Il cadavere del dittatore Francisco Franco sarà trasferito oggi dal Valle de los Caidos al cimitero del Mingorrubio

I resti mortali di questo brav’uomo, che si fece largo durante la Guerra Civile di Spagna al suono di “Viva la muerte” (ossia “Muera la vida”, come avrebbe detto Unamuno) saranno traslati oggi dal complesso monumentale del Valle de los Caidos, dove hanno riposato indisturbati per oltre 40 anni assieme a quelli di quell’altro dittatorello che fu Primo de Rivera, al più anonimo e discreto cimitero cimitero del Mingorrubio, nella città El Pardo, dopo che il governo di Pedro Sanchez aveva scartato la proposta avanzata dai familiari di Paquito di ospitarne la tomba  all’interno della Cattedrale de la Almudena a Madrid. Si conclude così una polemica pluriennale che dalla questione logistica passa inevitabilmente a quella della gestione della memoria e del culto della personalità (che, evidentemente, dura anche dopo morti), perché non è vero che i morti sono tutti uguali. Ci sono morti che sono più uguali degli altri e cancellarne la memoria cimiteriale potrebbe aiutare a ridimensionarne la portata storica, con la malandata certezza che 39 anni di dittatura di questo ometto bassino e dall’incerto carisma personale sono uno sfregio indelebile alla democrazia e allo stato di diritto.

590 Views

‘Sto vecchietto dove lo metto? Dove lo metto non si sa…

E’ una continuo ping-pong necrofòrico quello che si sta svolgendo intorno alla salma dello zio Erich.

L’Argentina ha già detto che non lo vuole e che col cavolo che Priebke andrà a riposare accanto alla moglie a Bariloche. Quindi resta all’Italia la patata bollente in mano.

Pare che qualcuno abbia già offerto al de cuius la possibilità di un funerale religioso in una parrocchia romana (lontana, comunque, da quella del domicilio in cui il fu si godeva gli arresti). Altri, più discretamente, hanno offerto una tomba dove seppellirlo (anime nobili!).

La Curia aveva annunciato che non ci sarebbe stato nessun funerale in Chiesa.

Eh, già. Non si possono concedere i “conforti religiosi” a un carnefice, un boia, un nazista, un uomo che si è macchiato di crimini aberranti di cui non si è pentito neanche in articulo mortis.

Perché invece una cristiana e degna cerimonia funebre a dittatori del calibro di Francisco Franco, la cui tomba cristianissima si trova ancora a Santa Cruz del Valle de los Caídos (per la verità anche lo Stato spagnolo se l’è presa comoda rimuovendo una statua del “caudillo” dalla città di Santander solo nel 2008), e di Augusto Pinochet, non è mai mancata.

Sono contraddizioni intorno alla bara di uno che continua a prendere tutti quanti per il bavero anche dal suo purtuttavia centenario aldilà.

147 Views