Mi e’ arrivato il “Pyongyang Times”

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Mi è arrivata una copia del Pyongyang Times, ne vado molto orgoglioso.

In fondo è un modo con cui la Corea del Nord guarda all’Occidente. C’è il New York Times, il Los Angeles Times, il Times e basta, loro hanno il Pyongyang Times, ecco, metteteci un toppino. Esce settimmanalmente e una copia è arrivata dalla nazione più chiusa direttamente qui in Italia, in una busta con l’indirizzo scritto a macchina (vi rendete conto? A Pyongyang hanno ancora le macchine da scrivere) e la carta che sembra carta da pane dei tempi che furono.

Poi uno dice: "Ma è tutta propaganda…" Già, perché quella che stampa Feltri non lo è, vero?

Avvenire: Boffo si dimette

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E ora, dopo quelle del pregiudicato Boffo, aspettiamo le dimissioni del pregiudicato Feltri.

Da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L’attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano ‘Il Giornale’ guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da ‘Libero’ e dal ‘Tempo’, non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l’ha oggi e non l’avrà domani.
Qualcuno, un giorno, dovrà pur spiegare perchè ad un quotidiano, ‘Avvenire’, che ha fatto dell’autonomia culturale e politica la propria divisa, che ha sempre riservato alle istituzioni civili l’atteggiamento di dialogo e di attenta verifica che è loro dovuto, che ha doverosamente cercato di onorare i diritti di tutti e sempre rispettato il responso elettorale espresso dai cittadini, non mettendo in campo mai pregiudizi negativi, neppure nei confronti dei governi presieduti dall’onorevole Berlusconi, dovrà spiegare, dicevo, perchè a un libero cronista, è stato riservato questo inaudito trattamento.

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Marco Travaglio – L’informazione delle denunce anonime

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Buongiorno a tutti.
Io penso che quando si assume un picchiatore poi non ci si può meravigliare se quello picchia e domandarsi se il picchiatore assunto ha avuto un mandato diretto sugli obiettivi da picchiare, oppure se se li sceglie lui pensando di compiacere il padrone, penso sia abbastanza indifferente.
Vittorio Feltri è stato riassunto da Silvio Berlusconi, non da Paolo Berlusconi che è l’editore finto, l’editore pro forma per aggirare la legge Mammì: voi sapete che se dovesse essere vero che Silvio è il vero… il mero proprietario, come direbbe la legge Frattini, del Giornale dovrebbe perdere tutte le concessioni televisive perché la legge Mammì punisce ogni violazione di sé medesima con la revoca e lo spegnimento delle televisioni. Ecco perché l’escamotage di Paolo Berlusconi, ma ancora una volta come già ai tempi della cacciata di Montanelli e dell’assunzione di Feltri pure stavolta il direttore del Giornale è stato deciso da Silvio e non da Paolo, come lo stesso Feltri ha confessato bellamente

Intervista a Luigi Crespi sul caso Feltri – Boffo

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Intervista di Radio Radicale a Luigi Crespi sul caso Feltri – Boffo (30 agosto 2009)

Registrazione tratta da:
http://www.radioradicale.it
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

Berlusconi sul caso Feltri-Avvenire: “Io sono un liberale autentico”

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«Certo che mi dispiace l’assalto del Giornale al direttore di Avvenire. Ma io, posso giurarlo, non ne sapevo niente di niente. E comunque sono un liberale autentico, mai che mi sia intromesso nelle scelte editoriali dei direttori Mediaset per dare la linea o suggerire servizi, figurarsi se l’avrei fatto con Feltri su una cosa del genere. Mi offende la sola idea che qualcuno possa pensarlo…»

Silvio Berlusconi, La Stampa, 30 agosto 2009

Per un pugno di gnocca

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Oggi la prima pagina di "Libero" era questa.
Sul serio, non mi sono inventato nulla (credetemi almeno voi, per favore…).

Vittorio e i suoi Feltri sono andati a fare un bagno nelle fontane dell’Accademia della Crusca e in quelle della cazzatologia giornalistica spicciola, che vomitano scempiaggini a getto continuo.

Adesso il guaio dell’Italia è la gnocca. No, dico, la gnocca.
L’alpha e l’omega, lo yin e lo yan, il motore immobile, il refugium peccatorum, la consolazione degli afflitti, il rimedium rimediorum, il superlativo assoluto, la monade leibnizia, insomma, la gnocca è un guaio, mentre Berlusconi no.

Ma varrà più di Berlusconi un po’ di gnocca o no?

E poi "gnocca", che parola volgare! Ma come si fa a usare un termine bassamente milanese, con tutta la ricchezza lessicale che esprime l’Italia? Sarebbe bastato un venetissimo "mona", se proprio Feltri e i suoi volevano a tutti i costi risciacquare i panni nel Po.

Giudici con le mani legate, leggi confezionate su misura meglio di un abito della Facis.

E la colpa è della gnocca!

La gnocca muove il sole e le altre stelle. Mica le intercettazioni telefoniche!