Biliardino alle nove e mezzo

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La quinta luna fece paura a tutti
Era la testa di un signore
Che con la morte vicino giocava a biliardino.

(Lucio Dalla – L’ultima luna)

Il circolo ARCI rievoca a ciascuno di noi momenti della nostra vita che non ci sono più. Il vino servito nel bicchiere direttamente dal fiasco, il gelato dell’Algida nelle vaschette, la pandina rossa del povero Anchise (vecchio esponente del Partito Comunista vadese), il babbo e la mamma della Beppa che elemosinavano un po’ da mangiare, l’Unità e l’Avanti sul tavolino. Stropicciatissima la prima, intonso il secondo, ma siamo democratici. Le partite a carte, il ballo del sabato sera, i giochini, il flipper (una partita 50 lire, tre partite 100 lire) il biliardone a boccette (il biliardo a boccette è comunista, quello a stecca è democristiano!), il juke-bok no perché è roba da capitalisti e il biliardino.

Il biliardino, sì, non il “calcio balilla” perché “calcio balilla” era una roba per nostalgici.

Il Presidente della Camera Laura Boldrini, prima di indire il voto sul decreto IMU/Bankitalia e stoppare motu proprio l’opposizione e l’ostruzionismo in aula è andata a farsi una partitella.

Naturalmente ha perso. Giocava in coppia con un prete contro un assessore regionale e uno comunale. Ha detto “Ho perso ma abbiamo vinto tutti”. Né più né meno di quello che si dice dopo una sonora batosta alle elezioni.
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