Giù le mani dall’INPS!

Ci sono andato, poi, all’INPS di Teramo, come vi avevo detto.

Sono arrivato lì alle 12,40 circa. Ero convocato per le 13,15. Voglio dire, orari in cui gli uffici pubblici (e, soprattutto QUEL tipo di uffici pubblici) sono aperti.

Invece il portone di ingresso era chiuso. Sprangato.

Ecco, io ho delle difficoltà di deambulazione, clàudico. Siete VOI che mi convocate. Fosse per me, me ne starei volentieri su una chaise-longue a fumarmi un sigaro. Per le 13,15. Sono le 12,45, ormai, come cazzo faccio a entrare?

Zoppica zoppica faccio il giro del palazzo, pronta alla bisogna la fida stampella, a cercare eventuali altre entrate. Niente. Uscite ce ne sono tante, di sicurezza o di periglio che siano.

Alla fine sfrutto l’uscita accanto al portone chiuso, approfittando di una coppia di fidanzati che si è mossa a compassione contemplando la mia menomazione e il mio stato d’invalido.

Adesso è il momento di chiedersi per andare dove dovevo andare per dove devo andare. Ah, sì, per di là. Ora il “per di là” passa da una stanza in cui c’è il riscaldamento a tutta e in cui sono accatastati (anche in bidoni apparentemente per l’immondizia) fascicoli, carte, archivi. Immagino che, soprattutto di questi tempi, una vecchia pratica pensionistica abbia un freddo cane, quindi, per non farla soffrire troppo, le si accendono i termosifoni a manetta, mi sembra giusto, tanto pagano i contribuenti. Un giorno anche la mia andrà a finire lì dentro, e ora so che non si buscherà il raffreddore.

Aspetto pochissimo. Non c’è praticamente nessuno. Solo un cartello in fondo allo stanzone: “Giù le mani dall’INPS”. Che è un po’ come dire “Giù le mani dalla mia 124!!”

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Esame di invalidità

Oggi mi è arrivata una raccomandata dall’INPS.

Mi dicono che devo presentarmi a una visita DOMANI. La lettera porta la data dell’11 novembre scorso, ma il timbro postale è quello del 28 novembre. L’ufficio postale di partenza è quello di Torino A.D.

Cioè, l’INPS di Teramo mi spedisce una raccomandata da Torino. Mi sembra normale. Così si ottimizzano le prestazioni del sistema, si sfruttano le sinergie e si va dritti verso la catastrofe.

Se oggi non fossi stato in casa il postino avrebbe lasciato un avviso. E visto che la visita di domani è fissata alle 13,15, se domattina me la fossi presa comoda, o avessi rimandato il ritiro della missiva a dopodomani, addio visita.

Oh, non che sarebbe successo poi chissà che. No, mi avrebbero SOLO sospeso il sussidio di invalidità. Così. SOLO perché una raccomandata non è stata recapitata con un congruo preavviso. Poi, certo, avrei potuto richiedere a mia volta la visita successivamente.

Ah, la visita serve come verifica nei confronti di chi percepisce sussidi di invalidità. Cioè quella che mi hanno riconosciuto LORO. Ho risposto con una PEC che, certamente, domani alle 13:15 NON sarà sul loro tavolo.

Kafka se la ride.

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