Uber alles

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Screenshot tratto da “La Stampa”

Il Tribunale di Milano ha inibito le attività connesse all’utilizzo dell’applicazione UberPop su tutto il territorio nazionale per concorrenza sleale.

La cosa più buffa di tutta questa pantomima, è che nella trasmissione di “Report” dello scorso 24 maggio veniva indicato come modello virtuoso della cosiddetta “sharing economy“.

Come funziona/funzionava? Semplice, si scarica l’applicazione e ci si connette a una rete di utenti dando la disponibilità di offrire un passaggio in macchina a chi lo richiede. Per esempio, io ho un’ora di tempo in cui percorro il tragitto che mi separa dal luogo di lavoro, decido di metterla a disposizione, assieme alla mia auto, a chi ne ha bisogno. Arriva una chiamata di una persona che chiede un passaggio per la mia stessa destinazione. Lo faccio salire ed ecco che sono divise le spese. Perché Uber riscuote il costo del passaggio per intero e destina una parte al conducente.

La gorgheggiante Gabanelli diceva, introducendo la sua trasmissione sulla “sharing economy”: “sta nascendo un mondo parallelo che sembra riportarci indietro, ma crea valore proprio in senso economico.” E poi “Invece vediamo, nel mondo, oltre agli Stati Uniti, il calo di patenti nei giovani fino ai 34 anni. In quali paesi, oltre agli Stati Uniti, appunto Svezia, Norvegia, Gran Bretagna, Germania, Canada, Giappone, Sud Corea. E quindi, come si muovono? Con il trasporto pubblico ovviamente ma sta crescendo la cultura della condivisione, dell’auto, dell’appartamento, delle competenze.” E infine “Cose che si sono sempre fatte solo che si fermavano al cortile di casa adesso esplodono in rete e diventano impresa alla portata di tutti. E questo non c’entra niente con la crisi, è proprio un mondo che si sta riorganizzando.” Poi è arrivata la mannaia del tribunale.
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Nuovo terremoto in Giappone (7,4 Richter) – Allarme tsunami atteso per le 23,32 rientrato

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Mentre scrivo le agenzie stanno battendo la notizia di una nuova forte scossa di terremoto in Giappone .
Le edizioni on line dei giornali non hanno ancora approfondito un piffero e sono sintonizzato sul canale satellitare in inglese della Nippon Hoso Kyokai.
L’allarme per l’onda, attesa per le 23,32 ora locale. e’ rientrato
Abbiamo l’informazione più disastrata del mondo.
Mentre una delle nazioni più disastrate del mondo non rinuncia mai all’informazione.

Sol Levante

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E certo che sono strani i giapponesi!

Vengono in Italia a gruppi, con quei ridicoli cappellini, con le camicine così odiosamente e ordinatamente stirate, anche dopo aver fatto un viaggio di migliaia e migliaia di chilometri, e pretendono perfino di andare a visitare i musei e i luoghi artistici (che, notoriamente, non gliene frega più niente a nessuno).
Per fare il biglietto si mettono ordinatamente in fila (sacrilegio!), e dire che potrebbero passare avanti agli altri come facciamo noi italiani che, notoriamente, siamo migliori di loro.
Oppure, sempre per essere migliori dei giapponesi, si potrebbe eliminare il problema alla radice e

QSL – Radio Aum Shinrikyo

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Ieri sera su Rai Storia (sì, esiste, lo trasmettono via satellite e la gente dovrebbe smetterla di prendere sul serio il giocattolino del digitale terrestre che RAI e Mediaset si stanno tranquillamente spartendo) è andata in onda una trasmissione-ricostruzione dell’attentato alla metropolitana di Tokio, ad opera di membri della setta degli Aum Shinrikyo.

E’ storia del 1995, e la gente sembra essersene dimenticata.

Gli Aum Shinrikyo erano guidati dal santone Shoko Asahara, successivamente condannato a morte per l’uso del sarin nell’attentato in cui morirono 12 persone.

Gli Aum Shinrikyo avevano una radio, e io, naturalmente, l’ascoltai, captandola sulle onde corte nel 1993, quando arrivava anche con la radio spenta. Era il 13 febbraio, da quello che dice la cartolina che mi mandarono. Vi rendete conto? Scrissi a dei terroristi e non lo sapevo nemmeno.