Selvaggia Lucarelli condannata per diffamazione (in primo grado)

Reading Time: 2 minutes

lucarelli

E così anche Selvaggia Lucarelli si è impigliata nelle maglie troppo fitte della diffamazione.
Non è la prima volta, a dire il vero. C’era già cascata un anno fa, dopo che nel 2010 aveva dichiarato che la vincitrice di Miss Lazio Alessia Mancini fosse transessuale.
Stavolta c’è di mezzo un tweet contro Barbara D’Urso in cui ha scritto “l’applauso del pubblico delle Invasioni alla d’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebke”. Non c’è stata transazione. Nessun accordo, nessun bonario “patteggiamento” tra le parti. Si è andati direttamente a giudizio e la Lucarelli ha perso.

 

Su Twitter, a poche ore dalla condanna ha scritto:

appello

Immagino che la Lucarelli abbia fatto valere in sede di dibattimento la sua tesi per cui la sua era solo satira e non offesa diretta. Già. Lo avrà fatto sicuramente, ma si dà il caso che un giudice non le abbia creduto.

Ed è vero che è dovrà pagare la multa a cui è stata condannata (700 euro), nonché le spese legali e il risarcimento alla vittima SOLO quando la sentenza sarà definitiva e passata in giudicato (cioè operativa), perché è indubbiamente vero che qui siamo solo al primo grado della partita e nessuno può essere giudicato colpevole.

Sì, però 1-0 e palla al centro.

Marco Cappato rinviato a giudizio per l’aiuto a Dj Fabo

Reading Time: < 1 minute

cappato

“Così lo impiccheranno con una corda d’oro/è un privilegio raro/rubò sei cervi nel parco del re/vendendoli per denaro” (Fabrizio De André, Geordie)

E siamo all’assurdo che in uno Stato (rappresentato da un pubblico ministero) che chiede allo Stato (rappresentato dal Giudice per le Indagini Preliminari) di archiviare la posizione di Marco Cappato per aver aiutato a morire con dignità Dj Fabo o come lo vogliono chiamare, solo accompagnandolo in Svizzera, in una clinica dove tutto questo è possibile, lo Stato dica di no, che si farà a un processo e lì Marco Cappato si difenderà. “Il processo“, scrive Cappato nell’amaro tweet di oggi che dà la notizia ai suoi sostenitori “sarà anche l’occasione per processare una legge ingiusta“. Purtroppo o per fortuna, Marco, in Italia si processano le persone, non le leggi. Quelle si applicano, e finché non sarà il legislatore a porre mano al testo di revisione di leggi già esistenti. E fa certo bene avere dei sostenitori, tanta gente vicina. Ma la gente che ti dà una pacca adesso, stasera si siede a tavola con la sua famiglia e non ci pensa più (“anche se piangeranno con te/la legge non può cambiare“). Sono ben altro dalle vite che vengono poco a poco centellinate ed erose in un’aula di giustizia. Anche tu “cercavi giustizia ma trovasti la legge“.

Sara Giudice: “mi hanno fatto capire che se avessi accettato ci sarebbe stato un posto sicuro in Mondadori per me”

Reading Time: < 1 minute

"Poco più di un mese fa ho ricevuto una telefonata di Maria Stella Gelmini. Ero appena stata da Gad Lerner, la famosa puntata della chiamata di Berlusconi in cui parlava di “cosiddette signore” e stavo per essere ospitata ad ‘Annozero‘. La Gelmini mi chiese di non partecipare alla trasmissione di Santoro, perché la mia presenza, in un momento di estrema difficoltà per il presidente del Consiglio, non era opportuna."

(…)

"Qualche giorno dopo sono stata avvicinata da alcuni dirigenti del Pdl, che so per certo essere persone di fiducia di Maria Stella Gelmini. Mi hanno proposto un caffè con Nicole Minetti in favore di telecamera, una specie di “carrambata” per chiudere l’incidente. E per essere convincenti, conoscendo la mia condizione di lavoratrice precaria, mi hanno fatto capire che se avessi accettato ci sarebbe stato un posto sicuro in Mondadori per me."

(Sara Giudice, da "Il fatto Quotidiano", 23/04/2011)