Massimo Corsaro a Emanuele Fiano: “le sopracciglia le porta per coprire i segni della circoncisione”

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E’ una storia di ordinario parlamento. Massimo Corsaro, Gruppo Misto, manda un commento via Facebook con cui ha insultato ed attaccato il deputato del PD Emanuele Fiano, reo di essere il primo firmatario di una proposta di legge che tende a (re)introdurre i reati di apologia di fascismo (come il saluto romano, ad esempio), una delle poche cose buone che stia facendo il PD -e dàgli e dàgli ci è riuscito- fino ad ora. Il commento recita: “Che poi, le sopracciglia le porta così per coprire i segni della circoncisione…” ed è un chiaro riferimento all’appartenenza culturale e religiosa di Fiano.

Ora, e qui non ci son storie, l’insulto al credo (religioso, filosofico, morale, culturale o politico) inteso ad attaccare la persona è sempre da condannare, proprio perché esula dalle questioni di merito e va a finire su caratteristiche della persona che nulla o quasi dovrebbero avere a che fare con la discussione, ammesso che di discussione, a questo punto, si possa parlare.

Poi se ne esce Renzi tutto pomposo con un tweet in cui lancia l’hashtag #iostoconlele chiedendo contemporaneamente le dimissioni di Corsaro (dimissioni che, naturalmente, sa già che non potrà mai ottenere): da qui la tendenza modaiola-piddina dell’emulazione l’ha fatta da padrona. Tutti i pezzi grossi del Partito hanno scritto parole di comprensibile solidarietà, solidarietà che è arrivata anche da personaggi fuori dal PD come lo stesso Marco Cappato, recentemente rinviato a giudizio per l’aiuto al suicidio di Dj Fabo. Bene. Voglio dire, prevedibile ma bene. Un po’ patetica la scia di emulatori del capo che, come il pifferaio di Hammelin, ha tirato fuori lo zufolo e loro a corrergli dietro incantati come tanti topolini al seguito, ma va ancora bene.
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