Roberto Saviano e la Mondadori condannati a rifondere 60000 euro per aver copiato brani di “Gomorra”

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Roberto Saviano è stato condannato dalla Corte d’Appello di Napoli al risarcimento di 60.000 euro (che non sono nemmeno tanti, voglio dire), assieme alla Arnoldo Mondadori Editore, a favore della Libra scarl e di varie testate giornalistiche, per aver illecitamente riprodotto tre aricoli tratti da “Cronache di Napoli” e “Corriere di Caserta” nel suo celebre romanzo “Gomorra”.

In primo grado il procedimento si era concluso con l’assoluzione di Roberto Saviano che ha sempre invocato il pubblico dominio delle informazioni contenute in quegli articoli, e che “riduce” il danno parlando di “autonoma attività creativa dell’autore” e che “I giudici hanno (…) ritenuto che due passaggi del mio libro avrebbero come fonte due articoli dei quotidiani di Libra. Neanche due pagine su un totale di 331. Ricorrerò in Cassazione. Anche se si tratta dello 0,6% del mio libro – conclude – non voglio che nulla mi leghi a questi giornali.”

Alla prima obiezione c’è solo da rispondere che in Germania il Ministro della difesa Karl-Theodor zu Guttenberg si dimise per aver copiato una parte della sua tesi di laurea. Saviano non riveste alcuna carica pubblica e non può certo dimettersi da niente. Ma è un personaggio pubblico, è uno scrittore stimato dalla gente (non tutta, a dire il vero), appare in TV, vende milioni di copie in tutto il mondo, parla, ma soprattutto è considerato autorevole. Lo 0,6% è anche troppo.
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Massimo D’Alema: “La Lega c’entra moltissimo con la sinistra”

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«La Lega c’entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia. Tra la Lega e la sinistra c’è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. È una nostra costola, è stato il sintomo più evidente e robusto della crisi del nostro sistema politico e si esprime attraverso un anti-statalismo democratico e anche antifascista che non ha nulla a vedere con un blocco organico di destra»

Massimo D’Alema, 30 novembre 1995, intervista al quotidiano “Il Manifesto”