Il discorso di Matteo Renzi al Senato. Ulteriori considerazioni.

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Un paio di giorni fa ho pubblicato alcuni estratti tratti dal discorso di Matteo Renzi al Senato della Repubblica. Nessun commento, solo delle citazioni virgolettate che, secondo le mie intenzioni, avrebbero dovuto parlare da sole. Non ritengo però sufficiente questo semplice atto per commentare compiutamente quello che è stato considerato da più parti come un discorso impeccabile. Ad puro titolo di esempio della trasversalità dei plausi espressi dal mondo politico e/o giornalistico, riporto la posizione di Ignazio La Russa (che non è esattamente uno dei più vicini a Renzi politicamente):

Matteo Renzi al Senato: “La magistratura pretende di decidere cosa è un partito e cosa no“

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“La magistratura pretende di decidere cosa è un partito e cosa no“

“hanno fatto un’invasione di campo” (…) “trecento finanzieri all’alba in casa di persone non indagate sono una retata”

“Se al pm affidiamo non già la titolarità dell’azione penale ma dell’azione politica, questa Aula fa un passo indietro per pavidità e lascia alla magistratura la scelta di cosa è politica e cosa non lo è”

“ (…) violazione sistematica del segreto d’ufficio su vicende personali del sottoscritto”

“Per distruggere la reputazione di un uomo può bastare la copertina di qualche settimanale”

“Stiamo discutendo della separazione dei poteri”. (…) “Chi tra di noi ha avuto l’altissimo onore di guidare anche il potere esecutivo, ha una responsabilità in più. Non è la prima in cui un ex presidente del Consiglio, nell’Aula del Parlamento, affronta questo tema”.

“La vicenda Lockheed ha segnato per la conseguenza più alta, le dimissioni di Giovanni Leone dal Quirinale non perché coinvolto ma per uno scandalo montato ad arte dai media e parte della politica. (…)  Peraltro, i tempi cambiano ma il settimanale rimane… Per recuperare non ci si riesce facilmente”.

“Io rivendico il fatto (…) che sia stato abolito il finanziamento pubblico, ma se si sanziona il privato che offre dei contributi il cittadino non darà mai più un centesimo. E’ un ipocrita chi dice che non servono i soldi alla politica; servono quelli leciti e puliti”
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