Oddìo, e adesso??” altri ancora “Ne abbiamo fatto un abuso e ora siamo stati puniti”.

Ma la verità, ovvero che l’Aulin/Nimesulide NON E’ STATO RITIRATO dal commercio, quella, NON LA DICE NESSUNO.

Anzi, adesso che l’ho scritta, sicuramente mi infameranno per dirmi di farmi un po’ gli affari miei (come mi permetto io a dire che una non-notizia è una non-notizia…)

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17 marzo: Festa di San Patrizio e della Repubblica d’Irlanda

Oggi è bello ricordare il giorno di San Patrizio, il St. Patrick’s Day, festa nazionale della Repubblica d’ Irlanda.

L’Irlanda è un Paese meraviglioso, e la sua gente è splendida.

Oggi gli irlandesi sono tutti in festa. Per le strade, in piazza, nei Pub. Sentono profondamente la loro festa nazionale perché sono un popolo civile, democratico, perché hanno la consapevolezza di vivere in un paese libero, perché sentono fino in fondo la storia della loro indipendenza, che hanno deciso di confermare nel Cattolicesimo, ma sempre e comunque nella Costituzione di uno Stato laico.

Celebrare assieme agli irlandesi questo giorno di festa (vera!), che come tutte le feste (vere!) cade ogni anno, e non "una tantum" è rivolgere un pensiero affettuoso alla terra di Wilde, Joyce, Yeats, Beckett che sono patrimonio dell’intera umanità.

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(di nuovo) Cazzi vostri, io domani me ne vado a Dublino (forse!)

Ora basta scrivere, mi sono stufato e me ne torno a Dublino.

Spero di mandare via il mal di gola incipiente con qualche Irish Coffee, gargarismi di Guinness e piattate di Irish Stew nel mio pub preferito.

Voglio tornare a respirare l’odore tipico di una città che mangia sempre (magnano, magnano, ammazza quanto magnano, ma si puo’ vedere l’English Breakfast alle tre del pomeriggio??), quel misto di arrosto, frittura e ketchup tipico dell’Europa del Nord, che mi fa sentire tanto a casa. Non ne posso più dell’Italia e ho bisogno di respirare.

Quindi, come al solito, nell’ordine:

a) tornate sul blog da giovedi’ prossimo in poi per gli aggiornamenti;

b) se proprio volette leggermi on the road potete farlo sugli aggiornamenti di Twitter che si trovano nella colonna di destra del blog oppure direttamente all’indirizzo:

http://twitter.com/valeriodistefan

c) andate in culo, tanto non vi rispondo. Anzi, ora disabilito anche i commenti fino a giovedì perché sono notoriamente una carogna.

Però vado a Dublino e appena torno vi spacco dovutamente gli attributi con le foto ivi scattate (ora mi sono comprato anche la macchina fotografica digitale…).

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James

L’Irlanda è soprattutto James e Marie e la loro casa in Crestfield Drive (questo è James, Marie è dalle parti della macchina fotografica).

E’ un’ospitalità sorprendente e una irrefrenabile voglia di mangiare e bere per gustare dei piaceri della vita.

E’ una serie di tormentoni che durano da anni: "Per fare bella figura", "la Contessa", "Dieta dopo, dopo domani", e "Mon-te-pul-cia-no-d’-A-bruz-zo" pronunciati con accento irlandese.

E’ una cantina seminascosta di vini di ogni tipo e provenienza (ce ne vuole una bottiglia solo per cena al giorno!) è voglia di viaggiare, una Toyota nuova di pacca con la guida a destra, è un Irish Whisky o un Irish Coffee, è una serie di CD di Marie Black e però, Anche Andy Macdonald non è mica male.

Sláinte!

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Amy Macdonald – Mr. Rock and Roll

Allora, in Irlanda va molto di moda una certa Amy Macdonald, che infatti è scozzese, di Glasgow, but nobody is perfect!
E’ giovane, carina, brava e ha grinta da vendere. Mescola un po’ di folk a un easy-listening di sola facciata, così, just for, ma arriva dritta allo scopo, rockeggiando e deliziando anche gli uditi degli irlandesi più tradizionalisti in tema musicale (si sa, i Chieftains sono una istituzione).
Così, passeggiando per Dublino, vi può capitare, come è capitato a me, di ascoltare questo pezzo e di entrare in un negozio di dischi per comprare il suo disco, che si chiama “This is the life” (gli anglo-scoto-irlandesi, si sa, spesso usano luoghi comuni al posto dei titoli, ma anche i luoghi comuni devono essere presi sul serio), e che è uscito già  da diversi mesi ma va discretamente bene.
Ve ne faccio assaggiare un pezzettino Il brano di apertura è “Mr. Rock and Roll”) dal lettore virtuale di MP3 legato al sito (qui sotto!).

Ai pignolini  e a quelli della Spett. Ass. SIAE comunico volentieri che:
Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione (Art. 70 legge 633/41)
Ed ecco quello che ne dice Wikipedia:
This Is The Life is the number 1 debut album by Amy Macdonald.
The album was released on July 30, 2007 in the UK on Vertigo Records.
The first single from the album was “Poison Prince” (a limited release) while the debut first full single was the sucessful “Mr Rock & Roll”.
Following singles “L.A.”, and “This Is The Life” have all charted reasonably well in the UK. The confirmed fourth single is “Run”. As of 16 December 2007, over 300,000 copies have been sold in the UK, certifying it Platinum.
On January 13, 2008 the album jumped five places to the number 1 spot on the official UK Albums Chart.
(da: http://en.wikipedia.org/wiki/This_Is_the_Life_%28Amy_Macdonald_album%29)
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Prendo, parto, volo via

A Dublino oggi ci sono due gradi di minima e cinque di massima con un vento dell’accidente, secondo il meteo.

E io, mentre leggete, naturalmente ci sto andando. Con volo made in RyanAir.

Tornerò con un raffreddore ciclopico, perché "il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna", come dicono le canzonette della Mannoia, "il cielo d’Irlanda è un oceano di muschio e di lana" e allora perché ci fa un freddo cane?

Prometto di combattere eventuali insorgenze di patologia di stagione con single malt in quantitativi massicci.

Non aspettatemi.

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