E’ già tempo di elezioni e io ancora no

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scheda

Mancano tre giorni alle elezioni e chissà, col tempo che sta facendo, se non pioverà, come diceva Giorgio Gaber.

Fatto sta che io non sono per niente preparato all’evento e non so esattamente cosa fare. Le possibilità sono tre:

a) andare a votare e annullare la scheda;

b) non andare a votare del tutto;

c) andare a votare e in un impeto di antiqualunquismo mettere la croce sul simbolo di Liberi & Uguali, dopo essermi opportunamente turato il naso, e avere preso dosi massicce di Xamamina, farmaco antinausea contro il mal di mare e il mal d’auto (avevo visto alcune dichiarazioni della Boldrini che, a prescindere dal fatto di essere stata una Presidente della Camera più che criticabile, condividevo nella forma e nella sostanza. Mi sono stupito anch’io di me stesso e mi sono chiesto “com’è possibile? Io d’accordo con la Boldrini??” Ma poi, per fortuna, è venuto in mio soccorso un articolo di giornale letto stamattina sul “Corriere”: Grasso ha dichiarato che sarebbe favorevole a un governo di scopo per la riscrittura di una nuova legge elettorale, con Renzi e Berlusconi. Al di là di una improbabile “große Koalition”, con Berlusconi e Renzi non si governa nemmeno da impiccati, per cui Liberi & Uguali può correre da solo senza il mio voto.
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Quest’ermo colle

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Pietro Grasso a Ballarò - Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Su, via, ora facciamola finita con queste storie del terzo scrutinio e della carta coperta del PD: il nuovo presidente della Repubblica sarà Pietro Grasso.

E’ il Presidente del Senato, attualmente sta facendo un po’ di palestra come capo dello Stato supplente, giusto per non arrivare spompato al traguardo finale, in magistratura è riuscito a sopravvivere a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (oggi uno di loro due sarebbe Presidente della Repubblica), è stato nominato dopo Gian Carlo Caselli, ha intrapreso la carriera politica, sa dirigere abbastanza bene il traffico a Palazzo Madama, Berlusconi può votarlo in quanto EX magistrato, non è troppo comunista e non scivola sul bagnato e frena bene anche sullo sterrato.

E siccome tutti si stanno prodigando per il Totocolle, allora ci ho provato anch’io, chè se mi va male sarà solo un pourparler con i lettori del blog, ma se mi va bene me la tiro a dumila.

I furbetti della prescrizione

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Noi italiani abbiamo un retto senso della giustizia. Buon sangue non mente, giacché precede dalle ceneri del Verri e del Beccaria.

Per noi una persona è colpevole quando viene pronunciata la sentenza definitiva, ma se una donna muore siamo lieti di trattare da assassino il marito prima ancora della sentenza definitiva di cui sopra, perché tanto uno che ha quella faccia lì non ci piace. Per noi una circostanza non significa necessariamente responsabilità penale: uno che tradisce la moglie non è necessariamente il suo assassino, ma se lo fosse saremmo tanto, ma tanto più contenti.
Noi italiani, se veniamo raggiunti da un avviso di garanzia non facciamo altro che dichiararci “sereni”, dimentichi del fatto che la serenità è il vizio dei colpevoli e che quando hai un procedimento penale pendente sul capo sei tutto meno che sereno. Noi italiani abbiamo una cieca fiducia nell’operato della magistratura e siamo sicuri che in qualsivoglia frangent  saprà fare del proprio meglio per accertare la verità e ristabilire la giustizia. Ma ci incazziamo se alla fine di un processo qualcuno viene assolto.

Dunque il processo cosiddetto “Eternit” si è concluso con la prescrizione e, quindi, senza che gli imputati venissero condannati. Tuttavia è stata riconosciuta la loro responsabilità oggettiva rispetto ai fatti che venivano loro contestati.
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Abbiate Grasso!

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Il presidente del Senato Piero Grasso - This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

Il Presidente del Senato Grasso, da quando ha deciso di far costituire il Senato della Repubblica come parte civile al processo per la compravendita di senatori di centro-destra, è stato bersagliato di critiche, insulti, ipotesi di mozioni di censura.

Si va dal “colpo di Stato” di Micaela Biancofiore alla “fatwa” di Daniele Capezzone, fino al “Lei trasforma quest’aula in una cancelleria del tribunale” di Mara Carfagna. Già. Che poi Mara Carfagna fa parte della Camera dei Deputati e non si capisce di quale “quest’aula” stia parlando, visto che si riferisce a quella del Senato, di quella a cui non appartiene?

Comunque sia, ci sono forze che appoggiano la decisione di Grasso, il Movimento 5 Stelle (già, come mai?? Dice che son sempre lì a criticare e invece per una volta son d’accordo. O come sarà??), il PD e SEL.

C’è un però. Il processo di cui si parla è già condannato a morire di prescrizione tra un annetto e mezzo circa. Trattandosi di un procedimento alle prime battute, sarà già tanto se arriverà ad una sentenza di primo grado in cui almeno un orientamento sulle responsabilità personali verrà messa nera su bianco. Grasso che è una vecchia volpe della magistratura lo sa benissimo.
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Per Stefano Rodotà Presidente della Repubblica

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da: it.wikipedia.org

E’ risaputo che l’elezione alla presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica di Laura Boldrini e Piero Grasso mi lascia piuttosto perplesso. Ma soprattutto insoddisfatto.

C’è da sognare, dunque. Sognare che, a questo punto, Stefano Rodotà venga eletto Presidente della Repubblica. Uomo retto, preparato, di grande cultura giuridica ed estremamente sensibile ai diritti di ciascuno. Chi meglio di lui?

Nessuno, certo. E sarà per questo che non sarà eletto. Gli verrà preferito un uomo del sistema, un vecchio notaio costituzionale brontolone e ringobbito. E’ la diciassettsima legislatura, bellezze…