Il consigliere triestino Fabio Tuiach scappa dall’Italia e si arruola nella Legione Straniera

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“Inviterei anche io questa simpatica nonnina, (Liliana Segre) come Salvini, a bere un the. Massima stima, grande ammirazione però mi ha un po’ confuso e da profondamente cattolico mi sono sentito un po’ offeso perché ha detto che Gesù era ebreo”.

«Liliana Segre ha detto che Gesù Cristo era ebreo: da profondamente cattolico mi sono sentito offeso».

Questo l’intervento del consigliere comunale Fabio Tuiach durante la discussione sulla cittadinanza onoraria alla senatrice Segre.

A pochi giorni da questa gaffe Fabio Tuiach ha deciso di scappare dall’Italia,  lasciare la politica e la città di Trieste, per trasferirsi in Francia, rinunciare al suo incarico politico e prendere l’aspettativa dal suo lavoro da portuale e arruolarsi nella Legione Straniera.

«Sono in treno per la Francia, vedo se posso arruolarmi nella Legione straniera e cambiare vita. Per adesso mi prendo un mesetto di pausa dal lavoro e dal Comune, poi deciderò quale vita scegliere»

«Marciare ha degli effetti miracolosi sulla mente e io sono un uomo di sport. Sono sempre stato massacrato per la mia fede, anche i nostri santi partivano per le crociate con la benedizione del Papa».

«Io sono un guerriero e quando le cose si mettono male, vado a marciare. Ora, se passo le selezioni, avrei la possibilità di diventare francese e avere una seconda opportunità nella mia vita a 39 anni. Non so quanto starò via, forse un mese ma forse potrei non tornare più».

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Google: il diritto all’oblio non può essere applicato a livello globale

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Nel 2016, la Francia, attraverso la Commissione Nazionale Informatica delle Libertà (CNIL) aveva condannato il motore di ricerca più usato nel mondo a pagare 100.000 euro per la mancata rimozione di alcuni link a livello mondiale. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dato ragione al colosso informatico sostenendo che il diritto all’oblio riguarda solo gli stati membri dell’Unione Europea e non può avere un effetto di portata mondiale sui motori di ricerca.

Checkpoint Charlie

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E’ fin troppo facile munirsi dell’hastag #JeSuisCharlie e campeggiare con un centoquarantacaratteri su Twitter. E’ anche fin troppo facile scendere in piazza a protestare con la stessa scritta stampata su un foglio A4 e ostentata sopra le testa ad altezza selfie e una matita in mano. Resta comunque da osservare che i francesi in piazza ci scendono e gli italiani no.

Scontato anche dire che quello perpetrato contro Charlie Hebdo sia in realtà un attentato alla libertà di espressione e a quelle di critica e di satira, che ne derivano: è una realtà fin troppo evidente.

Molto più difficile, per non dire impossibile, è ammettere che i primi nemici della libertà di espressione siamo noi stessi, terroristi primigeni di ogni vignettismo.

Siamo noi che appena arriviamo in rete e leggiamo una cazzata non ci fermiamo a constatare il fatto che la presenza di cazzate in rete è l’espressione di quella stessa libertà che rivendichiamo per noi. Anzi, ci sentiamo in diritto e in dovere di dire non solo che quello che leggiamo con ci piace (perché fin qui…) ma che chi l’ha detto o scritto è un imbecille e che non dovrebbe usare lo spazio che gli viene messo a disposizione in quel modo. Siamo noi che scriviamo su Facebook frasi deliranti come “Se sei d’accordo dillo, se non sei d’accordo stai zitto” (alla faccia del diritto di critica, n’est-ce pas?) oppure “Come ti permetti di scrivere queste cose sulla MIA bacheca Facebook?” (la bacheca non è affatto tua, coglione, te la offre Facebook perché tu ci faccia quello che ci vuole LUI, non tu). Siamo noi che litighiamo per un tweet (una volta uno scrittore che sta ottenendo un discreto -ma a mio giudizio immeritato- successo voleva a tutti i costi il mio numero di telefono per litigare di persona) o per un post di un blog (avete mai provato a dire che la musica della “Canzone dell’amore perduto” di De André non è sua ma di Telemann? Ecco, io sì.)
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Il primo Ministro Danese Helle Thorning-Schmidt ha perso una scarpa

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Foto: Afp/Dedouach

Il primo Ministro Danese Helle Thorning-Schmidt, una signora (sì, perché in Danimarca il primo ministro è donna, da noi siamo ancora in leggera controtendenza) durante una visita ufficiale in Francia, al momento di scendere dalla macchina che la conduceva all’Eliseo per la visita al Presidente Hollande, come Cenerentola ha perso una scarpina e… ooops, è dovuta scendere dalla vettura col piedino di fuori, la calzatura in mano e un sorriso che non era d’impaccio, come a dire “Va beh, son cose che succedono”.

Appunto, son cose che succedono. Ed è proprio per questo che un evento simile non dovrebbe costituire una notizia. Può capitare a chiunque, anche un primo ministro indossa delle scarpe. Cos’è, una gaffe? Un incidente diplomatico?? No, è poco meno di un pettegolezzo (credo che a nessuno interessi dei piedi nudi o calzati della signora Helle Thorning-Schmidt), di una brezzolina lieve, di mezzo bichiere di acqua del rubinetto a livello di interesse sociale.

Ma, si sa, quando qualcuno perde la scarpina le matrigne e le sorellastre ci ricamano immediatamente sopra.

La Wikipedia francesce e il falso enciclopedismo su “Brave New World” di Aldous Huxley

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In un Liceo francese una insegnante assegna un compito per casa che riguarda “Il mondo nuovo”, romanzo di Aldous Huxley (perché in Francia si insegna Aldous Huxley, in Italia non si tocca neanche Aldo Palazzeschi!).

Secondo quanto riferito da Giovanni Mauro nell’editoriale della rivista “Internazionale” (vale la pena di leggerla, compràtela, peccatori!!) all’indirizzo http://www.internazionale.it/opinioni/giovanni-de-mauro/2012/04/27/compito/ uno studente, per svolgere il compito, opera con il solito sistema del “copia-incolla”.

Però si rende conto che la cosa è un po’ troppo sfacciata. Ha consegnato il compito, è vero, ma il fatto di aver copiato pedissequamente un contenuto di Wikipedia lo rende nervoso. In fondo anche l’insegnante ne capisce un po’ di internet e, caso strano, conosce Wikipedia. Quindi potrebbe essere astrattamente in grado di dimostrare che quel contenuto è stato copiato.

Lo studente, allora, pensa bene di “vandalizzare” la voce francese, riscrivendola in modo che risulti che quello che ha copiato (e consegnato) non era quello che c’era scritto su Wikipedia. E’ come copiare la Gioconda e poi fare due baffi all’originare per poter dire “ma il mio lavoro era originale!”.

Si instaura allora una discussione che ha del surreale:

“En fait je voulais juste changer le resumé pendant une semaine parque j’ai rendu un devoir à ma prof de français et j’ai beaucoup pompé. Je l’aurais remis d’ici une semaine, c’est tout… (ma prof de français a internet et connaît wiki :( )”
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Cento anni fa Pietro Vincenzo Peruggia rubava la “Gioconda”

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"…il custode si lamenta,
probabilmente vuole un’altra bòtta in testa
ora…"

(Ivan Graziani, Monna Lisa)


Cento anni fa un signore che si chiamava Pietro Vincenzo Peruggia entrava nel Museo del Louvre, prelevava il dipinto della "Gioconda" di Leonardo da Vinci e se lo infilava sotto il cappotto, per uscire di lì a poco, senza che nessuno se ne accorgesse.

E senza che, successivamente, durante una perquisizione domiciliare, i gendarmi si accorgessero che nel tavolo su cui facevano firmare a Peruggia il verbale di esito negativo, c’era proprio il dipinto.

Peruggia fu condannato a sette mesi e quindici giorni per aver cercato di "piazzare" il dipinto presso un antiquario italiano.

Storie di malavita d’antan che meritano di essere ricordate, mentre i giornali non hanno altro da fare che informarci sul dimagrimento di Salvatore Parolisi.

Arrestato per stupro il direttore del Fondo Monetario Internazionale Strauss-Kahn

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Et voilà, ceux diables de français ont trouvé la manière de le remettre en tasque au monde!!

Sarkozy è lanciatissimo alle elezioni presidenziali, Strauss-Kahn sarebbe stato il probabile candidato dell’opposizione alla corsa all’Eliseo e invece toh, guarda lì, lo hanno arrestato per stupro, pare avesse l’ossessione delle donne, e, si sa, in Francia se stupri una donna ti arrestano, cosa peraltro stranissima nel nostro Paese, dove la pena massima concessa per un reato sessuale commesso con una minorenne, tutt’al più è la Presidenza del Consiglio.

La Francia, come è normale, è indignata e sotto choc per quello che è successo alla donna stuprata a New York verosinilmente ad opera del neoarrestato direttore del Fondo Monetario Internazionale (miga bàe!), mentre in Italia la gente si indigna per quello che succede a Berlusconi.

I francesi guardano e ci rispettano. Che le balle ancora gli girano…

Conversazioni in casa Di Stefano: sulla lettura di “Madame Bovary” di Flaubert

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La mia Signora sta rileggendo Madame Bovary di Flaubert (peraltro nella pregevole edizione di Garzanti tradotta da Oreste del Buono).
Durante la sua rilettura si è avuta tale conversazione:

Rosa Paola Angela Mattioli in Di Stefano: "Ma come faceva Charles Bovary di non accorgersi di come stava la moglie, di quanto soffriva…?"
VDS: "Ma come faceva Charles Bovary a non accorgersi di che razza di tegame aveva sposato?"
Rosa Paola Angela Mattioli in Di Stefano: "Voi uomini siete tutti ugualmente insensibili!" (*)

(*)…o forse Emma Bovary era veramente un tegame, vai a sapere…

Wikipedia e la maledizione di Leon Robert de l’Astran

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(clicca qui per visualizzare l’immagine in qualità più elevate e dimensioni più adeguate)

Léon-Robert de l’Astran, naturalista e pensatore dell’ottocento, grande umanista e viaggiatore, impegnato per la difesa dei diritti umani, in particolare quelli dei raccoglitori di fave di cacao e di noci di Cola, già assistente di Marie Dominuique de la Fouchadière ha avuto un solo difetto, non è mai esistito.

E’ il frutto della vivace invenzione di uno studente francese che, nel 2007 ha compilato la voce francese dedicata a De l’Astran e l’ha tenuta tra il sapere enciclopedico di mamma chioccia Wikipedia che se la covava con molto amore, come fa con tutte le iniziative che vengono partorite dai loro solerti utenti, soprattutto se sbagliate.

Negli ultimi giorni, l’opera dell’eclettico umanista (tanto eclettico da non esistere) è stata citata e difesa in pubblico da Segolène Royal, in un discorso appassionato.
Aveva semplicemente trovato la voce su Wikipedia, l’aveva imparata a memoria e aveva pensato di fare la splendida citando un po’ di cultura ("per stupire mezz’ora basta un libro di storia", diceva il Poeta, e sarebbe stato carino da parte sua aprirlo, invece di dar credito a Wikipedia).

La cosa che è più interessante, in questo caso, non è tanto la scivolata della Royal (che ora si capisce perché non ha vinto le elezioni) ma quella di Wikipedia che, una volta accortasi del pasticciaccio brutto, si è affrettata a cancellare la voce che le ha rimediato un’immagine pubblica non esattamente impeccabile.

Ma la Rete ha la memoria lunga, e, dunque, eccovi l’immagine della cache di Google relativa alla voce dedicata a Léon-Robert de l’Astran, a futura e imperitura memoria.

La chiamano ancora "enciclopedia libera" e qualcuno continua a credere,  che si autoregoli.

Ho scaricato la versione statica di Wikipedia in francese che dovrebbe contenere la pagina in HTML. Appena la trovo la metto in linea, per ora accontentatevi dello sKriSCIòTTEIS… dello sCREAMSeiverSSSSS…. dello screenShot.

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Carla Bruni e’ contro i blog, oh!

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«In quanto moglie non mi auguro davvero un secondo mandato presidenziale».

«Forse temo che ci rimetta la salute o forse ho voglia di vivere quello che ci resta da vivere in pace. Ma quali che siano la situazione e le decisioni che prenderà mio marito, mi adatterò tranquillamente».

«Disprezzo quello che arriva da un blog su internet e che è firmato Topolino o Superman. La voce fa parte della natura umana, anche se è avvilente. È sempre esistita. Ma disprezzo i cosiddetti giornalisti che si servono dei blog come di una fonte credibile». «Il fatto che riprendano e propaghino una voce senza fondamento, diffusa da una fonte anonima, mi sembra sia una deriva per la democrazia e un rischio per la nobiltà di un mestiere il cui stesso significato è l’integrità dell’informazione».

Francia, passa la “Gauche”, Sarkozy KO. Noi siamo in leggera controtendenza

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[Et maintenant, que vais-je faire?]

Evvualà, messié le presidan l’a pris en tasque, Sarkozy alle Regionali francesi crolla per il semplice fatto che in Francia se ti eleggono ma poi non mantieni le promesse o fai una politica barbina fatta di separazioni, divorzi e nuove nozze con Carlà, se sei un Presidente dal capello catramato o se, semplicemente, non sei all’altezza, se ne accorgono. E ti mandano a casa. Ma prima ti fanno tremare la poltrona sotto le chiappe.

Gli italiani che si incazzano sono, come sempre, in leggera controtendenza. Scendono in piazza per continuare a votare sempre gli stessi, che le balle ancora gli girano.

Sta andando giù, Sarkozy, tra l’indifferenza e il fastidio della sua gente. E tu mi fai "dobbiamo andare al cine…"

L’Infanta Marusca e la Corale “Nuovo Cacciucco” alla Cattedrale di Notre Dame

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E’ con sommo gaudio che do contezza all’immancabile (ahinoi) Baluganti Ampelio (o Felloni Papèsio, ora sinceramente non mi ricordo) della foto che m’invia dell’Infanta Marusca, qui vestita in ricchi panni, che, assieme alla sua beneamata Corale, si è esibita nella Cattedrale di Notre Dame (o in quella di Piazza del Luogo Pio, ora a dire il vero la memoria mi falla…) tra applausi, battimani e apprezzamenti.

Voi mi direte: e come si fa a riconoscere che era davvero la Cattedrale di Notre Dame (o il Santuario della Madonna di Montenero)?

Dé, da qui:

L’acquavite “Gratte-Cul”

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Mi dichiaro formalmente e reverenzialmente debitore al nostro sempiternamente affezionatissimo (e laido) lettore Caciagli Edo (o Baluganti Ampelio), che, di vacanza in Alsazia (circostanza di cui mena vanto, sussiego ed alterigia imperituri), nelle sue oziose giornate di diporto, trova anche il tempo di mandarmi delle stronzat… pregevolissime icone che tosto ripubblico.

L’acquavite "Gratte Cul" deve avere effetti assolutamente taumaturgici sul sistema venoso e capillare periferico, sostituendosi, nei problemi di maggiore irritazione, all’efficacia dei flavonoidi, categoria di farmaci di cui il Baluganti (Caciagli?) fa massiccio uso ne’ frequenti casi di prolasso emorroidale da cui è infelicemente affetto.

Sono ancora qui a ringraziarlo per averci reso edotto della sua rigeneratrice scoperta.

Marcella a Marsiglia

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DETTATO:

Prof.: "Allora ragazzi, scrivete… he vivido un año en Marsella"

Alunno: "E’ un nome di persona?"

Prof.: "Ma ti sembra normale vivere un anno in una persona?"

Alunno: "Ma come… questa qui si chiama Marcella!!!"

Vive la France!!

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Qualcuno lo avrà sentito dire, forse, magari sottovoce, appena appena un bisbiglio, un discreto e silenzioso spargersi di inchiostro pudico che sì, insomma, si potrebbe quasi affermare che va beh, non si potrebbe dire, vi preghiamo di mantenere la più raccolta delle discrezioni e il più perentorio riserbo, però con cautela si potrebbe anche affermare che il presidente francese Nicholas Sarkozy e Carla Bruni farebbero la nanna insieme (il condizionale è d’obbligo).O forse non fanno esattamente la nanna, o almeno non insieme, l’Eliseo pare mandi macchinoni come se piovessero e mazzi di rose a non finire all’indirizzo della ex modella.Si dovrebbe dire, con generoso e olimpico distacco: “Affari suoi”.

Invece no, Natalia Aspesi su “Repubblica” sgrana a mo’ di religiosa sequela tutti i nomi degli ex della Bruni insinuando che sì, la Signora non è esattamente che  se ne sia stata con le mani in mano, su, via. Come se non bastasse, ne parlano tutti, ma proprio tutti e sembrerebbe anche che da un sondaggio (una di quelle brutte cose che fanno i giornali) la Bruni sia molto gradita come nuova presidentessa “in pectore” (e che pectore!) dei francesi.

E si è perso il senso primario e primo della sessualità, degli affetti, dell’amore e anche del sacrosanto diritto di prendersi una tramvata per una modella: sono un fatto privato, personale, come la religione, la cacca, la masturbazione, la politica e il gestore di telefonia mobile che uno si sceglie.
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Mon Dieu de la France!

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Et voilà. Les jeux sont faits!
Pare proprio che Monsieur le Président Nicolas Sarkozy e sua moglie Cecilia, alias l’articolo “il”, come da foto, siano in procinto di separarsi.
La notizia è stata data con dovizia di particolari da Le Nouvel Observateur ed è stata ripresa immediatamente in Italia da Repubblica, che in quanto a pettegolezzi non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.Le domande, due, appaiono subito legittime:
a) chi se ne frega?
b) ora che Cecilia (certo non bella, ma con qualche bel vestito firmato, un posto da first lady e gli occhi del mondo puntati addosso fa la sua figura) non c’è più, chi toglierà le castagne dal fuoco a Monsieur le Président, considerato il ruolo strategico della ormai quasi ex signora Sarkozy nel rinverdire i fasti di una Francia affidata a un omino piccolo piccolo piccolo?

Prodi invia un suo video per la campagna presidenziale di Ségolène Royal

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(screenshot da www.corriere.it)

Ecco come Ségolène Royal perderà le elezioni francesi, fermandosi al 49%. Un bel video di Prodi da far vedere alla Francia due giorni prima del ballottaggio. I francesi ce l’hanno ancora con noi per la Coppa del Mondo persa ai rigori, figuriamoci se non fanno perdere per un soffio le elezioni a una che prende come sponsor un mangiaspaghetti. Chè i francesi, notoriamente, si incazzano. E le balle ancora gli girano…