Google: il diritto all’oblio non può essere applicato a livello globale

Nel 2016, la Francia, attraverso la Commissione Nazionale Informatica delle Libertà (CNIL) aveva condannato il motore di ricerca più usato nel mondo a pagare 100.000 euro per la mancata rimozione di alcuni link a livello mondiale. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dato ragione al colosso informatico sostenendo che il diritto all’oblio riguarda solo gli stati membri dell’Unione Europea e non può avere un effetto di portata mondiale sui motori di ricerca.

273 Views

Checkpoint Charlie

E’ fin troppo facile munirsi dell’hastag #JeSuisCharlie e campeggiare con un centoquarantacaratteri su Twitter. E’ anche fin troppo facile scendere in piazza a protestare con la stessa scritta stampata su un foglio A4 e ostentata sopra le testa ad altezza selfie e una matita in mano. Resta comunque da osservare che i francesi in piazza ci scendono e gli italiani no.

Scontato anche dire che quello perpetrato contro Charlie Hebdo sia in realtà un attentato alla libertà di espressione e a quelle di critica e di satira, che ne derivano: è una realtà fin troppo evidente.

Molto più difficile, per non dire impossibile, è ammettere che i primi nemici della libertà di espressione siamo noi stessi, terroristi primigeni di ogni vignettismo.

Siamo noi che appena arriviamo in rete e leggiamo una cazzata non ci fermiamo a constatare il fatto che la presenza di cazzate in rete è l’espressione di quella stessa libertà che rivendichiamo per noi. Anzi, ci sentiamo in diritto e in dovere di dire non solo che quello che leggiamo con ci piace (perché fin qui…) ma che chi l’ha detto o scritto è un imbecille e che non dovrebbe usare lo spazio che gli viene messo a disposizione in quel modo. Siamo noi che scriviamo su Facebook frasi deliranti come “Se sei d’accordo dillo, se non sei d’accordo stai zitto” (alla faccia del diritto di critica, n’est-ce pas?) oppure “Come ti permetti di scrivere queste cose sulla MIA bacheca Facebook?” (la bacheca non è affatto tua, coglione, te la offre Facebook perché tu ci faccia quello che ci vuole LUI, non tu). Siamo noi che litighiamo per un tweet (una volta uno scrittore che sta ottenendo un discreto -ma a mio giudizio immeritato- successo voleva a tutti i costi il mio numero di telefono per litigare di persona) o per un post di un blog (avete mai provato a dire che la musica della “Canzone dell’amore perduto” di De André non è sua ma di Telemann? Ecco, io sì.)

Per noi un’opinione diversa non è e non resta un’opinione. Diventa, inevitabilmente, una polemica quando va bene, un’ingiuria ad personam quando va così e così e come una vera e propria ignominia nel peggiore dei casi.

Un esempio: la figlia di Pino Daniele ha “postato” su Facebook un pensiero in ricordo di suo padre. Tra i 700 e passa commenti ce n’era almeno uno che rimproverava a questa ragazza il fatto che avrebbe dovuto starsene a piangere riservatamente anziché esternare i suoi sentimenti sul social network.
E va beh, sì, magari avrebbe anche potuto, ma se se la sentiva di fare diversamente cosa facciamo, la fuciliamo in piazza come nemica del popolo? Vogliamo sindacare perfino su come una persona gestisce il suo dolore, cioè qualcosa di personale, intoccabile, dato sensibile per eccellenza. Figuriamoci se non ci occupiamo delle opinioni.

Esisterà sempre chi batte i denti, chi prende il ritmo e ci balla sopra. Così come chi sarà disposto a sparare sul ballerino: gli stessi che oggi si nascondono dietro a un tweet.

88 Views

Il primo Ministro Danese Helle Thorning-Schmidt ha perso una scarpa

Foto: Afp/Dedouach

Il primo Ministro Danese Helle Thorning-Schmidt, una signora (sì, perché in Danimarca il primo ministro è donna, da noi siamo ancora in leggera controtendenza) durante una visita ufficiale in Francia, al momento di scendere dalla macchina che la conduceva all’Eliseo per la visita al Presidente Hollande, come Cenerentola ha perso una scarpina e… ooops, è dovuta scendere dalla vettura col piedino di fuori, la calzatura in mano e un sorriso che non era d’impaccio, come a dire “Va beh, son cose che succedono”.

Appunto, son cose che succedono. Ed è proprio per questo che un evento simile non dovrebbe costituire una notizia. Può capitare a chiunque, anche un primo ministro indossa delle scarpe. Cos’è, una gaffe? Un incidente diplomatico?? No, è poco meno di un pettegolezzo (credo che a nessuno interessi dei piedi nudi o calzati della signora Helle Thorning-Schmidt), di una brezzolina lieve, di mezzo bichiere di acqua del rubinetto a livello di interesse sociale.

Ma, si sa, quando qualcuno perde la scarpina le matrigne e le sorellastre ci ricamano immediatamente sopra.

210 Views

La Wikipedia francesce e il falso enciclopedismo su “Brave New World” di Aldous Huxley

In un Liceo francese una insegnante assegna un compito per casa che riguarda “Il mondo nuovo”, romanzo di Aldous Huxley (perché in Francia si insegna Aldous Huxley, in Italia non si tocca neanche Aldo Palazzeschi!).

Secondo quanto riferito da Giovanni Mauro nell’editoriale della rivista “Internazionale” (vale la pena di leggerla, compràtela, peccatori!!) all’indirizzo http://www.internazionale.it/opinioni/giovanni-de-mauro/2012/04/27/compito/ uno studente, per svolgere il compito, opera con il solito sistema del “copia-incolla”.

Però si rende conto che la cosa è un po’ troppo sfacciata. Ha consegnato il compito, è vero, ma il fatto di aver copiato pedissequamente un contenuto di Wikipedia lo rende nervoso. In fondo anche l’insegnante ne capisce un po’ di internet e, caso strano, conosce Wikipedia. Quindi potrebbe essere astrattamente in grado di dimostrare che quel contenuto è stato copiato.

Lo studente, allora, pensa bene di “vandalizzare” la voce francese, riscrivendola in modo che risulti che quello che ha copiato (e consegnato) non era quello che c’era scritto su Wikipedia. E’ come copiare la Gioconda e poi fare due baffi all’originare per poter dire “ma il mio lavoro era originale!”.

Si instaura allora una discussione che ha del surreale:

“En fait je voulais juste changer le resumé pendant une semaine parque j’ai rendu un devoir à ma prof de français et j’ai beaucoup pompé. Je l’aurais remis d’ici une semaine, c’est tout… (ma prof de français a internet et connaît wiki :( )”

dice lo studente. Praticamente: “Volevo cambiare la voce di Wikipedia solo per una settimana, perché ho consegnato il compito alla prof di francese e ho copiato parecchio. L’avrei rimessa a posto tra una settimana, tutto qua (la mia prof ha internet e conosce Wikipedia)”

Il solerte interlocutore di Wikipedia, specchiato esempio di enciclopedismo, gli risponde sdegnato:

– Si je comprend bien, vous avez vandalisé un article de l’encyclopédie libre pour vous couvrir afin que votre professeur de français ne découvre pas que vous avez copié-coller de manière intégrale plusieurs passages de l’article [le meilleur des mondes] dans un devoir ?

– L’article ‘Le meilleur des mondes’ a été visité 15 000 fois en mars 2008, ce qui fait 3 500 visiteurs par semaine. Etes-vous en train de me dire que vous auriez fait en sorte que 3 500 personnes aient accès à une version amoindrie d’un article parce que VOUS deviez couvrir votre derrière pour un devoir de français ? Si je comprend bien (j’espère que je comprend mal), c’est l’une des plus belle ruse que j’ai vues, mais ça fait également parti du top 10 des actes égoïstes que j’ai vus dans ma vie…”

Ovvero: “La voce sul Mondo nuovo viene visitata in media da 3.500 persone a settimana. Lei mi sta quindi dicendo che per coprire il fatto che ha copiato il suo compito non si sarebbe preoccupato di far leggere a 3.500 persone una versione sbagliata di questa voce?”

Sembrerebbe straordinario. Wikipedia inflessibile, incoercibile, vigile, sempre pronta a respingere i vandalismi degli utenti.
Ma guarda caso, intanto la voce “Le meilleur des mondes” in lingua francese dice di se stessa che “non cita sufficientemente le sue fonti” (per lo studente oltre al danno la beffa):

Ma soprattutto, l’edizione francese di Wikipedia è quella che ha ospitato per oltre un anno la voce su Léon Robert de l’Astran, palesemente falsa, che è costata una figuraccia storica a Segolène Royal.

E adesso vengono a fare i paladini della conservazione della cultura solo perché uno studente ha copiato e incollato??

111 Views

Cento anni fa Pietro Vincenzo Peruggia rubava la “Gioconda”

"…il custode si lamenta,
probabilmente vuole un’altra bòtta in testa
ora…"

(Ivan Graziani, Monna Lisa)


Cento anni fa un signore che si chiamava Pietro Vincenzo Peruggia entrava nel Museo del Louvre, prelevava il dipinto della "Gioconda" di Leonardo da Vinci e se lo infilava sotto il cappotto, per uscire di lì a poco, senza che nessuno se ne accorgesse.

E senza che, successivamente, durante una perquisizione domiciliare, i gendarmi si accorgessero che nel tavolo su cui facevano firmare a Peruggia il verbale di esito negativo, c’era proprio il dipinto.

Peruggia fu condannato a sette mesi e quindici giorni per aver cercato di "piazzare" il dipinto presso un antiquario italiano.

Storie di malavita d’antan che meritano di essere ricordate, mentre i giornali non hanno altro da fare che informarci sul dimagrimento di Salvatore Parolisi.

117 Views

Arrestato per stupro il direttore del Fondo Monetario Internazionale Strauss-Kahn

Et voilà, ceux diables de français ont trouvé la manière de le remettre en tasque au monde!!

Sarkozy è lanciatissimo alle elezioni presidenziali, Strauss-Kahn sarebbe stato il probabile candidato dell’opposizione alla corsa all’Eliseo e invece toh, guarda lì, lo hanno arrestato per stupro, pare avesse l’ossessione delle donne, e, si sa, in Francia se stupri una donna ti arrestano, cosa peraltro stranissima nel nostro Paese, dove la pena massima concessa per un reato sessuale commesso con una minorenne, tutt’al più è la Presidenza del Consiglio.

La Francia, come è normale, è indignata e sotto choc per quello che è successo alla donna stuprata a New York verosinilmente ad opera del neoarrestato direttore del Fondo Monetario Internazionale (miga bàe!), mentre in Italia la gente si indigna per quello che succede a Berlusconi.

I francesi guardano e ci rispettano. Che le balle ancora gli girano…
51 Views

Conversazioni in casa Di Stefano: sulla lettura di “Madame Bovary” di Flaubert

La mia Signora sta rileggendo Madame Bovary di Flaubert (peraltro nella pregevole edizione di Garzanti tradotta da Oreste del Buono).
Durante la sua rilettura si è avuta tale conversazione:

Rosa Paola Angela Mattioli in Di Stefano: "Ma come faceva Charles Bovary di non accorgersi di come stava la moglie, di quanto soffriva…?"
VDS: "Ma come faceva Charles Bovary a non accorgersi di che razza di tegame aveva sposato?"
Rosa Paola Angela Mattioli in Di Stefano: "Voi uomini siete tutti ugualmente insensibili!" (*)

(*)…o forse Emma Bovary era veramente un tegame, vai a sapere…
90 Views

Wikipedia e la maledizione di Leon Robert de l’Astran



(clicca qui per visualizzare l’immagine in qualità più elevate e dimensioni più adeguate)

Léon-Robert de l’Astran, naturalista e pensatore dell’ottocento, grande umanista e viaggiatore, impegnato per la difesa dei diritti umani, in particolare quelli dei raccoglitori di fave di cacao e di noci di Cola, già assistente di Marie Dominuique de la Fouchadière ha avuto un solo difetto, non è mai esistito.

E’ il frutto della vivace invenzione di uno studente francese che, nel 2007 ha compilato la voce francese dedicata a De l’Astran e l’ha tenuta tra il sapere enciclopedico di mamma chioccia Wikipedia che se la covava con molto amore, come fa con tutte le iniziative che vengono partorite dai loro solerti utenti, soprattutto se sbagliate.

Negli ultimi giorni, l’opera dell’eclettico umanista (tanto eclettico da non esistere) è stata citata e difesa in pubblico da Segolène Royal, in un discorso appassionato.
Aveva semplicemente trovato la voce su Wikipedia, l’aveva imparata a memoria e aveva pensato di fare la splendida citando un po’ di cultura ("per stupire mezz’ora basta un libro di storia", diceva il Poeta, e sarebbe stato carino da parte sua aprirlo, invece di dar credito a Wikipedia).

La cosa che è più interessante, in questo caso, non è tanto la scivolata della Royal (che ora si capisce perché non ha vinto le elezioni) ma quella di Wikipedia che, una volta accortasi del pasticciaccio brutto, si è affrettata a cancellare la voce che le ha rimediato un’immagine pubblica non esattamente impeccabile.

Ma la Rete ha la memoria lunga, e, dunque, eccovi l’immagine della cache di Google relativa alla voce dedicata a Léon-Robert de l’Astran, a futura e imperitura memoria.

La chiamano ancora "enciclopedia libera" e qualcuno continua a credere,  che si autoregoli.

Ho scaricato la versione statica di Wikipedia in francese che dovrebbe contenere la pagina in HTML. Appena la trovo la metto in linea, per ora accontentatevi dello sKriSCIòTTEIS… dello sCREAMSeiverSSSSS…. dello screenShot.
170 Views

Carla Bruni e’ contro i blog, oh!

«In quanto moglie non mi auguro davvero un secondo mandato presidenziale».

«Forse temo che ci rimetta la salute o forse ho voglia di vivere quello che ci resta da vivere in pace. Ma quali che siano la situazione e le decisioni che prenderà mio marito, mi adatterò tranquillamente».

«Disprezzo quello che arriva da un blog su internet e che è firmato Topolino o Superman. La voce fa parte della natura umana, anche se è avvilente. È sempre esistita. Ma disprezzo i cosiddetti giornalisti che si servono dei blog come di una fonte credibile». «Il fatto che riprendano e propaghino una voce senza fondamento, diffusa da una fonte anonima, mi sembra sia una deriva per la democrazia e un rischio per la nobiltà di un mestiere il cui stesso significato è l’integrità dell’informazione».
68 Views

Francia, passa la “Gauche”, Sarkozy KO. Noi siamo in leggera controtendenza

[Et maintenant, que vais-je faire?]

Evvualà, messié le presidan l’a pris en tasque, Sarkozy alle Regionali francesi crolla per il semplice fatto che in Francia se ti eleggono ma poi non mantieni le promesse o fai una politica barbina fatta di separazioni, divorzi e nuove nozze con Carlà, se sei un Presidente dal capello catramato o se, semplicemente, non sei all’altezza, se ne accorgono. E ti mandano a casa. Ma prima ti fanno tremare la poltrona sotto le chiappe.

Gli italiani che si incazzano sono, come sempre, in leggera controtendenza. Scendono in piazza per continuare a votare sempre gli stessi, che le balle ancora gli girano.

Sta andando giù, Sarkozy, tra l’indifferenza e il fastidio della sua gente. E tu mi fai "dobbiamo andare al cine…"

55 Views

L’Infanta Marusca e la Corale “Nuovo Cacciucco” alla Cattedrale di Notre Dame

E’ con sommo gaudio che do contezza all’immancabile (ahinoi) Baluganti Ampelio (o Felloni Papèsio, ora sinceramente non mi ricordo) della foto che m’invia dell’Infanta Marusca, qui vestita in ricchi panni, che, assieme alla sua beneamata Corale, si è esibita nella Cattedrale di Notre Dame (o in quella di Piazza del Luogo Pio, ora a dire il vero la memoria mi falla…) tra applausi, battimani e apprezzamenti.

Voi mi direte: e come si fa a riconoscere che era davvero la Cattedrale di Notre Dame (o il Santuario della Madonna di Montenero)?

Dé, da qui:

63 Views

L’acquavite “Gratte-Cul”

Mi dichiaro formalmente e reverenzialmente debitore al nostro sempiternamente affezionatissimo (e laido) lettore Caciagli Edo (o Baluganti Ampelio), che, di vacanza in Alsazia (circostanza di cui mena vanto, sussiego ed alterigia imperituri), nelle sue oziose giornate di diporto, trova anche il tempo di mandarmi delle stronzat… pregevolissime icone che tosto ripubblico.

L’acquavite "Gratte Cul" deve avere effetti assolutamente taumaturgici sul sistema venoso e capillare periferico, sostituendosi, nei problemi di maggiore irritazione, all’efficacia dei flavonoidi, categoria di farmaci di cui il Baluganti (Caciagli?) fa massiccio uso ne’ frequenti casi di prolasso emorroidale da cui è infelicemente affetto.

Sono ancora qui a ringraziarlo per averci reso edotto della sua rigeneratrice scoperta.

77 Views