Le violenze, gli immigrati di Rosarno, con le chiose di Maroni e Bertone

Il ministro dell’interno Maroni, quello che è stato condannato in via definitiva per aver dato un morso a una caviglia di un poliziotto, ha detto che se ci sono stati disordini a Rosarno è stato perché nei confronti degli immigrati c’è stata troppa tolleranza.

E’ vero, li abbiamo tollerati troppo questi negri a Rosarno, abbiamo perfino permesso loro di avere un lavoro alle dipendenze della malavita organizzata, li abbiamo alloggiati in comodissimi lager fatiscenti, pagati una miseria, che per lo è anche troppo, e i contributi e la messa in regola per il permesso di soggiorno e di lavoro, si sa, sono cose troppo onerose per una azienda che paga in nero (toh, lo tolleriamo anche facendolo lavorare secondo il colore della pelle!), perché il lavoro non c’è per noi, figuriamoci per loro!

Troppa tolleranza, dunque, bisognerebbe tollerarli di meno, anziché fare quello che le leggi ci impongono di fare, e cioè perseguire i reati indipendentemente dalla condizione di chi li ha commessi.

Gli ha fatto da contraltare Sua Eminenza il Cardinal Bertone, che, con una punta non indifferente di lungimiranza ha dichiarato: "C’è troppo sfruttamento!" Chissà chi glieli scrive i testi e quante lauree ha!

Cerchiamo di avere un po’ di tolleranza anche per lui.
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Strage di Stato

Forti degli accordi bilaterali tra Italia e Libia, siglati con la visita nel nostro paese del Presidente Gheddafi, per l’occasione vestito come Michael Jackson, ci siamo dimenticati di 70 persone che morivano di sete e di ustioni su una barca della disperazione al largo delle coste siciliane.

Naturalmente il Governo di Berlusconi non vuole che l’evento venga strumentalizzato (si sa, la stampa è comunista), per cui chiede un puntuale accertamento dei fatti, come se cinque sopravvissuti possano essersi imbarcati da soli su una di queste carrette ed essersi inventati tutto dopo essere abbondantemente dimagriti a dovere ed essere arrivati sul nostro territorio in condizioni estreme.

Di quella gente non solo non è fregato un bel tubo di nulla a nessuno, ma non è stato nemmeno preso in considerazione il diritto alla dignità, all’esistenza e all’aspirazione dello stare un po’ meno male, se e quando è possibile.

Del resto la stampa nazionale si occupa della notizia con evidente imbarazzo, collocandola, sui vari siti web che è abituata a riempire (di cazzate, solitamente), al terzo posto, dopo averci detto che il caldo avrà una battuta d’arresto tra oggi e domenica e che, insomma, sia pure a singhiozzi ma si toprnerà a respirare.

L’opposizione non ha neanche chiesto che il Governo riferisca alle Camere, che, del resto, sono chiuse per ferie.

E allora di questa porcata non ci può importare di meno, del resto, se sono in difficoltà non è mica colpa nostra, che abbiamo ben altre preoccupazioni, dobbiamo giocare al Superenalotto, noi, migabàe!
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