I diritti delle donne e il 9 marzo di Geppi Cucciari

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E’ il giorno successivo all’otto marzo, quello in cui si fanno bilanci, analisi, riflessioni, previsioni, si esprimono speranze, si pospettano auspìci, il tutto riguardo al tema del “ruolo della donna nella società”, come se le donne avessero un ruolo nella società solo l’otto marzo, come se le donne potessero far sentire la loro voce solo in quella data, come se l’anniversario di una tragedia sia di per sé una festa in cui regalare chicchi di mimosa che hanno ormai perduto ogni odore.

Il “Corriere della Sera”, oggi, pubblica un intervento di Geppi Cucciari. Che non ho mai capito bene chi sia o che cosa faccia nella vita. Cioè, so di per certo che fa l’attrice comica, e che recentemente ha “salvato” lo share della serata finale del Festival di Sanremo, ma mi è sempre sfuggito il motivo della sua popolarità. Non importa, non devo capirlo io, dev’essercene pur uno. Ogni tanto la vedo far pubblicità a uno di questi yogurt che sgonfiano la pancia grazie a un particolare fermento lattico, ma nient’altro.

Diciamo che il suo articolo sul “Corriere” di oggi è quanto di più compiuto io abbia letto o fruito della produzione di questa artista, e tanto sia.

L’articolo si intitola “Buon 9 marzo a tutte (e a tutti)”. Bene, la sfera maschile viene messa tra parentesi. E’ decisamente un buon inizio. Oh, per carità, mi sta benissimo anche essere messo tra parentesi, ma in un clima in cui si invoca tanta parità ed equità di diritti, una bella parentesi è proprio quello che ci vuole.
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