Insegnante si suicida dopo una storia d’amore con una alunna sedicenne

Se ne parla ancora, a distanza di mesi e lo faccio anch’io. Ometto i nomi perché non mi pare bello né necessario farne.

Un insegnante si innamora, ricambiato, di una sua alunna di sedici anni. La relazione giunge alle orecchie della dirigenza della scuola che allontana dal servizio il docente che corre a casa, prende una corda e si impicca per la vergogna. Il tutto nello spazio temporale di un’ora e mezza.

Alcune fonti riferiscono che il docente sarebbe stato atteso in aula dove gli sarebbe stato rimproverato il comportamento tenuto di fronte agli alunni (assente, ovviamente, l’alunna sedicenne).

Stando così le cose, nessuno avrebbe commesso reato. Ai sensi del secondo comma dell’articolo 609quater, è reato compiere atti sessuali con soggetti minori degli anni 16 quando il colpevole sia il nonno, il genitore anche adottivo, il tutore o qualunque altra persona a cui il minore sia stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia oppure che abbia col minore una relazione di convivenza. E poi sarebbe stato necessario dimostrare la sussistenza di un atto sessuale tra i due. E comunque la ragazza aveva sedici anni al momento dei fatti ed era consenziente.

Sarebbe, eventualmente, da dimostrare che ci sia stato un atteggiamento di coercizione della volontà della minore tale da indurla in soggezione contro le sue stesse inclinazioni naturali, ma non mi pare questo il caso.

Senz’altro, dunque, un procedimento sommario che lascia molte ombre sulle modalità in cui questo insegnante è stato denigrato, con cui gli sono stati contestati degli addebiti.

Si è parlato di “morte sul lavoro”. Lo si può umanamente comprendere quando a formulare questa definizione è il padre del giovane insegnante o la sua famiglia.

Ma resta il fatto che, reato o no che sia, illecito disciplinare o meno, un insegnante non si innamora di una sua alunna. Mai. O, se lo fa, lo fa quando l’alunna non è più sua alunna, quando, cioè, i due soggetti sono maggiorenni (oltre che consenzienti) e non c’è più nessun rapporto di subalternità tra di loro. E dove nessun vicepreside può aspettarlo in piedi per ordinargli di andarsene.

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Assolta l’insegnante che aveva costretto un alunno a scrivere cento volte “Sono un deficiente”

(screenshot da www.repubblica.it)

Allora, si può far scrivere "sei un deficiente" anche cento volte a uno che deficiente lo è davvero.
Non è reato.
Però è un atto professionalmente deficiente usare certi mezzi di correzione, su via.
L’insegnante se ne va in pensione con la fedina penale immacolata e una carriera senza ombre.
A parte quella di essere restata alla scuola che aveva voluto il Ministro Giovanni Gentile.
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Adesso basta coi professori che vogliono anche essere pagati! Che non si ammalino, piuttosto (ma guarda un po’, ci mancherebbe solo questa…)

Bambole, non c’è una lira. Del resto che cosa pretendevate, poveri professori scaldasedie, che si occupino della custodia dei pargoli quando i genitori non ci sono, e che invece state lì anche a prendere i soldi, e che cos’è la scuola, un’istituzione? Un fondo di investimento? La culla in cui dovranno crescere le generazioni future?? E che diamine un po’ di umiltà, in fondo sono  pagatissimi e profumatamente adesso vogliono anche il diritto di ammalarsi? No, via, è troppo, è intollerabile, non è umano, è un insulto a noi cittadini che evadiamo le tasse, tanto mio figlio l’anno prossimo lo iscrivo alla scuola privata…
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Russia, il docente pirata non è processabile

Brinda alla vittoria in queste ore Alexander Posonov, insegnante di un villaggio sugli Urali divenuto fenomeno internazionale per l’enorme eco suscitata dal suo caso: il docente, accusato di pirateria, non sarà sottoposto a processo. Lo ha deciso il tribunale russo che si è occupato del caso.

Secondo i magistrati, riportano le agenzie in queste ore, la denuncia contro Posonov non è ricevibile, anzi è "insignificante" e, dunque, il caso è chiuso.

Posonov se l’è vista brutta: accusato di aver utilizzato su 12 computer copie illegali di Windows e Microsoft Office, rischiava fino a 5 anni di carcere e una multa che avrebbe potuto salire a qualche migliaio di euro.

Come si ricorderà, a sostenere Posonov, e a dare risonanza alla denuncia contro il docente, era stato nei giorni scorsi l’ex leader sovietico e premio Nobel per la pace Mikhail Gorbachev che, in una lettera indirizzata a Bill Gates, aveva chiesto l’intervento del chairman Microsoft per porre fine al procedimento. Microsoft, da parte sua, aveva spiegato di non aver denunciato l’uomo e sosteneva di non poter intervenire, trattandosi di una questione interamente gestita dalle autorità russe.

A pesare sull’orientamento del tribunale, forse, è stata anche la battuta di Vladimir Putin, il presidente russo, che aveva bollato il caso come "ridicolo".

da: www.punto-informatico.it

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Gaia Bottà – L’insegnante vittima di Adware è colpevole

Rischia fino a 40 anni di carcere Julie Amero, l’insegnante del Connecticut dichiarata colpevole per aver corrotto la morale di una classe di ragazzini con un’invasione di popup dal contenuto esplicito che ha sommerso lo schermo del PC della scuola.

Dichiarata colpevole per la propria incapacità, per la scarsa prontezza di riflessi, complice un sistema informatico scolastico pieno di falle, che all’adware stendeva un tappeto rosso. Le polemiche montano, difesa e accusa stanno conducendo un processo parallelo in Rete, fra i commenti agli articoli e i post dei blog.

Julie Amero era arrivata da pochi giorni nell’istituto di Norwich. Aveva chiesto di poter controllare l’email, una scappatina in bagno prima dell’inizio delle lezioni e il rientro in classe, mentre una folla di ragazzini assiepati attorno al computer si divertiva con un sito di acconciature. Il tempo di sedersi, ed Amero vede una frotta di popup affollarsi sullo schermo. Ogni tentativo di bloccarli è vano. Si invoca l’epifania di un tecnico che non si palesa, il panico prende il sopravvento.

Qui si innesta il primo affondo dell’accusa. Perché Amero non ha impedito ai ragazzi di osservare i corpi accartocciati sullo schermo, spegnendo il computer?

Spegnere il computer non era una soluzione da poter prendere in considerazione. A Julie Amero era stato raccomandato di non chiudere la sessione: non disponeva di un account, e avrebbe dovuto interpellare altre insegnanti per farsi "prestare" utenza e password. Senza considerare che sono i sistemi operativi stessi a raccomandare di non spegnere il computer brutalmente, e un utente sprovveduto può prendere molto sul serio questa informazione. Senza considerare che, se Amero avesse staccato la spina, ogni traccia della sessione online si sarebbe potuta dissolvere nel nulla, e si sarebbe guadagnate un’ulteriore accusa, per occultamento delle prove.

Non poteva spegnere il computer, ma allora perché non ha trovato un’altra maniera per impedire la visione delle immagini? Avrebbe potuto frapporre un maglione tra lo schermo e la candida morale degli alunni, se la procedura di spegnimento dello schermo fosse risultata troppo complessa. In effetti l’insegnante, ha testimoniato un alunno, ha cercato di allontanare la classe dal PC, ha cercato di fare da schermo con il suo corpo. Ma alla giuria non è bastato.

Queste le argomentazioni sulle quali sembra si sia retto il processo.
La giuria non ha potuto prendere in considerazione l’insidiosità di adware e popup, a causa di ostacoli burocratici nell’ambito del processo. E sono questi gli intoppi che stanno facendo infervorare il popolo dei netizen.

L’accusa, basandosi sulla perizia del detective Lounsbury, afferma di poter dimostrare, grazie al tool ComputerCOP Professional, che la docente ha visitato volontariamente, digitando certe URL, i siti pornografici offerti agli occhi degli alunni.

Impresa ardua, contesta la difesa ufficiale, e contestano i blogger-difensori: non c’è modo di stabilire se un URL che compare nella cronologia sia stato volontariamente ricercato, raggiunto attraverso un link o comparso involontariamente in un popup. Perché, suggerisce inoltre l’editorialista di Securityfocus Amero avrebbe dovuto consultare siti di acconciature di moda se avesse voluto propinare della pornografia ai suoi alunni? Per quale motivo l’insegnante avrebbe dovuto digitare URL complessi o "inutili" come http://pagead2.googlesyndication.com?

La difesa, dopo aver reclutato l’esperto Herbert Horner, decide di costruire la propria arringa su un’eventualità che l’accusa ha trascurato di considerare: dimostrando che l’adware ha insidiato la macchina dell’istituto ben prima dell’inizio della supplenza di Julie Amero. Horner, racconta in un’intervista, ha preparato due computer zeppi di prove, chiede di poter simulare la situazione ripercorrendo passo passo il tracciato di Julie Amero. Nulla da fare: la linea difensiva deve essere dichiarata all’inizio del processo, e i documenti devono essere presentati con un congruo anticipo.

Ma l’avvocato dell’accusa sarebbe comunque stato pronto a rispondere con una stoccata ad effetto: dove si contrae il malware se non su siti pornografici? Una grossolana imprecisione: il malware è veicolato anche da siti apparentemente innocui, lo dimostrano gli studi che rilevano come l’esposizione alla pornografia online sia spesso involontaria e indesiderata, come dimostra tra l’altro il recente caso del sito che ospitava le cronache del SuperBowl, infestato da un insidioso trojan.

Una provocazione alla quale la difesa avrebbe potuto rispondere con una degna contromossa, estendendo la responsabilità dell’accaduto all’istituto scolastico. I budget della scuola media di Norwich sono ridotti, macchine obsolete fanno girare Windows 98 e Internet Explorer 5, mai aggiornati. I filtri di protezione sono inattivi, lasciati scadere per incuria o non aggiornati per mancanza di fondi.
Ma è vero che le scuole USA, come
fa notare Mark D. Rasch, su Securityfocus, possono usufruire dei fondi stanziati con il programma E-rate, per aderire agli standard imposti dal Children’s Internet Protection Act (CIPA), volti a garantire che gli alunni siano protetti dai contenuti inappropriati e dalle famigerate insidie che la Rete cela fra le sue maglie. Fondi che l’istituto di Norwich sembra aver ricevuto.

La Polizia non sapeva che la difesa avrebbe puntato la sua arringa sul malware e non si è preoccupata di indagare in tal senso, la difesa non ha potuto dimostrare l’innocenza di Julie Amero perché non ha presentato i documenti con congruo anticipo; l’accusa ha offerto prove e si è lanciata in inferenze di dubbia validità. Il 2 marzo Julie Amero, già giudicata colpevole, conoscerà la pena che dovrà scontare. Prevede di ricorrere in appello.

Migliaia di insegnanti, arguisce ArsTechnica, nel frattempo saranno ancora più riluttanti nel premere quel misterioso bottone di accensione, che innesca ancor più arcane e incontrollabili reazioni a catena.

da: www.punto-informatico.it

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La Microsoft risponde a Gorbaciov: “Il Prof. pirata ha commesso un crimine”

LA MICROSOFT non perdonerà il professore pirata. La lettera aperta che il premio Nobel per la pace Mikhail Gorbaciov ha scritto a Bill Gates chiedendo perdono per l’insegnate russo Aleksandr Posonov non ha sortito alcun effetto. “Il caso di mr. Posonov è un caso di crimine, e come tale è stato trattato dalle autorità russe – hanno fatto sapere dall’ufficio pubblicio relazioni di Redmond – Siamo sicuri che la magistratura russa prenderà la decisione giusta.”

da: Repubblica.it

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La professoressa in classe con gli studenti

Sembra un titolo da filmetto di serie B degli anni ’70, quelli con Edvige Fenech o Gloria Guida (che adesso si sono ricostruite una verginità e non solo cinematografica…), invece la notizia purtroppo è vera:

L’Ufficio scolastico regionale della Lombardia ha sospeso l’insegnante di matematica sorpresa una settimana fa in aula in atteggiamenti intimi con cinque alunni di seconda media, a Nova Milanese. Il direttore regionale, Mario Giacomo Dutto, ha infatti assunto un provvedimento di sospensione, che ha l’obiettivo di evitare la possibilità di nomina nelle altre scuole nelle quali la docente ha presentato domanda di supplenza.

(la notizia per intero è linkabile sul sito di Repubblica.it)

Siamo arrivati alla frutta. L’insegnante di matematica che fa sesso con gli alunni della scuola media. Adesso ci sarà qualcuno che dirà che in fondo ai maschi coinvolti la cosa poteva anche fare piacere, che i primi turbamenti maschili hanno come oggetto proprio le insegnanti delle scuole medie (adesso non più, considerata l’età media degli insegnanti in continuo aumento), che sì, la cosa è disdicevole, ma che in fondo la signora se l’è andata a cercare, perché si sà che l’uomo è cacciatore (anche se è minorenne?) e la donna prima o poi si fa preda, per non dire di peggio.

Niente scuse, l’hanno sospesa e hanno fatto bene. I ragazzi non si toccano. “Se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo”, cantava De André.

Ma c’è solo da immaginare che cosa sarebbe successo se a fare la stessa cosa fosse stato un insegnante uomo con cinque ragazze. Sarebbe stato certamente sbattuto a marcire in carcere, oltre a tutti gli altri provvedimenti disciplinari del caso (qui se n’è occupato il Ministro Fioroni in persona).

E in carcere, si sa, se fai del male a un minorenne non ti perdonano. Speriamo non sia vero anche per questa pur indecorosa docente. Ma come al solito c’è chi userà due pesi e due misure.

 

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Sono stati bloccati i prezzi dei libri scolastici (ma fino a quando?)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 6 aprile 2006, n.211 Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n. 226, concernente disposizioni di attuazione dell’articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla fornitura gratuita e semigratuita di libri di testo.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 448 ed, in particolare, l’articolo 27 relativo alla fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo a favore degli alunni meno abbienti delle scuole

dell’obbligo e secondarie superiori;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n. 226, recante disposizioni di attuazione dell’articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

Visti il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive integrazioni e modifiche, concernente i criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti richiedenti prestazioni sociali agevolate ed il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 maggio 2001, con il quale sono stati approvati i modelli tipo della dichiarazione sostitutiva unica e dell’attestazione, con relative istruzioni;

Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62;

Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53;

Preso atto della sentenza 21 dicembre 2001, n. 419, con la quale la Corte Costituzionale annullava, per quanto di ragione, l’articolo 3, comma 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 320 del 1999, con le tabelle ad esso allegate e l’articolo 1, commi 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 226 del 2000, laddove escludevano dal beneficio le Province autonome di Trento e Bolzano;

Ritenuto di recepire, con il presente regolamento, i contenuti della sentenza della Corte Costituzionale n. 419 del 2001;

Visti la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, che ha approvato lo Statuto speciale della Regione Valle d’Aosta e il Titolo III, Capo V del decreto del Presidente della Repubblica 22 febbraio 1982, n. 182, in materia di assistenza scolastica;

Visti la legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, che ha approvato lo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia e il Titolo IV del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1975, n. 902, in materia di assistenza scolastica;

Visti i decreti del Capo del Dipartimento per i servizi nel territorio del Ministero della pubblica istruzione prot. n. 2341 del 30 agosto 2002 e prot. n. 1932 del 16 luglio 2003 e i decreti del

Capo del Dipartimento per l’istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca prot. n. 1242 del 7 giugno 2004 e prot. n. 571 del 22 marzo 2005 con i quali, nelle more della

definizione del presente provvedimento, si disponeva d’urgenza, in esecuzione del giudicato, inserendo nelle ripartizioni relative agli esercizi finanziari 2002, 2003, 2004 e 2005 anche le suindicate Province, previo accantonamento cautelare delle somme eventualmente assegnabili, rispettivamente, alle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta egualmente preterite nei provvedimenti originari, ancorchè non ricorrenti;

Preso atto delle richieste d’inserimento nel piano di riparto, pervenute, nel contempo, anche dalle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta e della permanenza delle medesime basi di calcolo adottate nelle precedenti ripartizioni, confermata dall’ISTAT;

Ritenuta l’opportunità, a fronte delle considerazioni addotte nel giudicato, di estenderne gli effetti alle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta;

Considerata, altresì, la necessità di non assegnare, in un’unica soluzione, importi ultronei rispetto alle obiettive esigenze e tali da sottrarre contestualmente, alle restanti Regioni, somme

eccessive ostacolando, così, l’adeguato soddisfacimento dei bisogni dell’utenza del servizio scolastico, facente capo, peraltro, alla fascia più debole delle rispettive realtà territoriali;

Acquisito il parere espresso dalla Conferenza Stato, Regioni e Province autonome nella seduta del 16 giugno 2005;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 29 agosto 2005;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, espressi rispettivamente nelle sedute del 10 novembre 2005 e 19 ottobre 2005;

Sulla proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’interno;

A d o t t a

il seguente decreto:

Articolo 1.

1. All’articolo 3, comma 1-bis, del decreto del Presidente del Consigliodei Ministri 5 agosto 1999, n. 320[1], come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n.226, è aggiunto, alla fine, il seguente periodo: "I relativi provvedimenti sono adottati con decreto del dirigente preposto al competente Ufficio di livello dirigenziale generale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca".

Articolo 2.

1. Le tabelle A[1] ed A[2] allegate al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 agosto 1999, n. 3
20, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio 2000, n. 226, sono sostituite, rispettivamente, dalle unitetabelle A[1]ed A[2] che fanno parte integrante del presente decreto.




Articolo 3.

1. Sono confermate le ripartizioni effettuate con i decreti del Capo del Dipartimento per i servizi nel territorio del Ministero della pubblica istruzione prot. n. 2341 del 30 agosto 2002 e prot. n. 1932 del 16 luglio 2003 e i decreti del Capo del Dipartimento per l’istruzione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca prot. n. 1242 del 7 giugno 2004 e prot. n. 571 del 22 marzo 2005, e relative tabelle, citati in premessa.

2. Alla data d’entrata in vigore del presente decreto – a valere sugli accantonamenti all’uopo disposti dai decreti di cui al comma 1 e con riferimento, rispettivamente, alle tabelle A[1] ed A[2] – alla Regione Friuli-Venezia Giulia sono assegnate le somme complessive di Euro 3.859.336 ed Euro 1.434.224 ed alla Regione Valle d’Aosta quelle di Euro 430.388 ed Euro 126.852.


Articolo 4.

1. Gli importi relativi alle singole annualità 1999, 2000 e 2001 spettanti, rispettivamente, alle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta ed alle Province autonome di Trento e Bolzano, indicati, per ognuna di esse, nelle allegate tabelle A[1] ed A[2], saranno corrisposti, compatibilmente con i finanziamenti annualmente appostati in bilancio per le finalità di riferimento ed in proporzione agli stessi, con corrispondenti assegnazioni aggiuntive nel corso di ciascuna delle ripartizioni inerenti agli anni finanziari 2006, 2007 e 2008, utilizzando le risorse rivenienti dall’abbattimento proporzionale delle quote spettanti, nelle medesime annualità, alle altre Regioni. I relativi importi sono determinati con il decreto dirigenziale di cui all’articolo 1.
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Gli spezzoni da 6 ore? Sono dei supplenti (giù le mani voi di ruolo…)

Com’è noto alle SS.LL., per l’effettuazione delle operazioni di cui all’oggetto deve intendersi operante il termine del 31 luglio fissato dall’art. 4, commi 1 e 2 della legge n. 333/2001. Pertanto, a decorrere dal 1° agosto 2006, l’individuazione e la nomina dei destinatari delle supplenze annuali e di quelle sino al termine delle attività didattiche, attraverso lo scorrimento delle graduatorie permanenti, passerà nellacompetenza dei dirigenti scolastici. Come per il passato, il conferimento delle supplenze da parte dei dirigenti scolastici potrà avvenire avvalendosi dell’apposita funzione attivata dal Sistema informativo di questa Amministrazione o attraverso l’adozione di modalità di rilevazione e assegnazione delle disponibilità di altro tipo (cartaceo, con l’utilizzo di un programma ad hoc, ecc…). Nel primo caso occorrerà procedere ad un’attenta e puntuale ricognizione e comunicazione al Sistema informativo di tutte le disponibilità residue dopo l’espletamento delle operazioni gestite da codesti Uffici, nonché dei dati e degli elementi identificativi degli aspiranti aventi titolo. E’ bene precisare che tali adempimenti dovranno essere effettuati con la massima urgenza, attesi i tempi estremamente ristretti che si frappongono all’inizio del nuovo anno scolastico. Per ulteriori istruzioni e indicazioni si rinvia alla Nota tecnica predisposta dal gestore del Sistema informativo e rilevabile nella Intranet di questo Ministero. La citata Nota tecnica fornisce, in dettaglio, le necessarie informazioni sulle scansioni temporali cui attenersi e sui supporti e i materiali che il Sistema informativo mette a disposizione (elenco dei posti disponibili, calendari delle convocazioni, elenchi degli aspiranti, proposte di assunzione, nomine conferite giornalmente ecc…). Nel secondo caso (ricorso a soluzioni di diverso tipo) per poter disporre di un quadro puntuale e completo delle varie fasi operative poste in essere, dovranno comunque essere comunicate al Sistema informativo tutte le nomine disposte.CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO

Si confermano, per l’a.s. 2006/2007, in quanto compatibili, le disposizioni impartite con C.M. n. 82, prot. n. 2103 del 19 luglio 2002, con nota n. 2067 del 23/07/2003, con nota n. 476 del 25.8.2004 e con nota n. 1395 del 28 luglio 2005 in materia di conferimento di supplenze al personale docente ed educativo da parte dei dirigenti scolastici. Anche al fine di ulteriori approfondimenti, si richiamano alcune procedure, modalità organizzative e modelli operativi di cui è menzione negli atti succitati: • la individuazione delle “scuole di riferimento” e dei requisiti che le stesse devono possedere; • la scelta di altre soluzioni ritenute praticabili in relazione ai diversi contesti; • la possibilità da parte degli aspiranti di delegare alla scelta, oltre che persona di propria fiducia , il dirigente del C.S.A. competente (delega che dopo il 1° agosto p.v. si intende riferita al o ai dirigenti scolastici che abbiano assunto la gestione delle procedure). Per quanto riguarda la non applicabilità, in mancanza delle condizioni di cui all’art. 3 del D.M. n. 201/2000, delle sanzioni previste dall’art. 8 del D.M. 201/2000, si chiarisce che tale fattispecie è riferita ai soli casi di rinuncia alla proposta di assunzione per supplenze conferite sulla base delle graduatorie permanenti; Analogamente, si precisa che la possibilità per l’ avente titolo di rinunciare ad una supplenza già accettata per assumerne altra successiva, per diverso insegnamento, è riferita esclusivamente ai casi in cui questa ultima sia di durata annuale; ciò qualora il conferimento delle supplenze non avvenga in maniera contestuale, sì da precludere la possibilità all’avente titolo di effettuare la scelta tra nomine diverse. Continua la lettura di “Gli spezzoni da 6 ore? Sono dei supplenti (giù le mani voi di ruolo…)”

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