Le favole Zen di Baluganti Ampelio

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Le venerate ciabatte di Baluganti Ampelio
Le venerate ciabatte di Baluganti Ampelio

Il prode Baluganti Ampelio, grato per la pubblicazione del dagherrotipo che ci ritrae lieti e gàrruli, mi ha mandato una istantanea delle sue meravigliose e teologiche ciabatte (pronte per la venerazione dei lettori del blog), e una favoletta zen che vi riporto a continuazione per il vostro sempiterno ammaestramento:

C’è un vecchio detto orientale che dice così:

“Chi pianta tamarindi, non raccoglie tamarindi”

Questo perchè il Tamarindo impiega almeno 90 anni per dare i suoi primi frutti.

Una volta un giovane ragazzo incontrò un vecchio e saggio coltivatore di tamarindi e gli chiese “Nonno, perchè pianti i tamarindi se sei già che non potrai raccoglierli mai?”

E allora il vecchio e saggio nonno posò gli attrezzi, chiese al ragazzo di sedersi vicino a lui, si accese una pipa e dopo tre lunghe boccate pronunciò queste parole:

“Perchè il terreno è mio e ci faccio il cazzo che mi pare!”

E da allora il giovane capì il grande insegnamento e cominciò a farsi una vagonata di cazzi suoi nella vita.