Effetto Streisand: Paolo Attivissimo sbaglia il verbo “pouvoir”

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E così, nella selva selvaggia (sempre più aspra e più forte) degli svarioni, delle svisature, delle sviste, degli ooooops ortografici, linguistici, culturali e grammaticali di cui tanto mi piace andare a caccia, è incappato anche il nostro caro amico Paolo Attivissimo.

In un post del suo blog (il “Disinformatico”, casomai ci fossero dubbi), il Nostro racconta di aver passato del tempo a comunicare e a scambiarsi messaggi con un truffatore che si finge donna per “acchiappare” trasferimenti bancari via Western Union (o qualsiasi altro vettore internazionale di denaro). Beato lui, e pensare che c’è gente che deve lavorare e non può concedersi questi piccoli e innocenti piaceri della vita. Va beh, a un certo punto della corrispondenza, scritta in un improbabile linguaggio da bot con parole straniere di difficile identificazione, *.issimo si imbatte in un probabile francesismo, la forma verbale “Puyisse” scritta ortograficamente da cani (ma del resto da un truffatore che si finge una bellissima donna per spillare soldi a quelli che ci cascano non ci aspettavamo niente di diverso), e la spiega come un errore di ortografia “al posto di puisse, voce del verbo pouver”.

Qualcuno dei suoi solerti vassalli, valvassori e valvassalli gli ha fatto notare che in francese il verbo “pouver” non esiste, che, se del caso, esisterà il verbo “pouvoir”, che significa, appunto, “potere” e l’errore è stato bello che sistemato. Ma volevate che io non lo aspettassi al varco? E siccome il Superlativo afferma sempre candidamente che il web non perdona e non dimentica, ecco l’istantanea, l’effetto Streisand, lo screenshot ripreso dal cellulare (mitico Samsung J1, 98 euro e funziona ancora come una scheggia!) della papera linguistica commessa e candidamente ammessa nei commenti.
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Gli interessi di Wikipedia

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Uno dice, ma qual è il “ritorno” che una iniziativa culturale può avere da Wikipedia?

Prendiamo, ad esempio, classicistranieri.com, la biblioteca multimediale che gestisco da 10 anni. Una biblioteca è una biblioteca, offre risorse, non c’è nulla di “politico”, si può (e si deve) discutere sui criteri con cui è organizzata (ma delle vostre discussioni, a dire il vero, me ne cale assai) ma se si deve scaricare un file QUELLO è il contenuto e lì si trova.

La Wikipedia italiana ha collegamenti a classicistranieri.com su circa 82 “voci”. Di queste 82 voci, dal 1 gennaio 2013 gli accessi che hanno cliccato su uno di questi link sono stati lo 0,82% del totale degli accessi. Questo vuol dire che la Wikipedia italiana “rende” lo 0.01% degli accessi per ogni voce.

Seguono (con numero di voci sensibilmente inferiore) la Wikipedia spagnola (0,59% degli accessi), quella inglese (0,59%), quella portoghese (0,43%), quella francese (0,30%) e quella tedesca (0,18%). Ovviamente in queste il numero delle voci che riportano un link a classicistranieri.com è sensibilmente minore.

Per carità, avere un link su una pagina di Wikipedia è una sorta di garanzia sugli interessi. Ma, appunto, QUALE banca ti dà lo 0,82% di interessi? Nessuna, nemmeno la più scalcinata. E, ovviamente, lo stabiliscono loro se puoi starci o no.