Non ha stato lui, ha stata lei!

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Screenshot dal sito ansa.it

Quello dei tre bambini di Lecco doveva essere per forza di cose un assassino, e, sia chiaro, di sesso maschile. Punto, non poteva e non doveva essere niente e nessun altro.

Lo aveva detto il Ministro degli Interni Alfano: “Noi non daremo scampo a chi ha compiuto questo gesto efferato. Inseguiremo l’assassino sinche’ non l’avremo preso e poi lo faremo stare in carcere sino alla fine dei suoi giorni”. Perché ‘o malamente è ‘o malamente.

Del resto quale migliore storia da dare in pasto a una opinione pubblica vacanziera e domenicale di quella di un uomo che ammazza i suoi tre figli, ferisce la loro madre e se la dà a gambe con la sua nuova compagna dopo aver finito il turno di lavoro e aver guidato tutta la notte da Lecco a Bari?

Sarebbe stato pane saporito e prezioso, anche se un po’ raffermo, per le trasmissioni che campano sulla violenza degli uomini puzzoni e traditori contro le donne madri e, proprio per questo, belle, innocenti, angeli, e costituzionalmente incapaci di fare del male, soprattutto ai figli. Si sarebbe potuto usare la parola “femminicidio” per l’ennesima volta, quanto meno preceduta dall’aggettivo “tentato” che ci rivela che se non è zuppa è pan bagnato, ovvero che il puzzone in questione se non è riuscito ad ammazzarla, quanto meno ci ha provato.
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