Operazione Rinascita Scott: impresario di pompe funebri arrestato per un danno allo stato di 80 euro nella realizzazione di un loculo

Non finisce più. Nell’operazione “Rinascita Scott”, di cui ho dato qualche ragguaglio nei giorni scorsi, oltre al signore che avrebbe estorto una torta, qualche pasticcino e una bottiglia di spumante, è stato arrestato (ma la misura cautelare si è limitata ai soli arresti domiciliari) un impresario di pompe funebri di Mirandola, accusato di aver realizzato, a Vibo Valentia, un loculo «con mattoni forati anziché pieni». Totale del danno erariale per il comune di Vibo Valentia, la veritiginosa cifra di 80 euro. Insieme all’impresario sarebbe stato attenzionato dalla magistratura per il reato di frode anche il custode del cimitero di Bivona.

Nell’ordinanza si legge che:

«in concorso tra loro, mediante artifizi e raggiri consistiti nel simulare l’avvenuta tumulazione delle salme nel loculo comunale H22 del cimitero di Bivona nel rispetto delle normative vigenti in materia, in realtà eseguita in violazione del Regolamento di Polizia Mortuaria, poiché la tumulazione veniva realizzata in mattoni forati anziché in mattoni pieni, inducevano in errore il Comune di Vibo Valentia sulla regolarità dell’espletamento della commessa e quindi sulla legittimità della corresponsione del previsto corrispettivo, e procuravano un ingiusto profitto in favore della agenzia funebre di P.F».

L’uomo non risulta accusato di associazione mafiosa.

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Prime scarcerazioni dopo l’operazione Gratteri in Calabria

Secondo un articolo de “Il Riformista”, che potete leggere qui, cominciano a vedersi gli effetti dei ricorsi presso il Tribunale della Libertà presentati dai legali degli oltre 300 arrestati in Calabria nel blitz denominato “Rinascita Scott” del Procuratore Gratteri.

Già una decina di persone sono state rimesse in libertà o collocate agli arresti domiciliari per effetto di decisioni emesse o dallo stesso Tribunale della Libertà o dal Giudice per l’Udienza Preliminare, tra di loro Luigi Incarnato, assessore regionale ai Lavori Pubblici della Regione Calabria.

Tra le persone che hanno visto riveduto e corretto il decreto di privazione della libertà personale, figura un certo signor P., accusato di estorsione. Ora, per le accuse riguardanti il reato di estorsione l’arresto è obbligatorio, e fin qui nulla da eccepire. Ma si dà il caso che il signor P. avrebbe “estorto” nientemeno che una torta, alcuni pasticcini e una bottiglia di spumante. Un reato dagli effetti catastrofici, come si può vedere, che grida vendetta e il cui presunto autore deve attendere il relativo procedimento direttamente in carcere, secondo i pubblici ministeri. Ma peccato che, nel più totale silenzio stampa, fatta eccezione per le voci dei soliti noti, la costruzione di mattoncini Lego della Procura di Catanzaro si stia sgretolando lentamente (altre decisioni in merito sono attese per la prossima settimana). La metafora dei mattoncini Lego era stata usata dallo stesso Gratteri all’indomani della massiccia operazione di arresti condotta dalla DDA.

Dice uno: “ma allora ce l’hai con Gratteri?” No, io non ce l’ho con nessuno. Vorrei solo che una così grande operazione di arresti trovasse conferme nelle decisioni dei tribunali del riesame e dei giudici per l’udienza preliminare. 10 persone su 340 per le quali la misura della restrizione della libertà personale in carcere è stata revocata sono già troppe, comunque vadano a finire i relativi processi. Perché se è vero che una remissione in libertà non significa necessariamente innocenza è anche vero che la misura cautelare dell’arresto non significa necessariamente colpevolezza. E in dubio pro reo, su questo non ci piove.

Su questa vicenda c’è solo da fare meno clamore massmediologico, più informazione capillare e, soprattutto, un rispettoso silenzio verso la vicenda processuale di chi verrà assolto. Perché non è vero il teorema Davigo secondo il quale gli unici errori giudiziari sono le assoluzioni, e la vittima è solo il magistrato.

Per fortuna.

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Wikipedia: Nicola Gratteri Ministro della Giustizia prima dell’annuncio

Wikipedia è un’enciclopedia visionaria dalle mille risorse. Mentre scrivo il Segretario del Quirinale Marra non è ancora uscito per annunciare lo scioglimento della riserva da parte del Presidente del Consiglio Incaritato Renzi. Sono le 17:42. Ma alle 16:56 il magistrato Nicola Gratteri era già il nuovo Ministro della Giustizia.

La corsa all’inutile, alla cultura che non c’è, all’essere per forza i primini della classetta genera mostri di informazione. Attenzione, non è detto che Gratteri non sarà veramente il nuovo Ministro della Giustiza. Ma quanta tristezza a leggere il futuro anticipato nel nulla collettivo e, magari, la scusa che “Qualcuno ha scritto quell’informazione, la colpa non è nostra.”

Ancora una volta felice di non farne parte.

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