Gli interessi di Wikipedia

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Uno dice, ma qual è il “ritorno” che una iniziativa culturale può avere da Wikipedia?

Prendiamo, ad esempio, classicistranieri.com, la biblioteca multimediale che gestisco da 10 anni. Una biblioteca è una biblioteca, offre risorse, non c’è nulla di “politico”, si può (e si deve) discutere sui criteri con cui è organizzata (ma delle vostre discussioni, a dire il vero, me ne cale assai) ma se si deve scaricare un file QUELLO è il contenuto e lì si trova.

La Wikipedia italiana ha collegamenti a classicistranieri.com su circa 82 “voci”. Di queste 82 voci, dal 1 gennaio 2013 gli accessi che hanno cliccato su uno di questi link sono stati lo 0,82% del totale degli accessi. Questo vuol dire che la Wikipedia italiana “rende” lo 0.01% degli accessi per ogni voce.

Seguono (con numero di voci sensibilmente inferiore) la Wikipedia spagnola (0,59% degli accessi), quella inglese (0,59%), quella portoghese (0,43%), quella francese (0,30%) e quella tedesca (0,18%). Ovviamente in queste il numero delle voci che riportano un link a classicistranieri.com è sensibilmente minore.

Per carità, avere un link su una pagina di Wikipedia è una sorta di garanzia sugli interessi. Ma, appunto, QUALE banca ti dà lo 0,82% di interessi? Nessuna, nemmeno la più scalcinata. E, ovviamente, lo stabiliscono loro se puoi starci o no.

I nuovi tassi di interesse di “Che Banca!” in vigore dal 1 settembre

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Gentile Cliente,

come avrà avuto modo di sapere, la Banca Centrale Europea ha introdotto – in questo delicato momento storico per l’ economia occidentale – nuove politiche monetarie "non convenzionali".

Obiettivo di queste misure è agevolare l’erogazione del credito a favore delle famiglie e delle imprese, attraverso l’immissione sul mercato di grandi masse di liquidità.

Questa operazione ha generato un livellamento dei tassi di rendimento in tutta Europa, portandoli ai minimi storici.

È alla luce di questi avvenimenti straordinari che la nostra Banca aggiornerà il tasso base del Conto Deposito, portandolo all’ 1% a partire dal 1° settembre 2009.

Le condizioni applicate sulle somme vincolate a 3, 6 e 12 mesi – a partire dal 16 agosto 2009 – saranno le seguenti:

Tasso a 3 mesi:    1,50%
Tasso a 6 mesi:    2,00%
Tasso a 12 mesi:  2,50%

Le operazioni a 3, 6, 12 mesi già effettuate, mantengono sino alla scadenza le condizioni economiche in vigore al momento del vincolo.

Con i nostri più cordiali saluti,

Christian Miccoli
Amministratore Delegato
CheBanca! S.p.A

E’ disponibile la lettura sintetizzata di questo post.

Conto Arancio ha abbassato il tasso base all’1,50% lordo dal 5 giugno

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ING Direct, la banca olandese che gestisce "Conto Arancio", il primo conto di deposito ad essere stato inserito anche in Italia, mi ha comunicato la variazione dei tassi di interesse di base:

"A seguito delle continue e significative riduzioni dei tassi di riferimento in Europa che hanno avuto impatti sui rendimenti dei principali prodotti di risparmio, desideriamo comunicarti che dal 5 giugno 2009 il tasso base di Conto Arancio sara’ pari all’1,50% lordo."

Significa che se Conto Arancio dà l’1,50% lordo, i titoli di Stato sono alla frutta, e chi ha comprato i famigerati "bòtti", come li chiamava il mi’ nonno Armando, fra spese, bolli e tangenti alla banca (dia, dia, dia qui…), liberatorie e sconfinamenti (firmi qui, qui e qui) deve ringraziare il Padreterno se gli ci avanzano anche gli spiccioli per il caffè.

Intendiamoci, le offerte che si vedono in TV al 3,50% sono vere (ovviamente sono valide solo per un breve periodo di tempo, solitamente alcuni mesi), Conto Arancio è un prodotto solido e garantito come qualsiasi altro conto corrente e non credete alle leggende metropolitane che lo circondano perché non è vero un accidente.

Il punto è che passati i mesi dell’offerta, se non si hanno particolari convenzioni il tasso base è quello dell’1,50% lordo ed è un po’ pochino.

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