Tutto su sua madre

Reading Time: 2 minutes

image

(questo post è dedicato all’anima nobile di Baluganti Ampelio, che si chiederà come io osi vieppiù parlare di Nanni Moretti. O allora?? E io di vì, e io di và…)

Andare a vedere un film di Nanni Moretti è un po’ come andare da McDonald’s: rassicura perché ci troverai sempre gli stessi attori (gli stessi panini) con gli stessi stilemi (gli stessi sapori) e le stesse ambientazioni (le stesse salse).

“Mia madre” non fa eccezione. E’ un film che porta ciascuno degli spettatori a porsi degli interrogativi etici sul senso della vita e della morte, e arriva perfino a proporre come spunto di riflessione a che cosa serva praticamente il latino nella vita, e di questo bisognerebbe solo ringraziare Moretti, che nella pellicola interpreta il fratello della protagonista, Margherita Buy, che nel film, guarda caso, si chiama proprio Margherita e allora il cerchio si chiude.

La storia è lineare: la madre di Giovanni (anche questo è un nome che rivela una certa originalità) e Margherita sta per morire. E alla fine muore davvero, come da copione (non cinematografico ma vitale). Il resto si svolge intorno al lavoro di lei, che fa la regista. E’ un personaggio a tratti odioso (viene chiamata sul set del film che sta girando, le viene detto che la madre è alla fine e lei preferisce terminare di girare le scene anziché abbandonare tutto e andare al capezzale della genitrice), a tratti incomprensibile: ha un ex (il padre di sua figlia, quella dura pinata in latino, appunto), e poi un altro ex (con cui si rivede ogni tanto quando pare a lei ma non quando pare a lui -e lui ci sta male, ça va sans dire-), ha a che fare (nel film che gira nella finzione) con un attore buzzurro pieno di egocentrismo e sostanzialmente è una donna che non riesce ad accettare la gravità e l’imminenza dell’evento definitivo per la madre (una brava ma fondamentalmente tenuta in sfondo Giulia Lazzarini), tanto che in una scena la rimprovera strillando per non riuscire a farcela a percorrere due metri dal letto di ospedale al bagno.
Continua a leggere