Salvini: Processatemi pure. Anzi no.

Solo pochissimi giorni fa ho scritto un accorato post in cui auspicavo che Salvini si sottoponesse spontaneamente al giudizio dei suoi giudici naturali, che rinunciasse all’immunità parlamentare e che si facesse processare come qualunque altro disgraziato incappato nelle maglie della giustizia italiana. Il perché l’ho spiegato: Salvini è il Ministro dell’Interno, è il capo della polizia e adesso deve dare l’esempio ai suoi sottoposti e all’intero paese. Inizialmente sembrava proprio che saremmo andati in questa direzione. Salvini, tutto baldanzoso, ha detto che non gliene frega niente del processo, che lui continua a fare quello che ha fatto finora (nulla, probabilmente), che le navi cariche di disgraziati che chiedono asilo nel nostro Paese se ne possono stare tranquillamente al largo o andare in Olanda, visto che battono bandiera di quella nazione, che ha paura zero (su questo non ci credo nemmeno se lo vedo, una incriminazione per abuso di ufficio e sequestro di persona è roba da non dormirci la notte), che lui ha agito nell’interesse della nazione, e bla e bla e bla. Poi, d’improvviso, l’inversione a U. La retromarcia. L’inversione di tendenza. La richiesta al Senato di non concedere l’autorizzazione a procedere al Tribunale dei Ministri di Catania e la aspettativa del voto favorevole (a lui) degli alleati di governo del Movimento 5 Stelle, se no potrebbe anche saltare tutto l’ambaradàn dell’esecutivo. Si sono svegliati anche Conte, di Maio e Toninelli, che manderanno un memoriale alla giunta per le autorizzazioni a procedere in cui ristabiliranno che quella di non far sbarcare la nave Diciotti fu una decisione di tutto il governo e non del singolo ministro dell’interno, accollandosi una responsabilità politica che evidentemente sussiste, ma che non può coincidere (infatti non coincide) con la responsabilità penale che, secondo elementari nozioni di diritto scolastico, è personale e solo personale. Se, poi, Di Maio, Toninelli e Conte ritengono che il loro operato rivesta dei profili penali, allora possono tranquillamente autodenunciarsi (come fece Marco Cappato per il caso di DJ Fabo e non solo) e rispondere a un giudice davanti al quale potranno difendersi (non si sa da che cosa, dalle proprie autoaccuse, probabilmente, e qui si sfiora completamente il grottesco). Non lo faranno mai perché un conto è essere imputati di un procedimento (anche solo per essere stati d’accordo con il Ministro del Rancore), altra cosa è essere ascoltati come testimoni, ovvero come persone informate sui fatti. Del resto, per il Movimento 5 Stelle, votare a favore dell’immunità parlamentare per Salvini, sarebbe come dare uno schiaffo al proprio elettorato. E poi cosa c’entra una memoria depositata alla Giunta per le Immunità? La memoria la presenterà Salvini sempre se e quando lo riterrà opportuno, non è che ci sono terze parti in ballo. Il Presidente della Giunta è stato abbastanza chiaro su questo (ah, il Presidente è Maurizio Gasparri). C’è molta confusione sotto il sole e ben poco di nuovo.

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Luciano al Violante…

Dunque sì allora vediamo un po’, perdavvero, ma ci avete capito qualcosa? Voi no? Nemmeno io.

Dunque, ci sarebbe che c’è una Giunta al Senato della Repubblica, propriamente quella lì, che dovrebbe decidere questa cacchia di “agibilità” di Berlusconi, che a chiamarla “agibilità” sembra che sia venuto un terremoto e uno debba rientrare dentro casa sua ma non gli dànno il permesso se non viene riparata la crepa.

C’è una crepa, dunque, in Berlusconi, e questa crepa si chiama condanna definitiva passata in giudicato (già, se è definitiva per forza deve essere passata in giudicato, se no non sarebbe definitiva, io veramente non so come cazzo parla la gente…).

Si dà il caso, però, che c’è un signore che dice che Berlusconi ha tutto il diritto difendersi, ma di difendersi da che cosa non si sa, visto che a suo dire la Giunta non è un organo giurisdizionale e dovrebbe limitarsi alla presa d’atto della condanna e a ratificare la decadenza di Berlusconi dal ruolo di senatore.

Ma se devono solo prendere atto e ratificare allora perché si deve votare e Berlusconi invoca il PD affinché non lo impallini? E se non è un organo giurisdizionale che ci sta a fare?

A farci venire un bel mal di testa a tutti, ecco cosa ci sta a fare.

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