Attacco hacker su valeriodistefano.com

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Nella notte tra l’8 e il 9 settembre scorso, valeriodistefano.com è stato vittima di un attacco hacker con oltre 6000 tentativi di accesso a una pagina fortunatamente inesistente sul server, ma legata alla cartella di gestione del blog. Immaginatevi voi come ci sono rimasto cacino quando ho scoperto che l’indirizzo IP di provenienza della richiesta di accessi non è russo o cinese ma perfettamente e genuinamente italiano. A pensare male si fa peccato però ci si indovina sempre. E il fatto che il blog dia così fastidio a qualcuno vuol dire che siamo riusciti nell’intento (uso il plurale non certo nel senso di “majestatis” ma per sottolineare che siamo in più di uno a crederci). Anche Wordfence, il plugin per WordPress caro asserpentato ha respinto parte degli attacchi e ha fatto il suo sporco ma fedele lavoro. Felice di (dis)piacere.

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classicistranieri.com è sotto attacco hacker

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Da una settimana il sito classicistranieri.com è sotto attacco hacker.

Ho incaricato Wordfence, una risorsa web americana, di fare una scansione (anche su questo blog, per scongiurare eventuali infezioni) sul server FTP, ma c’è bisogno di molto, molto tempo.

Nel frattempo cercate di non connettervi alla biblioteca, vi farò sapere io quando (e soprattutto se) le cose saranno diventate sicure.

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M5S: gli hacker, le e-mail e le foto hard

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E così qualcuno ha perso una ottima occasione per andare a fare una passeggiata all’aria aperta.
La notizia del giorno, strisciante come una biscia di botro, insinuante fino a sconfinare nella pruderie è che tra le e-mail hackerate a Grillo, Casaleggio e ai parlamentari del Movimento 5 Stelle ce ne sarebbero di personali e hard. Tutto verrà pubblicato se i capi del M5S non diranno quanti quattrini prendono dalla politica.
Bruttissima cosa andare a ravanare nei computer altrui. Ancora peggio minacciare di esporre al pubblico ludibrio le foto di una persona che si masturba e vuole scambiare il risultato visivo finale con chi le pare, Perché la sessualità fa parte della vita privata di ciascuno di noi e dobbiamo renderne conto a noi stessi in prima persona, al partner in subordine e al destinatario delle nostre performances in terza analisi. Basta. Finisce lì.
Non ha nulla a che vedere con la professione o con l’attività politica.
Sono azioni che non fanno altro che attizzare il prurito della curiosità e lo schifoso esercizio dello stigma: fai le cosacce? Sei brutto e sporco e appena tutti ti avranno visto sarai distrutto non per quello che hai fatto in politica, ma per come ti comporti nel tuo privato, dimensione in cui hai il diritto di fate quello ti pare.
È la logica di chi non ha idee da controbattere alle idee e che per tutta risposta si mette a guardare dal buco della serratura.

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Il blog di Beppe Grillo è irraggiungibile e sotto l’attacco degli hacker di Anonymous

Il blog di Beppe Grillo è sotto attacco dagli “Anonymous” e, al momento, irraggiungibile.

Dal blog ufficiale degli hacker di Anonymous (comodamente ospitato su blogspot.it, la piattaforma di Google) si legge:

“Il semplice fatto che l’accesso alle tue liste sia proibito agli stranieri, che tu sia un populista che cerca di raccogliere consensi senza arte né parte e che per più volte (come da foto) ha magistralmente eseguito il saluto romano al tuo seguito e ai media, sostenendo la politica di repressione fascista, basterebbe per giustificare il perché di tanto accanimento.”

Gli Anonymous che buttano giù beppegrillo.it sono il segnale che la guerra tra poveri ha raggiunto dimensioni ciclopiche. Parole come “populista”, “senza arte né parte”, “politica di repressione fascista” hanno lo stesso greve e lagnoso sapore della critica cosiddetta “maggiore” che viene dai palazzi della paura dei partiti che si sentono tremare la terra sotto i piedi. Un linguaggio più omologato di un cheeseburger, che non stupisce più nessuno.

Ritagliano una fotografia e fanno apparire Grillo come uno che fa il saluto romano. E’ roba da collage di bambini di prima elementare, si taglia un po’ qua e un po’ là mettendo in evidenza quello che si vuole. Solo che in prima elementare ha un senso davvero.

L’hanno cannata di brutto, sia che si tratti di una boutade sia che ci credano davvero.

Mi dichiaro leggermente disturbato di stomaco. E se il mio blog dovesse diventare a sua volta invisibile ora sapete perché.

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L’Hackmeeting di Firenze dal 24 al 26 giugno

Il mondo finira’, ma dato che a noi ci importa il giusto, intanto organizziamo un altro hackmeeting.

Dalle nuvole dei disastri nucleari alle nuvole del cloud computing: la tecnologia e la conoscenza quando centralizzate per interessi economici e politici e in contrasto con le aspirazioni individuali e collettive di autonomia  portano inevitabilmente alla… apocalisse!

Se pensi invece che possiamo fare di meglio, se non hai paura di smontare tutto per vedere come funziona e rifarlo: seize the time!  Perche’ dopo potrebbe essere troppo tardi. Le lancette scorrono, il sistema mondo non sta funzionando a modo. tic-tac, tic-tac: e’ un orologio o una bomba ad orologeria?

(da: http://it.hackmeeting.org/)

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Ecco chi ha “clonato” il blog di Beppe Grillo

Beppe Grillo è infuriato, dice che gli hanno clonato il blog.

In effetti qualcuno si è preso la briga di registrare il dominio beppegrillo.tv in cui ha raccolto scritti e video del comico genovese, costellandolo di pubblicità, popup, triccheballache e stratagemmini vari.

Il sito che fa capo al dominio www.beppegrillo.tv è stato successivamente hackerato

e attualmente è nell’occhio del ciclone per la denuncia che Grillo ha sporto contro ignoti, con la richiesta di oscuramento del sito.

Penso che non ne caverà un ragno dal buco. Ecco i dati dell’utente (sicuramente un nome fittizio) che ha registrato beppegrillo.tv. Basta una ricerca su un qualsiasi Whois americano per risalire a questi dati, per cui querela contro ignoti un paio di balle.

Dubito anche che la magistratura italiana possa fare qualcosa per un reato commesso negli Stati Uniti, sempre ammesso che di reato si tratti.

Più dura ancora mi pare la procedura civile avviata per l’acquisizione del dominio in questione che, tra parentesi, non si sa quando scada.

 
  DOMAIN: BEPPEGRILLO.TV
 
  RSP: iDotz.Net – Domain Name Registration Service
  URL: http://www.idotz.net
 
  owner-contact: P-HHP224
  owner-organization: Hernando Pereira
  owner-fname: Hernando
  owner-lname: Pereira
  owner-street: 119 Rockland Center
  owner-city: Nanuet
  owner-state: NY
  owner-zip: 10954
  owner-country: US
  owner-phone: +17604958214
  owner-fax: +17604958214
  owner-email: marbaluga@outgun.com
 
  admin-contact: P-HHP224
  admin-organization: Hernando Pereira
  admin-fname: Hernando
  admin-lname: Pereira
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  admin-city: Nanuet
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  admin-country: US
  admin-phone: +17604958214
  admin-fax: +17604958214
  admin-email: marbaluga@outgun.com
 
  tech-contact: P-HHP224
  tech-organization: Hernando Pereira
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  tech-lname: Pereira
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  tech-city: Nanuet
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  tech-zip: 10954
  tech-country: US
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  tech-email: marbaluga@outgun.com
 
  billing-contact: P-HHP224
  billing-organization: Hernando Pereira
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  billing-email: marbaluga@outgun.com
 
  nameserver: ns1.mydomain.com
  nameserver: ns2.mydomain.com
  nameserver: ns3.mydomain.com
  nameserver: ns4.mydomain.com

  This domain name was registered at: http://www.idotz.net

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Germania: Stop ai cracker di stato

La Corte Costituzionale tedesca ha confermato che la Polizia non può hackare segretamente il personal computer di eventuali sospettati di reato. Le associazioni per i diritti civili hanno esultato, anche se è già chiaro fin dalle prime ore che la questione non finisce qui. Un’altra Corte, nel febbraio 2006, aveva legalizzato l’hacking investigativo. A novembre poi il giudizio era stato annullato e il Procuratore Generale Monika Harms aveva presentato un appello. Di fatto la sentenza di lunedì rigetta l’appello e ri-convalida la decisione dello scorso autunno.

Dato che non esiste ancora una Legge specifica, secondo la Corte di Karlsruhe, la "perquisizione" in remoto dei dati contenuti su un PC non può essere equiparata ai normali metodi di investigazione utilizzati dalle Forze inquirenti. La differenza sostanziale è che nel primo caso l’azione viene condotta all’insaputa del sospetto, mentre le classiche perquisizioni avvengono in presenza di almeno un testimone. Anche le intercettazioni telefoniche non possono essere considerate come questo genere di hacking, dato che l’analisi dei dati archiviati è diversa dalla comunicazione in tempo reale.

L’agenzia stampa DPA ha riportato la soddisfazione dell’ufficio della Procura soprattutto per la chiarezza espressa dalla Corte: " Apprezziamo la decisione, dato che stabilisce chiaramente le modalità di investigazione riguardanti le prove online".

Intanto, il Ministro degli Interni Wolfgang Schauble si è già schierato apertamente con la polizia, confermando che si impegnerà per far redigere una nuova legge al riguardo. A suo parere, infatti, l’hacking fino ad ora ha permesso di localizzare e perseguire numerosi terroristi

Di parere contrario Jan Korte, dirigente del Partito del Socialismo democratico, che ha accolto la decisione della Corte Costituzionale come "un dono per i diritti civili". "Il Ministro degli Interni non dovrebbe continuare a pensare a nuovi metodi di spionaggio e poi solo dopo valutarne gli effetti legali", ha sottolineato Korte.

da: www.punto-informatico.it

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