Venga a prendere il caffè da noi…

Napolitano, nella sua ultima visita a Poggioreale ha promesso un messaggio alle Camere sui  temi dell’indulto e dell’amnistia. Si è bevuto un bel caffè (pure ‘n carcere ‘o sanno fa’!)  coi detenuti e poi se n’è scappato perché l’attendeva la crisi del Governo Letta, che non è  mai stata crisi davvero.

Non ho mai negato la mia posizione favorevole all’indulto in primo luogo (che non cancella i  reati) e all’amnistia, anche in combinato. Per le condizioni disumane in cui versano le  nostre carceri (“chiste so’ fatisciente, pe’ ‘cchist’e fetiente se tengono l’immunità!“) e  perché il sistema penale italiano è un monolite che non ha mai cambiato faccia mentre la società muta e non vede più certi comportamenti come reati.

Quindi indulto sì, amnistia probabilmente, ma anche e soprattutto depenalizzazione,  sfoltimento dei processi, nuova visione del crimine da parte delle leggi e dei codici.

Non è possibile che si rischi la galera per diffamazione, non è possibile andare in carcere perché si è craccato un software e lo si è dato a un amico, o si è cancellato il timbro del biglietto dell’autobus e lo si è obliterato un’altra volta.

Riscrivere le regole prima di ogni altra cosa, quindi. E fare in modo che tutto questo non  appaia come in grande salvacondotto a favore di Berlusconi.

A questo proposito Napolitano ha detto che «Quelli che, come i grillini, mi accusano di  volere un’amnistia pro-Berlusconi sono persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese».

Che crema d’Arabia ch’è chistu caffè!

Indulto: una mail di Antonio Di Pietro

Ricevo questa mail circolare da Antonio Di Pietro sul tema dell’indulto:

 

Cari amici,

Vi ringrazio del sostegno che mi state manifestando in queste ore. Mi stanno arrivando centinaia di mail indignate per quanto sta accadendo in Parlamento con questo patto scellerato dell’indulto. Noi dell’Italia dei Valori andremo fino in fondo. A questo proposito, invito tutti quelli che vorranno, e potranno, domani, martedì 25 luglio, a partecipare al sit in di protesta che faremo dalle 9.00 di mattina a Roma davanti alla Camera in piazza Montecitorio. Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce. Cercheremo di impedire in tutti i modi che ciò che non è riuscito al centro-destra venga fatto, in maniera sfacciata, dal governo di centro-sinistra di cui facciamo parte.

Colgo anche l’occasione per inviarvi il link all’editoriale di Eugenio Scalfari, che oggi su Repubblica ha preso una posizione nettamente a favore della nostra indignazione. Come vedete anche la grande stampa, dopo tanto silenzio complice, si è accorta della nostra forza e delle nostre battaglie di legalità.

Un saluto affettuoso

 

Antonio Di Pietro