Peppino Gagliardi – Settembre – Le piu’ belle canzoni della nostra vita

Reading Time: < 1 minute

Del Maestro Peppino Gagliardi ebbi a parlare tempo addietro, proponendovi il ricordo di "Come le viole".

L’altro suo successo planetario è "Settembre", che, però, rispetto alla precedente, è una canzonetta più immatura, coreografata di chitarre e mandolini, e di cui si salva solo il refrain ("refràn" secondo la versione del Compare, di Baluganti Ampelio e dei pisani) diventato famosissimo tra i frequentatori di balere al chiaro di luna, tamarri col petto villoso sotto la camicia con il colletto regolarmente a triangolo.

E’ una canzone napoletana cantata in italiano, ma Gagliardi era gagliardo anche nell’interpretazione di queste musichette.

Le più belle canzoni della nostra vita – Peppino Gagliardi – Come le viole

Reading Time: 2 minutes

Peppino Gagliardi, e chi se lo ricordava più…

E’ stato certamente il primo napoletano che è ruscito a liberarsi della canzone napoletana tradizionale senza liberarsi della napoletanità.

Appariva in trasmissioni tipo “Canzonissima” e “Senza Rete”, oltre che al “Festivalbar”, con la giacca aderente con il fazzoletto nel taschino.

Le sue canzoni più famose erano quelle tipiche del night club, del bicchiere di Biancosarti stretto tra le mani inanellate del playboy di turno, delle Muratti Ambassador accese e della camicia con il colletto a triangolo che si apriva su un petto villoso, su cui regnava una pataccona dorata che ritraeva una Madonna di chissà dove.

Cantava le stagioni, Peppino Gagliardi, parlava di settembre, che poi verrà, ma non ti troverà e piangeranno solo gli occhi miei. Ecco, settembre portava via tutto.

Ma lei tornava sempre portando con sé la primavera, come le viole!

Ed erano colpi di charleston e un basso ruffiano a far da cornice al ballo della mattonella tra lui e lei. Poi lui l’avrebbe portata a bordo della sua 850 Special, e lì l’avrebbe fatta sua.

Intanto però uno di questi cantantucoli da quattro soldi ha fatto un remake di “Come le viole” sulla cui qualità rispetto all’originale stenderei volentieri un sudario funebre. Motivo in più per omaggiare il simpatico Peppino Gagliardi con questa foto recente:


“Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.”
(art. 70, comma 1, L. 633/41 e successive modifiche)

Non ricordi questa canzone? Ascoltane un brano dal nostro lettore di MP3!!