Il testo del fuori onda Toti-Gelmini su Berlusconi

G: Come sta il cavaliere, sta bene?
T: (…)
G: Meglio così, è parcheggiato.
T: Gli fa male dietro il ginocchio, non cammina.
G: Ah sì?
T: E’ con le stampelle, ma siccome non ha tanta forza…
G: Non si tira su
T: Il resto no, sta uguale. Sta…non sa cosa fare con Renzi…
G: Non ho capito.
T: Non sa cosa fare con Renzi
G: E lo so.
T: Perché ha capito che ‘sto abbraccio mortale ci sta distruggendo ma non sa come sganciarsi… è angosciato dal 10…
G: E certo.
T: Una de “La Stampa” di Torino mi ha detto che non gli dàno un cazzo neanche gli assistenti (affidamenti? ndt) sociali, gli dicono vada a casa, stia lì e non rompa i coglioni.
G: Sì è un consiglio perfetto.

5 Views

Minacce via web alla Carfagna – Le reazioni di Boldrini e Gelmini

Mara Carfagna è stata minacciata in rete. Le hanno scritto cose indubbiamente sgradevoli sulla sua pagina Facebook, tipo “Ti verremo a prendere a casa”. Lei ha dato mandato ai suoi legali di querelare gli autori del gesto. Tutto questo va bene. E’ un suo diritto sacrosanto farlo.

La Boldrini, da parte sua, ha commentato su Twitter: «Ho telefonato a Mara Carfagna per esprimerle la mia solidarietà. Chi usa il web per minacciare snatura la Rete e la sua libertà».
Chi usa il web per minacciare, naturalmente, non snatura né la Rete, né tanto meno la libertà che essa offre, snatura prima di tutto se stesso e può essere perseguito a norma di legge. Punto. La libertà in rete è semplicemente connaturata al rispetto delle stesse regole che valgono per la società civile. Né più né meno. Viceversa rischieremmo una sorta di zona franca dove tutto è ammissibile, o un posto controllato in modo speciale.

Infatti la Gelmini, a sua volta, evidenzia: «Quest’episodio ci richiama al dovere di regolamentare in modo efficace il comportamento da tenere in rete». Perché, che comportamento si deve tenere in rete? No, ce lo dica, così lo sappiamo anche noi e, se del caso, ci adegueremo alla bisogna. Non bisogna offendere? Diffamare?? Minacciare??? Ma questi sono già reati perfettamente contemplati dal nostro codice penale. O vogliamo dire che una diffamazione è più diffamazione di un’altra solo perché compiuta sul web? Anche questo è contemplato, non c’è bisogno di ulteriori regolamentazioni.

Ancora una volta un episodio deprecabile ha dato seguito a reazioni deprecapili. Speriamo solo che il 49% dei lettori del Corriere che si è dichiarato “divertito” dalla lettura di questa notizia si diverta ancora di più a sostenere davanti a un giudice che “tanto è su internet”!

2 Views

Ministero dell’Istruzione: “Polemica destituita di fondamento ed assolutamente ridicola”

L’ufficio stampa del Ministero precisa che, ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale. Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso. Alla costruzione di questo tunnel e delle infrastrutture collegate l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. Questa polemica è dunque destituita di fondamento ed è assolutamente ridicola.

(Comunicato Stampa MIUR del 24 settembre 2011)

vedasi anche: http://www.valeriodistefano.com/public/polemicaridicola.png

3 Views

Sara Giudice: “mi hanno fatto capire che se avessi accettato ci sarebbe stato un posto sicuro in Mondadori per me”

"Poco più di un mese fa ho ricevuto una telefonata di Maria Stella Gelmini. Ero appena stata da Gad Lerner, la famosa puntata della chiamata di Berlusconi in cui parlava di “cosiddette signore” e stavo per essere ospitata ad ‘Annozero‘. La Gelmini mi chiese di non partecipare alla trasmissione di Santoro, perché la mia presenza, in un momento di estrema difficoltà per il presidente del Consiglio, non era opportuna."

(…)

"Qualche giorno dopo sono stata avvicinata da alcuni dirigenti del Pdl, che so per certo essere persone di fiducia di Maria Stella Gelmini. Mi hanno proposto un caffè con Nicole Minetti in favore di telecamera, una specie di “carrambata” per chiudere l’incidente. E per essere convincenti, conoscendo la mia condizione di lavoratrice precaria, mi hanno fatto capire che se avessi accettato ci sarebbe stato un posto sicuro in Mondadori per me."

(Sara Giudice, da "Il fatto Quotidiano", 23/04/2011)

4 Views

Studenti: irruzione e lancio di uova al Senato

Dio benedica gli studenti, che sono quanto di più pulito e sincero abbiamo in Italia.

Molto più avanti intellettualmente e a livello di consapevolezza di sé e degli altri di quanto non lo siano i loro insegnanti, professori, politici e di quanto non lo siano le stesse istituzioni del paese.

Vittime consapevoli (vivaddio!) del taglio alla cultura operato sull’istruzione di qualunque ordinamento e grado, chè con la cultura non si mangia, ma senza la conoscenza (che è, appunto, cultura e non nozionismo) non si vive.

Talmente consapevoli da lanciare delle uova contro la sede di Palazzo Madama al grido di "Dimissioni, dimissioni!"

Sono loro il risveglio di un’opinione pubblica dormiente e tollerante. Sono loro il contraltare di genitori che oggi si metteranno le mani nei capelli pensando che "oddìo cosa ha fatto mio/a figlio/a, ma non poteva starsene a casa a guardare Uomini e Donne con la De Filippi come tutti gli altri?"

E invece no. I nostri figli affrontano gli scudi della polizia antisommossa con i titoli delle opere dei classici della letteratura e del pensiero di ogni tempo e di ogni paese.

Vogliono questo e lo Stato non è in grado di darglielo. Lo sanno, e sono profondamente, giustamente, unanimemente, inequivocabilmente e ineccepibilmente incazzati.

Il Ministro Gelmini ha dichiarato: "Difendono i baroni".

Ora, immagino che chiunque voglia e debba portare rispetto verso la figura istituzionale di chi si occupa della Pubblica Istruzione, ma non per questo si deve rinunciare al naturale dissenso critico nei confronti degli atti di un governo che ha portato questi giovani all’esasperazione, che avvilisce il senso della cultura e che toglie la prospettiva verso un futuro fatto di studi e di ricerche.

Non difendono affatto i baroni, no, non credo. Stanno difendendo il loro diritto all’accesso del sapere, hanno inquadrato l’istituzione del legislatore come principale responsabile della mancanza di qualità in cui versa l’istituzione pubblica, e probabilmente l’accusa di favorire il baronaggio dei luminari dell’insegnamento (attività a cui, da quello che mi risulta, il Ministro Gelmini non si è mai dedicato) da parte di chi apostrofa come "cagna" un altro ministro donna, suo pari, può anche apparire ai loro occhi come un’osservazione di scarsissimo pregio.

Fini ha parlato di "inaccettabile violenza". Quella degli studenti, certo.
Qualche uovo tirato al Senato, si sa, è di una violenza inaccettabile, è un atto gravissimo che ripugna la sensibilità dei cittadini onesti che vanno a lavorare ogni giorno e che la sera non chiedono altro che potersi rilassare guardando il "Grande Fratello" o applaudire le incursioni del Presidente del Consiglio nella TV pubblica, non ci sono dubbi.
Dobbiamo stigmatizzare profondamente questi atti vandalici, perché solo così facendo potremo stigmatizzare altrettanto fermamente chi ha ridotto scuole e università a non avere più nulla e a poter offrire agli utenti solo la fatiscenza delle strutture e l’inefficienza dei servizi.

Schifani, dal canto suo, ha detto che "Prima o poi ci scappa il morto".
Che nessuno si azzardi a torcere un capello agli studenti.
Se commettono reati si dia loro la possibilità di difendersi in un’aula di  giustizia, come la si dà a qualsiasi cittadino che non sia il Presidente del Consiglio, sono certo che loro apprezzeranno molto questa opportunità di sentirsi uguali davanti alla legge in mezzo a diseguali che possono ancora usufruire del Lodo Schifani.
Saranno loro a dare una lezione di cittadinanza democratica alle istituzioni, non il contrario.
Ma non si evochino i morti, perché lo sappiamo tutti benissimo che quando uno studente con un libro incontra un poliziotto con la pistola lo studente con il libro è un uomo morto.
Il Presidente Schifani farebbe bene, prima di evocare i morti, a dire al paese come è stato possibile che il cordone della sicurezza delle Stato sia stato così facilmente bucato da studenti armati, tutt’al più, solo della loro incazzatura.

Bersani non sapeva che fare ed è salito sul tetto a manifestare con i ricercatori universitari.
Onorevole Bersani, la smetta di mescolarsi con l’opposizione vera e sana del Paese, nel maldestro tentativo di celare l’incapacità del Suo partito di crearne una originale.
Queste persone hanno delle idee, proprie, personali, irripetibili, non omologabili. Non hanno bisogno di aderire alle idee di nessun altro. Abbia rispetto di loro, onorevole Bersani, e pietà di noi che siamo costretti a vederla mentre ci guarda da lassù e pensa anche di aver fatto qualcosa di buono, equo e solidale.

4 Views

Nichi Vendola contro il bullismo nelle scuole a favore delle associazioni di volontariato

Premessa: Non mi piace più parlare di scuola sul blog. Una volta, quando esisteva ancora la scuola pubblica, lo facevo volentieri, mi esponevo, tiravo boccette di vetriolo sotto forma di dure parole di condanna contro i tanti vizi e le scarsissime virtù dell’apparato educativo italiano. Ma lo facevo perché l’apparato burocratico italiano relativo all’educazione e all’insegnamento era ancora vivo. Per la stessa ragione per cui non si parla più di ciò che è morto, ho deciso di lasciare l’argomento scuola da una parte. Oggi ci torno sopra perché credo che possa valerne la pena,e

7 Views