La maiala di Massa

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Dunque l’influenza maiala è arrivata, come previsto.

Il punto è che era già arrivata e il sottosegretario al raffreddore lo sapeva già, tanto che il paziente è già guarito, non si sa se per intervenzione taumaturgica del Presidente del Consiglio, che ha imposto le mani all’influenzato dicendogli "àlzati, cammina, magngia la mortadella anche tu e chiamami pàpi!", o se è perché questo virus è un po’ pirla e fa paura solo a chi ne ha paura.

La maiala è arrivata in Toscana, buon sangue non mente. Chissà cosa avrebbero fatto i livornesi se il paziente n. 1 fosse stato localizzato a Pisa…

Bollettino medico n. 1

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Non l’ho presa a Natale, non l’ho beccata a gennaio, non ho sentito le nevicate, non ho avuto nulla di nulla mentre la gente intorno a me cadeva per terra dalla spossatezza dell’influenza, o dai sintomi parainfluenzali, o da come caspita si chiamano.

Ed eccola qui, con l’ultimo colpo di coda dell’inverno. Leggera, leggerissima. E, come tutte le influenzette leggere e leggerissime, con una febbriciattola che ti si inchioda lì e non si abbassa. Lo diceva Caterina Caselli che il Carnevale (va-va-và…) finisce male.

La mia temperatura normale è di 36,3-36,4° a 36,7 già comincio a sentire la febbre, a 37° vado in giro per casa come un imbecille e mi rompo i coglioni, oltre che romperli al prossimo.

E c’è gente che magari mi invidierebbe anche ("Ah, beato te che te ne puoi stare al calduccio, a me invece tocca andare a lavorare…").

Per oggi il numero è:

37,1°

(e non si schioda, e no che non si schioda non si schioda…)