La suora che partorisce un bambino e non sa di essere incinta (e nel bosco c’è il lupo di Cappuccetto Rosso!)

Reading Time: < 1 minute
"Suor Calura" è un disegno (C) di Daniele Caluri

Va bene, va bene, una suora ha partorito. Non sarà né la prima né l’ultima.

Ma sarà, probabilmente, una delle poche ad aver partorito senza sapere di essere incinte. E la nuova gravidanza modello-Scajola. Tutto a propria insaputa.

Le sue consorelle dicevano, effettivamente, che la vedevano un po’ ingrassata, ma tutto lì. Come “tutto lì”? Ha sgravato un fantolino di tre chili e mezzo e dicono “tutto lì”? E come si fa a dire “non lo sapevo/sapevamo”? Voglio dire, anche una suora sa come si concepiscono e come nascono i bambini. Che in nove mesi cresce il ventre. No?

E poi potrà non sapere di essere incinta, ma di aver trombato se lo ricorda di sicuro, perché d’Immacolata Concezione ce n’è una e una sola.

Mi fa profondamente inacidire questo modo di cascare dal pero. Anche quello dei media. Che dànno la notizia senza nemmeno un sorriso strappato, con una serietà inquietante. Come se ci credessero. Come se per loro fosse vero.

Intanto il pargolo si chiamerà Francesco. Perché non si sa mai.

“Rubriche aperte sui peli del Papa”

Reading Time: < 1 minute

Come creare una non-notizia: il Papa, che passa per essere persona umile e dedita a uno stile di vita sobrio e semplice, porta ai piedi degli scarponi particolarmente vistosi e di forma grossolana. Nulla che abbia qualcosa in comune coi classici mocassini rossi di pontificale memoria.

Naturalmente, e soprattutto dopo il viaggio in Brasile, la stampa si è focalizzata anche su questo dettaglio sottolineando come quelle calzature fossero una ulteriore espressione dell’umiltà di Francesco I, che se alle mani affida il suo bagalio in cui tiene rasoio e altri effetti personali, ai piedi porta quegli scatoloni vistosi, eh, si vede proprio che vive quello che predica!

Ora il problema è che quelle sono delle scarpe ortopediche che il Papa porta per una patologia alla schiena di cui soffre da anni. Quindi non è una notizia. Non è una cosa per cui gioire o da sottolineare. Ma si sa che quando si tratta del Papa tutto dev’essere messo in prima pagina, anche la sciatica.

 

PS: Il titolo del post è tratto da una canzone di Franco Battiato.

Bergoglio: “Chi sono io per giudicarlo?”

Reading Time: 2 minutes

Non si fa altro che parlare dell’effetto rivoluzionario che le parole del Papa sugli omosessuali, pronunciate durante il suo viaggio di ritorno dal Brasile avrebbero prodotto nell’opinione pubblica.

«Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?»

Dove sarebbe la rivoluzionarietà di questa frase? Quale apertura porta? La verità è che non c’è novità e che il Papa non ha detto assolutamente niente di particolarmente interessante da poter giustificare una svolta della visione dell’approccio cattolico verso gli omosessuali.

In primo luogo perché a chiunque abbia una coscienza il pre-giudizio, ovvero il giudizio preventivo, formato a monte, nei confronti dei gay come persone fa orrore.
Secondariamente perché lo stesso catechismo della chiesa cattolica prevedeva una particolare attenzione e accoglienza verso le persone omosessuali. Almeno sulla carta.

E se, poi, l’omosessuale, Dio non lo cerca perché, si veda il caso, è ateo? Dobbiamo giudicarlo? Siamo autorizzati a dare un giudizio su di lui?

Quello del giudizio, nella chiesa cattolica è un tema estremamente sensibile, addirittura portato all’esasperazione.

Ma quale sarebbe l’atteggiamento del Papa nei confronti delle legittime richieste delle persone omosessuali che vorrebbero contrarre matrimonio (immagino che un omosessuale che cerca Dio poi ambirebbe al matrimonio, e con una persona dello stesso sesso, altrimenti non avrebbe senso) e adottare dei bambini. E’ lì che la frase di Bergoglio perde completamente la sua efficacia empatica e non entra nel merito delle cose.
Continua a leggere

La pagina Twitter di Laura Boldrini

Reading Time: 2 minutes
Incipit della pagina Twitter di Laura Boldrini

Sono andato a visitare la pagina Twitter del Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

Viene aggiornato con cadenza irregolare, comunque non quotidianamente.

Vi si trovano comunicazioni sulle sue attività in giro per l’Italia e sugli eventi che ritiene più importanti alla Camera.

Naturalmente il fatto che i lavori della Camera siano stati sospesi non è minimamente riportato

(vedete qualcosa voi? Io no)

 

L’8 luglio scorso, però, la Boldrini utilizza ben tre tweet per parlare del Papa in occasione della sua visita a Lampedusa. Non lo fa per nessun altro evento istituzionale. Le piace il Papa, d’accordo, i fatti di fede attengono alla sfera personale e privata dell’individuo, ma la Boldrini è la terza carica dello Stato e di uno Stato Laico.
Non pretendo che la Boldrini rinunci alle sue opinioni personali (che può esprimere quando non esercita le sue funzioni), mi basta solo che quando scrive sul suo profilo ufficiale (che conta oltre 122.000 “follower”) incarni sì il ringraziamento a un Capo di Stato straniero che viene a farci visita, ma anche e soprattutto quella laicità di cui abbiamo tanto bisogno.

Chi NON ha paura di Papa Francesco??

Reading Time: < 1 minute

Papa Francesco piace a tutti. Oh, a tutti, nessuno escluso.
“Buongiorno”, “Buon pranzo”, “Buonasera”, saluti alla folla, abbracci e baci ai fedeli, espressioni di tenerezza e compartecipazione alla sofferenza delle persone con handicap, Dio è papà… Bello!

Sì, ma a parte tutto questo (che, voglio dire uno se lo aspetta anche da un Papa), quest’uomo cos’ha intenzione di fare con lo IOR? Ha per caso la determinazione di lasciare il Cardinal Bertone al suo posto? Cosa pensa della contraccezione? E, conseguentemente, quale sarà la sua politica per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili? E cosa dirà alle persone separate sul tema dei sacramenti? Le donne cattoliche potranno accedere a funzioni di tipo pastorale?

O basta che il Papa tifi per una squadra di calcio per farci dimenticare di tutto questo?

Il malocchio esiste, fatevene una ragione anche voi, o increduli!

Reading Time: < 1 minute

Andare a guardare giù nella cassetta delle lettere sotto Natale è quasi un rito, ma tanto lo sai che le poste sono in tilt e più di tanto non possono fare.

Infatti c’è un volantino. Riporta una foto in bianco e nero che sembra venire direttamente dallo storico settimanale “Stop” (qualcuno se lo ricorderà) che ritrae un signore vestito non si sa come, con la croce sul petto (perché un po’ di sano cattolicesimo non ce lo facciamo mai mancare) che mi dice che “milioni di persone sono vittime del malocchio e ne sconoscono la causa e il rimedio”. E pensare che c’è la gente che muore di cancro con gli stessi effetti “sconoscitivi”, potrebbe non essere un gran male il malocchio, voglio dire, un Tir che ti travolge mentre attraversi la strada sulle strisce pedonali potrebbe essere molto peggio.

E mi rammenta che “la magia esiste!!!” con tre punti esclamativi, come se uno solo non bastasse a farmi grattare dovutamente lì dove ‘l sì suona.

E io penso alla gente che sta male, ai disoccupati, a chi perde una persona cara, a chi viene malmenato nelle manifestazioni, a chi dorme sotto i ponti, a chi non ha il permesso di soggiorno, alle donne picchiate e violentate, alla scuola che non va, all’economia che va a puttane e a tutti i sensitivi.

O allora? Sono un sentimentale!