Liberazione e la grazia per Annamaria Franzoni



"Liberazione" si definisce "quotidiano comunista". Come il Manifesto.
Solo che di "comunista" ha solo una tinteggiatura di facciata. Come il Manifesto.

In questi giorni Liberazione si è fatta promotrice di un appello alla grazia per Annamaria Franzoni, indulgendo all’umana pietà per una mamma che non può vedere i propri figli.
Ci sarebbe da spiegare a Lorsignori che c’è anchce un bambino di tre anni che, per responsabilità riconosciuta della madre, una madre non può più averla. E neanche un padre, e neanche una vita.

Basta essere madri e si riesce a sovvertire qualunque tipo di diritto costituito e costituzionale.
Ammazzi il figlio? Ti diamo la grazia perché sei una madre, picchi tuo figlio o lo abbandoni in un cassonetto perché sei fuori di testa? Conta pure sull’umana comprensione di questi buonisti extraparlamentari, perché sei una mamma e solo per te la canzone vola.

Ci sono molti padri che per effetto della carcerazione non riescono a vedere i loro figli? Quello non importa. Come se non fosse un diritto per un bambino avere anche un padre (oltre che una madre rompicoglioni).

La vera Liberazione che si dovrebbe festeggiare è quella da questo giornalismo cialtrone e di maniera e dopo il catto-comunismo e il comunismo radicale ci mancava solo il comunismo franzoniano!

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Oggi Annamaria Franzoni va in carcere

I giornali non lo scrivono, presi come sono a rendicontare delle soluzioni che il Nano Magico trarrà dal suo cappello di prestidigitatore per risolvere dopo quattordici anni il problema della "Mummezz’" a Napoli, ma oggi la Cassazione si pronuncerà definitivamente, e senza possibilità di ulteriori appelli, sulla colpevolezza di Annamaria Franzoni, spalancandole le porte del carcere.

E’ pressoché matematico che la sentenza di secondo grado venga confermata, per cui tra poche ore, in presenza di una sentenza definitiva passata in giudicato, la "Bimba", come la chiamavano i suoi familiari, se ne vada dritta dritta in galera e che possa essere, al di là di ogni ragionevole dubbio, essere definita "colpevole".

E la smetterà, finalmente, di prenderci in giro.
La mala parata l’ha già presentita, infatti il sito www.conosciannamaria.it, che fino a poco tempo fa distribuiva immagini bucoliche e pastorali, accompagnate da riflessioni al limite dell’agghiacciante, quel sito, dicevo, ha chiuso i battenti, ed il dominio è stato acquistato dai soliti cybersquatter.

In tutti questi anni di processo Annamaria Franzoni ne ha combinati di guai, primo fra tutti quello di nominare come difensore Carlo Taormina, che è la classica persona per cui se puoi beccarti solo sei mesi lui riesce a farti dare l’ergastolo.
Dopo aver messo al mondo un altro figlio, che ora ha cinque anni, e che sta per avere una madre in galera (probabilmente la rivedrà quando sarà adolescente), ha pensato bene, giusto per non farsi mancare nulla, di creare una linea di vestiti per bambini che porta il suo nome.

Ma ce le vedete le mamme che vanno a comprare la tutina Franzoni, o il bavaglino Annamaria? Eppure qualche lesionata cerebrale deve pure averlo fatto.

Via, via..

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