Sono solo clausolette: le pieghe del contratto di abbonamento Zero 8 Top di Tre

Ehi, tu… sì, proprio tu, che sei veramente all’avanguardia nella scelte dei tuoi sistemi di comunicazione.

Proprio tu che ami avere il cellulare del momento, un bell’I-Phone con il quale andare in giro a fare il guappetto con gli amici e a far vedere a tutti che tu hai l’ultimo ritrovato di casa Apple che ti è stato addirittura regalato da Tre perché sei stato veramente scaltro nello scegliere il tuo piano di abbonamento Zero 8 Top, che ti permette di parlare per ben duemila minuti al mese con la tua fidanzata, anziché andare a farci la nanna insieme (pensa te che culo!), il piano che ti permette di mandare qualcosa come 600 SMS al mese e ti consente di liberare la tua voglia di spippolare, l’unico piano che ti da 20 Gb. di navigazione Internet inclusa nel prezzo straordinario di 79 euri tondi tondi al mese, comodamente addebitabili sulla tua carta di credito (paga, o merda!), naturalmente IVA esclusa, canone governativo escluso,  perché, cosa vuoi, non possiamo mica rimetterci, per un impegno minimo di 23 mesi, pena pesantissime penali, ma soprattutto con le seguenti, fantastiche limitazioni che avrai cura di accettare nel sottoscrivere il vantaggiosissimo contratto che sottoporremo alla tua disattenzione:

Per tutti i nuovi attivati con Piano Abbonamento Zero8 Top, oltre alle Condizioni Generali di Contratto in vigore, si applicano le seguenti ulteriori restrizioni:
– traffico (voce o SMS) mensile complessivo verso un singolo operatore, non 3, inferiore al 60% del traffico totale uscente;
– il totale dei minuti di Chiamate ricevute nel mese superiore al 10% dei minuti totali di Chiamate effettuate nel mese.
– traffico (voce o SMS) mensile complessivo effettuato e/o ricevuto in roaming nazionale inferiore al 70% del traffico totale uscente e/o entrante.
Qualora dai sistemi di rete 3 non risultasse soddisfatta anche una sola delle condizioni sopra indicate, previa comunicazione al cliente, 3 si riserva la possibilità di applicare le condizioni economiche del Piano Tariffario TuaNove.

Oh, son delle clausoline piccine piccine e di trascurabilissima importanza che fanno sì che soprattutto siate tutelati voi utenti, non sono nemmeno difficili da realizzare (chi è che non sa quante volte cambia operatore telefonico la persona che si deve chiamare?) e che ti permetteranno, oltre a pagare il canone, di usufruire di una tariffa diversa.

Sei soddisfatto? Bravo, ora vai pure a fare il ganzino colle PHYAE® e mostra loro quel popò di I-Phone che hai, ne rimarranno certo soddisfattissime e pluriestasiate!

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Garante della Privacy: “3” mi deve rimborsare 200 euro per SMS indesiderati

"3" sarà anche un numero magico, ma in quanto a rispetto della privacy dei clienti lascia molto a desiderare.

Mi devono 200 euro, perché anche se è vero che è stato conferito l’assenso per il trattamento dei dati personali a fini di invio di SMS pubblicitari (promozione di servizi, tariffe etc…) è vero che si può recedere da questo assenso, e se loro non rispondono si può fare il ricorso al Garante della Privacy.

Che ha stabilito, appunto, tra le altre cose, che mi devono versare 200 euro.



Che, voglio dire, dopo che mi hanno cambiato unilateralmente le condizioni del contratto di abbonamento, male non sta loro davvero, no, decisamente no…

Il dispositivo integrale è scaricabile sotto forma di file .PDF

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Il ricorso presso il Garante per la Privacy contro H3G

Come vi dicevo l’altro giorno, la Tre mi ha cambiato arbitrariamente le condizioni di fornitura del suo servizio (??) di telefonia mobile.

Ecco il link all’articolo:

http://tinyurl.com/mr5evk

Allora ho deciso di presentare un ricorso al Garante per la Privacy per tutta la pubblicità indesiderata che mi ha mandato. L’istruttoria è apertae potete vedere il primo atto interlocutorio del Garante qui:

http://www.valeriodistefano.com/public/H3Gprivacy.pdf

Vi tengo informati.

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In ginocchio da Tre

Ci mancava solo la H.3.G.

Che tanto va bene che piu’ o meno i gestori telefonici sono tutti uguali e accidenti a quelli buoni, ma stavolta hanno davvero oltrepassato il limite.

Avevo una tariffa meravigliosa. Mi costava, questo è vero, un tantinellino di più, ma era in abbonamento ed ero davvero soddisfatto.

Il primo settembre scorso, in pieno collegio docenti (facendomi fare anche una figura di merda) mi arriva un messaggio in cui mi si comunica che Tre ha deciso di cambiarmi unilateralmente la tariffa, aggiungendoci delle limitazioni. Stronzi.

Potrò continuare, questo sì, ad usare il mio piano tariffario, ma a patto che:

– il traffico uscente (S.M.S. e traffico voce) verso i gestori NON H.3.G (cioè la maggior parte di quelli esistenti) deve essere inferiore al 60%
– il traffico entrante di chiamate ricevute deve comprendere almeno il 10% di telefonate da H3G
– in roaming internazionale non ho capioto bene, ma c’entra qualcosa il 70%

Se una sola di queste condizioni non viene soddisfatta, mi applicano una convenientissima tariffa che si chiama “TUA 9” e che mi costa nove euro al mese per offrirmi la mirabolante possibilità di telefonare a chi mi pare (ma va’?) a 9 centesimi al minuto più scatto alla risposta di 15 centesimi, 15 centesimi per gli SMS, insomma, una vera e propria pacchia, non le pare? (firmi qui, qui e qui…)

Posso mandarli a spigare senza nessuna penale, però, a parte il fatto che devo restituire il videofonino, e lei certamente non vorrà togliersi la possibilità di chattare con chi vuole tramite Messenger, parlare con i Suoi contatti Skype, scattare le fotografie, mandare filmati, videochiamare… E invece sì.

Ho riesumato un Nokia 3410, ho cambiato le cover, ha una batteria nuova di trinca e vai se no ti raggiungo. Che si tengano il telefonino. E favoriscano dalla porta direttamente sulla strada per andare dove credono meglio!
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Fine dei costi di ricarica: Tre prima di tutti

Fate i vostri interessi, non fate la guerra, tanto nel lungo periodo i minori profitti saranno compensati. Questo il messaggio che ieri il ministro allo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, il cui nome è associato al decreto che azzera i costi di ricarica, ha voluto nuovamente invitare gli operatori di TLC italiani a scegliere la via della collaborazione con il Governo e di "essere razionali dinanzi ai cambiamenti".




Bersani ha sottolineato l’importanza del suo provvedimento per i consumatori. A detta del Ministro, la guerra, ha usato proprio questo termine, va evitata. "Credo – ha spiegato – che le compagnie possano rinnovare le proprie strategie rendendole più trasparenti, senza rimetterci nulla nel medio periodo. Ci saranno tante strategia ma il consumatore comunque, non so di quanto, ci guadagnerà". "Quando una parte del prezzo escluso dalla concorrenza rientra nella concorrenza – ha evidenziato il Ministro – il consumatore ci guadagna".

Il riferimento alle "tante strategie" è ben chiaro andando a vedere le mosse degli operatori di questi giorni. Wind si appresta a lanciare dal 4 una modulazione che non piace ai consumatori ma che l’azienda ritiene del tutto rispettosa della nuova normativa, Vodafone, come TIM, ha già confermato che dalla mezzanotte del 4 marzo tutte le proprie ricariche garantiranno un traffico telefonico pari al valore nominale delle ricariche stesse mentre TRE, come accennato, ha deciso di anticipare tutti e di far partire da oggi i suoi "tagli".

"Tutte le ricariche – dichiara infatti l’azienda – sia lato standard che lato power, erogheranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica". È stato possibile effettuare una ricarica Power fino alle ore 22 di ieri sera mentre da oggi, anche utilizzando il lato Power, i clienti riceveranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica, come se avessero utilizzato il lato standard. Ai nuovi clienti che attiveranno una Ricaricabile TRE da 20 euro, da oggi e fino al 30 aprile, TRE promette complessivamente 30 euro in traffico.

L’operatore chiarisce inoltre che le ricariche attualmente presenti sul mercato potranno essere utilizzate senza alcun problema: i clienti che le acquisteranno, "indipendentemente dal lato utilizzato (standard o power), riceveranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica".

E mentre le associazioni del consumo all’unisono fanno sapere di voler vigilare su quanto accadrà nei prossimi giorni, l’Autorità TLC avverte gli operatori che per garantire trasparenza dovranno fornire ai propri clienti un quadro chiaro ed effettivo sui costi sostenuti, costi che dovranno essere inquadrati in un periodo temporale facilmente identificabile.

Tutto ciò è contenuto in una delibera che Agcom ha pubblicato sul proprio sito proprio in applicazione del decreto Bersani. "Per quanto riguarda la telefonia mobile – spiega Agcom – gli operatori devono indicare nelle proprie offerte, nel caso di piani tariffari al consumo (ad esempio quelli con le ricariche), il costo complessivo delle chiamate vocali di durata di 1 minuto e di 2 minuti".

A raffreddare gli entusiasmi dei consumatori per l’abbattimento dei costi di ricarica ci hanno pensato ieri i sindacati delle telecomunicazioni, UILcom e Fistel-CISL, secondo cui i minor ricavi derivanti dal decreto Bersani rischiano di tradursi in nuovi problemi per il mondo del lavoro.

UILCom sostiene che le TLC sono un settore di grande competizione nel quale gli operatori devono investire di continuo, creando di fatto una "esposizione finanziaria" in un quadro di instabilità che le novità del Decreto rischiano di aggravare e "rischiano – aggiunge UILcom – di compromettere il futuro di alcuni operatori meno strutturati, che inevitabilmente risentono sui propri bilanci del netto taglio ai costi di ricarica".

Per tentare di governare la situazione, il sindacato chiede che il Governo riveda i meccanismi dei tagli ai costi di ricarica e li introduca in maniera più graduale, "al fine di garantire gli operatori più deboli e il conseguente mantenimento dei livelli occupazionali". Una visione condivisa anche da CGIL: i due sindacati condividono il taglio ma avvertono che "eliminare i costi troppo in fretta può mettere in ginocchio un paio di operatori. E a noi gli operatori servono tutti in buona salute".

da: www.punto-informatico.it

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