Horchata de chufas

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E ora come faccio a spiegare l’Horchata de Chufas a voi profani e ignari delle ispaniche cose?

L’Horchata de Chufas è nettare degli dèi, è ambrosia, di più, è il "brodo di giuggiole" di cui ho sempre sentito parlare e della cui esistenza ho avuto modo di renderm iedotto fin dal mio primo viaggio spagnolo del 1982 (Zoff, Gentile, Cabrini…).

L’Horchata de Chufas (scritta in maiuscolo perché è una categoria dello spirito) è una bevanda impossibile da replicare in Italia, dove manca il suo ingrediente principale (le "chufas", appunto!).

Ma sentiamo che cosa scrivono quelle testine acute dei wikipediani a proposito:

"La horchata de chufa (in valenciano: orxata de xufa) è una bevanda rinfrescante preparata con acqua, zucchero e con il latte del tubercolo ipogeo che caratterizza le radici di una pianta (il Cyperus esculentus) diffusa nella piana di Valencia e chiamato appunto chufa in spagnolo.

L’horchata è un latte vegetale ad alto tasso energetico. Ha un elevato contenuto di grassi, zuccheri e proteine, nonché sali minerali (fosforo, potassio) e vitamine (E e C). Si serve fresca, a volte gelata o in forma di granita.

La diffusione dell’horchata, bevanda estiva molto popolare in Spagna, è da ricondursi alla presenza degli Arabi a Valencia (dal secolo VIII al XI)."

La cazzata fondamentale è che l’horchata sia un latte vegetale. Latte di cosa? Di mandorle? Del latte non ha né la consistenza, né il colore, né il sapore, non è neanche da ascrivere a quella categoria di bevande (come quello di soia, ad esempio, o di riso, o di avena) che possono sostituire quello vaccino nella preparazione di dolci e bevande, si fa un formaggio dal latte di soia, ma dal latte di horchata non si fa un accidente di nulla, si beve così com’è, fresca, freschissima, come se fosse un gelato, ci si siede fuori dal locale, te la servono con una cannuccia di quelle che si piegano in cima (o anche no, non è indispensabile nè fondamentale) e uno passa il tempo a girare la cannuccia nella bevanda a mo’ di rudimentale cucchiaino perché la farina di "chufas" tende a sedimentarsi sul fondo.

La Wikipedia spagnola, inoltre, dice che l’horchata è ricchissima di enzimi che favoriscono la digestione. Un tubo, dopo averla bevuta vi sentite pesanti (attenzione, una horchata è poco, due sono troppe) e attirati dal centro gravitazionale dell’asse terrestre, ma sarete felici di aver assaggiato il sapore del brodo di giuggiole (burp… ohimé…).

Horchata de chufas (articolo “ad cumparem”)

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Questo articolo del blog lo capiranno si e no in due, ovvero Martina che mi ha portato l’horchata de chufas di Valencia (gracia, querida) e il mio compare (Frengo), e anche se la foto fa veramente schifo di pietà, è abbastanza eloquente per dimostrare che l‘horchata de chufas è stata qui nel giorno in cui Obama è stato eletto presidente (amen, fratelli, amen…).
Rivolgo le mie pubbliche scuse a Fernando che moriva dalla voglia di berla, ma mi giustifico dicendo che l’horchata de chufas a temperatura ambiente è come la birra calda.
Tutti gli altri vadano a vedersi cos’è l’horchata de chufas (lo so: "ma che te stai a beve’  ‘sta ciofeca…)