Il deputato Dario Ginefra commenta sul blog

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In riferimento al mio articolo Beppe Grillo in Val di Susa: “Siete degli eroi” ma l’on. Ginefra (PD) chiede che si valutino eventuali reati  ricevo il commento ad apparente firma dell’on. Dario Ginefra.

Qui di seguito pubblico la mia risposta.


Gentile Onorevole Ginefra,
 
La ringrazio per il commento al mio blog, e mi fa piacere constatare che un deputato dedichi tanta attenzione al mio pensiero, segno che la rete funziona e che il mio blog riesce a veicolarlo in modo efficace.

Oltre a quanto sommariamente gia’ risposto in quella sede, mi preme sottolineare che Beppe Grillo piu’ che ritrattare ha pleonasticamente chiarito le circostanze del proprio pensiero. Mi sembrava perfettamente evidente attraverso i video disponibili in rete in occasione delle esternazioni da Lei contestate che Grillo si sia rivolto a persone che avevano il solo torto di contestare legittimamente ed esprimere pubblicamente una posizione di dissenso. Non mi pare si sia riferito ai black bloc o, comunque, a una qualsivoglia frangia violenta in azione in quei frangenti e in quei paraggi.

L’ipotesi di reato da Lei prospettata (che comunque sarebbe stato compito della magistratura inquirente valutare) mi sembrava inesistente “in re ipsa” considerata la palese evidenza del contesto in cui quelle parole sono state pronunciate.

Grazie di nuovo per la Sua attenzione

Beppe Grillo in Val di Susa: “Siete degli eroi” ma l’on. Ginefra (PD) chiede che si valutino eventuali reati

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Il deputato Dario Ginefra del Partito Democratico (no, dico il Partito Democratico) si chiede se le dichiarazioni di Beppe Grillo, che ha definito "eroi" i manifestanti, e ha chiarito che i lacrimogeni sono cancerogeni e mutageni, possano essere considerate o meno istigazione alla violenza: "In quel caso saremmo al cospetto di una fattispecie di reato che andrebbe perseguita senza esitazioni".
Bene, se l’onorevole Ginefra sospetta che ci siano estremi di reato faccia il favore di segnalarlo alla magistratura.

L’articolo 259 del Codice Penale recita:
"Chiunque pubblicamente istiga a commettere un delitto implicante atti di violenza contro persone o cose, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria."

Quindi delle due l’una, o Beppe Grillo ha veramente istigato alla violenza (ma è strano che lo abbia fatto solo per avere portato solidarietà ai manifestanti) e allora deve essere processato (il delitto è punibile d’ufficio),  o non lo ha fatto e allora, in caso di una eventuale denuncia sottoscritta da parte dell’on. Ginefra, sarebbe vittima di calunnia. L’on. Ginefra queste cose le sa perché è un avvocato.

Capezzone ha chiosato: "Ognuno può dire ciò che crede ma tutti dovremmo assumerci la responsabilità di ciò che diciamo, e valutare bene le possibili conseguenze delle nostre parole". Proprio lui che è stato condannato per diffamazione in via definitiva il 12 gennaio 2010, per aver definito "teppistici" i comportamenti di alcuni magistrati.
Non che la diffamazione sia una cosa grave, andrebbe semplicemente abolita dal sistema penale e sanzionata con più dure misure amministrative, rischiare la galera per le parole non ha più senso e in Inghilterra l’hanno capito benissimo.

L’abbiamo capito anche in Italia. Solo che preferiamo ancora considerare un reato la solidarietà.