Statistiche dei download su Google Analytics: MonsterInsights vs. ExactMetrics: la mia seconda, tragicomica e surreale esperienza e di altre cose che in essa mi accaddero

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Devo tornare, gioco forza sull’argomento estivo delle statistiche con cui vi sto sfracassando le gònadi da ormai troppo tempo, perché ne accadono di tutti i colori e ci sarebbe solo di che mettere da parte la materia se non avesse del grottesco.

Riassumo: il servizio statistiche di Aruba non mi ha soddisfatto perché non era possibile filtrare spider, bot e crawler, falsando così i dati e rendendoli estremamente favorevoli per me, ma assolutamente falsi dal punto di vista della reale interazione umana.

Dopo tanto provare e navigare, ho deciso di puntare sulla soluzione gratuita e open source OWA (Open Web Analysis) e sull’onnipresente Google Analytics. Il problema della visualizzazione delle pagine, dunque, è risolto. Resta quello, non indifferente per classicistranieri.com, che né OWA né Google Analytics tengono traccia dei download effettutati. E capirete che per un sito che redistribuisce migliaia e di migliaia di files, e che occupa 412 Gb di spazio complessivo sul server non è un handicap da poco. Non avevo più bisogno di vedere che 4000 persone al giorno facevano clic su un file con un traffico di byte pari a zero. E’ un assurdo. Un file avrà un suo “peso”, piccolo o grande che sia. I risultati più schizofrenici li avevo con i file di grandi dimensioni (come quelli delle distribuzioni Linux, per esempio). Risultava che qualcuno cliccava, sì. Però non scaricava effettivamente o non finiva di scaricare il file (perché era troppo grande, per pigrizia, perché nel frattempo ci aveva ripensato, perché non si fidava della fonte di provenienza, o vai a sapere). Ecco, anche di questo mi importa ben poco. Mi interessa sapere quanti UMANI, pochi o tanti che siano, scaricano COMPLETAMENTE i miei files.
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Come aggiungere i download alle statististiche di Google Analytics

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Allora, alla fine nella guerra per avere delle statistiche umane e reali di tutto il visitato e lo scaricato sui miei tre siti l’ha spuntata ai punti e sul filo di lana, o in zona Cesarini, come si dice alla calcistica, Google Analytics.

Gli avversari erano:

a) Il servizio statistiche di Aruba associato ai domini (subito scartato perché non permette di filtrare i crawler, i bot, gli spider, gli attacchi hacker, insomma, tutta quella robaccia di cui in genere uno non ha bisogno se vuole vedere CHI ha effettivamente -e non per motivi di analisi del siti- scaricato qualcosa o si è collegato con QUELLA data pagina);

b) OWA. E’ open source, è gratuito, funziona benissimo, occupa pochissimo spazio sul database, ma non ha implementato la funzione download. Ho anche scitto al curatore del programma e alla community, dopo essermi sbatezzato a leggere il manuale, non mi hanno risposto, allora vadano a fare in culo (alla faccia della solidarietà dei “fratelli” dell’open source!);

c) MATOMO. E’ a pagamento (23 euro al mese, mica cazzi), è accuratissimo, funziona da dio, è open source, è etico, è attentissimo alla privacy, si pone come l'”altro” Google Analytics, per questo ho deciso di sostenerlo, si trovano in Nuova Zelanda, quindi quando noi andiamo a letto loro si alzano. Ho chiesto più volte aiuto tramite l’helpdesk, sono stati molto carini, io scrivevo alle 10 di mattina e loro rispondevano alle 2 di notte. Fusi orari- La loro sezione dei downloads lascia molto a desiderare ed è estremanete esigua rispetto alla realtà di fatti;
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Considerazioni in qua e in là

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Sono due o tre giorni che non scrivo un po’ perché mi sembrava di non avere nulla di interessante da dire, un po’ perché sono stato impegnato a rimpinguare le casse di Facebook con la mia carta di credito per la pubblicità ai miei siti (o sytarelli), solo che ho visto che mi “sugavano” un po’ troppo e ho dovuto limitarmi, un po’ perché, secondo le statistiche di matomo.org (o .cloud, ora non rammento), site calati vertiginosamente nelle visite e nelle pagine viste.

Non si fa, ingrati. Che va bene che siamo in estate, va bene che avete altro di meglio da fare che stare a legger me (ma, mi raccomando, qualsiasi cosa facciate fàtela con la mascherina!), ma un tracoloo come quello di queste ultive 24-36 ore non si era mai visto. Cosa vi scrivo a fare, allora? Perché importa a me, e poi le statistiche dicono mille cose diverse. Aruba spara numeri altissimi, Google Analytics dice che il sito sta bene e che, anzi, è in ripresa, Matomo invece indica che siamo al lumicino degli accessi, OWA dice che più o meno siamo stabili. Io non so più a chi dar retta.

Su Facebook la pagina che sta funzionando di più è senza dubbio quella di musicaclassicaonline.com, che sta avendo un putiferio di like e di iscrizioni. Ma anche classicistranieri.com e il post del blog dedicato al sequestro e all’oscuramento del Gutenberg Project ha i suoi fans (è, a tutt’oggi, la pagina più visitata del blog in assoluto, e ne sono contento, quella “inchiesta” mi è costata 12 ore di lavoro -ma ripartite in due giorni-). Insomma, si va avanti. Pagando.
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