Wess e Dori Ghezzi – Un corpo e un’anima – Le piu’ belle canzoni della nostra vita

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E’ morto Wess.

Wess aveva costituito con Dori Ghezzi una coppia canora che negli anni ’70 aveva spopolato. Lui di colore, con il faccione di un Arnold ante litteram un po’ cresciuto, lei bellissima, bionda e soprattutto bianca, sembravano la trsposizione canterina di un "Indovina chi viene a cena" de noàntri.

Cantavano canzoni di litigi tra innamorati, e la gente pensava che stessero insieme davvero, che litigassero davvero e che si riappacificassero sul serio.

La canzone più famosa la presentarono a Canzonissima del ’74 ed era "Un corpo e un’anima". Vinsero, ma la finale non andò mai in onda per via di uno sciopero del personale RAI.

Piuttosto melliflua, era una cantone evidentemente machista. Lui ha combinato qualcosa, nulla di grave probabilmente (potrebbe mai farlo un negro che sta con una bionda?), o forse è lei che è gelosa dello sguardo di un’altra donna ("lei ti guardava come fossi suo e invece c’ero anch’io)", un piccolo litigio, il perdono della donna ("Io per amore ti perdono tutto ed è più bello poi") lui che la esorta a non cambiare mai (e te credo!).

La canzone è stata ripresa recentemente come colonna sonora di una pubblicità.

Dori Ghezzi – Mama Dodori – Le piu’ belle canzoni della nostra vita

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…e allora su Dori Ghezzi mettiamoci anche il carico da 11, rievocando "Mama Dodori", canzone fatta convenientemente uscire dopo il rilascio della coppia Ghezzi-De André, a seguito del sequestro di persona subito nel 1979.

Fu una patacca, tenuto conto anche il fatto che fu perfino creata una etichetta discografica indipendente, la FADO (FA-brizio-DOri). Il testo era una sorta di filastrocchetta melensa, un misto di linguaggio infantile ("Dodori" era probabilmente il nome con cui la figlia chiamava Dori Ghezzi) e rime scontate ("Dodori"/"fiori"), mentre la musica tendeva un po’ troppo allo spiritual.

"Mama Dodori" diede anche il titolo a un 33 giri (un "album", o un "Long Playing", come si usava dire allora) dedicato alla piccola Luisa Vittoria che qui vediamo sul cavalluccio quando era piccola:



e che qui vediamo in una immagine più recente:



Come passa il tempo!

PS: Dori Ghezzi ha cantato anche canzoni più che decenti, ça va sans dire.

Dori Ghezzi – Casatchock (il ballo della steppa) – Le piu’ belle canzoni della nostra vita

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Nel periodo in cui sbocciò il suo amore con Fabrizio De André, impegnato a incidere "Amore che vieni, amore che vai", Dori Ghezzi cantò una canzoncina facile facile, mutuata da una brano russo del 1939, Katiusha, di Matvei Blanter.

Il testo, scritto da Giancarlo Guardabassi, a dire il vero, è piuttosto cretino, la canzone lo stesso, probabilmente sono questi i motivi che hanno indotto quelli della Wikipedia italiana a dedicare al brano nientemeno che una pagina dell’enciclopedia.

Però la storia del piccolo cosacco Casatschock o come cavolo si scrive, accidenti anche alle traslitterazioni dal russo, che, poi, è anche il nome del ballo della steppa che, se non lo sai ballare, "non avrai l’amore di nessuno" (portava anche sfiga) ha accompagnato tutti, ed era il 1969.