Parlano di Ampelio i tulli-tulli-tullipàn

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L’antitetànico (1) Baluganti Ampelio, m’invia codesto insolito dagherrotipo ch’egli si autofece, dopo essersi prudenzialmente dato una patta per l’orecchi in quel di Sbrindellhaven, insomma, ne’ Paesi Bassi, donde l’infernale attrezzo biciclico sullo sfondo da cui il peripatètico (2) ha picchiato sette o otto fittoni pella terra. Si noti lo sguardo che tradisce lucidità di pensiero e intelligenza a prova di test W.A.I.S. nonché il Sommo Ceppione, ipotricotico, ahilui, per l’età e pei pensieri che ad avecci un gènero pisano devono esser dimolti.

Adiàmogliene grati.

(1) Antitetànico?
(2) Peripatètico?

Il blog di Baluganti Ampelio con la pubblicita’ (con rispetto parlando) di Google (sempre senza offesa!)

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A Natale ricòrdati del Pio e Nobiluomo Baluganti Ampelio!

Ma soprattutto ricordati di visitare il suo blog.

Sì, perché quell’anima eccelsa del Baluganti non solo continua a non aggiornare il blog dal 21 maggio 2009 evitando di scrivere, esercizio che gli costa immane fatica e sovrumano sforzo costringendolo a pensare ma proprio in occasione del Santo Natale Egli ha deciso di accogliere la pubblicità di Google sull’incompiuto, facendoci anche uno o due centesimini al giorno che oggi come oggi sono una bella fortuna.

Dunque torna anche tu sul blog di Baluganti Ampelio (o era quello di Caciagli Edo? Non mi sovviene…), avrai la possibilità di vedere un pezzo di modernariato del uèb, ma soprattutto potrai aiutarlo nelle sue molteplici attività (brasare & ribrasare Linux, impedire l’accesso a Internet alla su’ figliòla, accedere direttamente al fondo per un paio di ciabatte nuove…).

Dài, collègati subito all’indirizzo http://ilguargua.splinder.com/, vedrai oggi mangi bene!

Boia de, ho ritrovato il ciacra! Una giornata al Calidarium di Venturina

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E così, tomo tomo cacchio cacchio, dèccomi qui in un’istantanea rubata alla giornata trascorsa al Calidarium termale di Venturina.

Posto splendido, piscina di acqua a 36° costanti, e Thermarium incorporato, il tutto nella suggestiva cornice della Riviera degli Etruschi.

E già questo fa venire come minimo un paio di domande innocenti e, conseguentemente, imbarazzanti:

a) com’è che appena arrivati si trovano già due parole in simil-latino che terminano in -arium;
b) che cazzo c’entra il latino con gli Etruschi che parlavano la loro lingua? -e grazie al cielo nessuno è mai riuscita a ricostruirla…-

Insomma, intanto paghi 18 euri tondi tondi a persona per entrare e ci stai largo, ma la piscina è un vero incanto, ho avuto la fortuna di sedermi tra una coppia lesbo radical-chic di sinistra con letture adeguate all’occasione del ritrovare un po’ di relax (TuttoSport) e una deliziosa famigliola di padre, madre e due bambini leghisti con cellulare in continuo funzionamento, la me’ màma, el me’ papà, el me’ fradèla, intanto i bambini si tuffavano dove non ci si può tuffare (se no che cazzo di vacanza rigeneratrice era??) e andavano sott’acqua con la maschera e il boccaglio, ora due genitori che fanno venire alle terme i bambini con la maschera e il boccaglio dovrebbero andare in galera subito.

Poi, con un supplemento di 20 euro hai il diritto di andare nel Thermarium, ed è una bella esperienza davvero.

Vai a spogliarti nel denudarium, appoggi le ciabatte nel ciabattarium, poi vai a farti la doccia nello schizzarium, entri nell’entrarium (una specie di girello stile banca, solo che manca la voce che ti dice "Depositare gli oggetti metallici nell’apposito cassettarium!") e ti ritrovi nel receptionarium con una signorina con la tunica e i piedi tatuati che ti dice "Benvenuto, questo è un luogo di relax" e sembra che ti stia introducendo nell’anticamera dell’Eden. "Immergetevi ma non gridate, è importante rispettare il vostro e il benessere degli altri, stronzoni che non siete altro…" e prima che vi immergiate riconquista la sua postazione al computer per fare il solitario (solitarium?) di Windows.

Il bagno termale ha effetti ayurvedici, olistici, miorilassanti ma anche energizzanti, rinfrescanti emolienti e dinamizzanti, in un vero e proprio mega massaggio dell’ego che passa attraverso la vasca con l’idromassaggio per i glutei che ti siedi e ti senti rivitalizzare le chiappe da un getto ossigenato potentissimo che finisce per farti il solletico, ma devi pensare a respirare le essenze che ti riportano nel più profondo del tuo microcosmo personale, e mentre sei lì tutto concentrato che ripensi al tu’ nonno etrusco che sapeva una sega cos’era l’ayurveda e al tu’ bisnonno Napoleone che gl’importava una suddetta dell’omeopatia, tanto a lui bastavano due boccioni di vino da due litri, uno a pranzo e uno a cena, vedi un bottoncino e ti domandi "A cosa servirà?", lo pigi e da due metri scende a cascata una quantità d’acqua stile Cascata delle Marmore che ti arriva addosso in maniera istantanea, allora ti metti a ridere ma ssssssssstttt, ssssilenzioooo, c’è da riconquistare il chakra, e quindi vai di idromassaggio alla cervicale che oh, non farà mica male…

E allora nuoti in questo immenso nuotarium, e ti metti a riflettere, e mentre sei lì che rifletti entra il classico puttanone con le puppe al silicone che galleggiano da sole (fanno un effetto tipo bracciolini di salvataggio), si siede a massaggiarsi i glutei con l’ossigeno attivo, e resta in quella posizione per tre ore.

Tu nel frattempo ti sei rotto i coglioni e passi alla Sauna. Già, la sauna. O perché, gli etruschi non la potevano fare la sauna? Anzi, ti ci si mette anche un bel bagno turco, così lo vedi se la smetti di rompere i coglioni, te e il tuo blog…

La sauna è una figata, sei in una stanza con 80 gradi asciutti, la prima volta non riesci a starci per più di due minuti ma poi ci si abitua e più che ti abitui più cominci a parlare finlandese, e ti sembra di essere insieme a Arto Paasilinna o a Linus Torvalds. Il bagno turco è troppo umido. 45 gradi e fumi di menta che ti chiedi chi è che si sia portato il Narghilè.

Dopo sauna e bagno turco, che sudi come un disperato, è d’uopo una bella secchiata d’acqua marmata, oppure una doccia tradizionale della medesima, oppure ancora una micronebulizzazione che dà l’effetto stranguglione, soprattutto se al ristorante vi siete diluviati una tagliata con la rucola e le scaglie di parmigiano, come ho fatto io. allora vi viene incontro una bella tisana di menta e verbena, e siete pronti per cantare l’Om con i non lontani monaci buddisti di Pomaia (PI).

Io ve l’ho raccontata così tanto per ridere, ma voi al Calidarim a Venturinarium andateci perché ne vale la pena. Magari state alla larga dalle famiglie leghiste…

L’acquavite “Gratte-Cul”

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Mi dichiaro formalmente e reverenzialmente debitore al nostro sempiternamente affezionatissimo (e laido) lettore Caciagli Edo (o Baluganti Ampelio), che, di vacanza in Alsazia (circostanza di cui mena vanto, sussiego ed alterigia imperituri), nelle sue oziose giornate di diporto, trova anche il tempo di mandarmi delle stronzat… pregevolissime icone che tosto ripubblico.

L’acquavite "Gratte Cul" deve avere effetti assolutamente taumaturgici sul sistema venoso e capillare periferico, sostituendosi, nei problemi di maggiore irritazione, all’efficacia dei flavonoidi, categoria di farmaci di cui il Baluganti (Caciagli?) fa massiccio uso ne’ frequenti casi di prolasso emorroidale da cui è infelicemente affetto.

Sono ancora qui a ringraziarlo per averci reso edotto della sua rigeneratrice scoperta.

La funzionalità digestiva delle Cantine Fortori

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Il nostro lettore più affezionato, il molto reverendo Caciagli Edo (o Baluganti Ampelio) mi manda questo testo autentico, da lui medesimo vergato, assieme all’immagine esplicativa. Riprendetevela con lui, o cosa volete da me….

Va però specificato ad uso delle persone che non sanno di livornesi lettere e dei pisani, che a Livorno nòmasi "fortóre" il trivialissimo rigurgito da acidità di stomaco.


Stanco dei soliti ruty dolciastri alla cocacola??


Prova anche tu

FORTORE®

E ritrovi subyto quella bella sensazione d’acidità….

Chi l’ha visto??

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E ci giunge or ora notizia che è scomparso, mentre andava a comprarsi due etti e mezzo di torta per merenda e mezzo sfilatino di francese (perché la torta, da sé, si sa che mette stoppaccio) il 72enne Baccelli Ugo detto Fernanda, segno zodiacale Manfruito, segni particolari calvizie malcelata.

Ecco il Crisanti (ma non era il Baccelli? Mah…) in una recente (recente?) immagine. dei tempi in cui  era fidanzato in casa con Giusva Fioravanti. Chi l’abbia visto, prima ancora di svenire per lo sgomento, faccia il favore di avvertire la moglie Risaliti Bruno, chè se no sta tanto in pensiero…

Versione audio per i ciechi:

La foto vincitrice del concorso “Io leggo valeriodistefano.com”

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Poiché non è d’uopo andar perdendo speranze come se fossero penne Bic Crystal nere (chè difatti ne perdo a betoniere intere e quando devo firmare sul registro tiro giù un santo al giorno dal calendario) o banconote da venti euri (è plurale!), nel precipuo istante in cui vagavo ramingo nell’attesa che qualche beltade m’inviasse la disiata imago da inserire nella testata (e di testate gliene darei volentieri parecchie a luilì, sì, tanto ce l’ha piccina la zuba!!) del qui presente blog, ecco che il nostro lettore Baluganti Ampelio (o Caciagli Edo) c’invia questo scatto realizzato dalla solerte coniuge Bramanti Maila (o Santini Marusca).

Anzitempo che m’azzardi a conciarlo a dovere, e a riporre l’icona del succitato Costaglioli Nedo tra quelle del suo degno predecessore Giovanni Razzo 16 e la sua allieva prediletta Barbara Colombacci, di modo che ciascheduno abbia a trarre benefici effluvii dalla sua visione, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete, e strizzoni di pancia da colite spastica, v’illumino volentieri con quest’anteprima che illustra, pria che l’erbe inaridisca il verno, la fragile essenza della figurina minuta del compianto Bernardeschi Loris (o Catarsi Eraldo).

I 45 anni del Guargua e altri coNponimenti poetici

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Caro diario,

ieri è stata giornata di letizia per tutti noi.

Abbiamo festeggiato gàrruli il quarantacinquesimo genetliaco del buon maestro colitico Caciagli Edo (o Baluganti Ampelio), il quale, dopo essersi strafogato di una vassojata di vitel tonné, ha voluto renderci partecipi del suo gioire (e anche del suo greve imbarazzo di stomaco!) regalandoci questa foto, che ora regna sovrana nell’Aula Magna del Pio Istituto "Arno Peck" di Salviano.

Dopo che la Contessina Scalza, infanta del Caciagli (scalza sì, ma cià certe popo’ di fette del quaranta pare l’interfaccia grafica di Gnome a tutto schermo), ha recitato la poesiola, la Principessa Maila, consorte, ci ha portato due crostini di fegatelli diacci a testa con guarnizione di rondelle di carotine lesse e ci ha detto "Voi oggi siete fortunati perché avete mangiato ma non ci pigliate l’aìre chè vi metto in ginocchio sui ceci armeni!"

Dipòi, il maestro Caciagli, quella buona anima meteoropatica, ha fatto un discorso sull’importanza dell’esser buoni e ha finito lasciandoci un fortore che ancor mi ricerca nelle narici.

Oh, caro diario, come son felice per il buon maestro Caciagli, ora che è invecchiato e non può più correre per rimbalzarci quelle verghe d’avellano sul groppone come faceva un tempo, ragion per cui, lieto, ti lascio queste righe e vo’ a fare i compiti che tanto lui anche se me li corregge non ci capisce nulla, pover’uomo macrocefalo…