Quei fascismi che si burlano della Costituzione

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E’ stato tristissimo, iersera, vedere sui TG le immagini tragiche e sconsolanti, dei militanti di destra che manifestavano in piazza contro un voto di fiducia a un governo legittimamente costituito. E’ stato increscioso vedere i saluti romani davanti a Montecitorio, è stato raggelante veder prendere in giro la Costituzione che non prevede che i governi debbano essere eletti dal popolo, ma sostenuti da una maggiioranza parlamentare comunque costituita, in nome della quale (in nome della Costituzione, non della maggioranza, s’intende), pure, lorsignori invocavano (invano, devo dire) il diritto a manifestare e a dissentire. Maalox.

Piccoli fascismi crescono

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Sono così. Dolcemente complicate. Sempre più emozionate, delicate. Ma potrai trovarle ancora qui, alle manifestazioni dell’estrema destra, con una maglietta per nulla visibile dal messaggio pacifico e aperto verso le opinioni di tutti. Sono loro, sono le donne che ti invitano a un meraviglioso tour a Auschwitzland. Lo fanno con gli stessi caratteri tipografici di Walt Disney, perché, si sa, ad Auschwitz si va per andare a trovare Paperino, Pluto, Minnie, Topolino e Pippo. Modi tanto gentili e tanto onesti. Con l’onoreficenza al merito che recita “Servizio d’ordine” in bella mostra. Del resto c’è sempre qualcosa di cui andare orgogliosi.

Della persona ritratta nella foto ho ritagliato il volto. Non vi dirò nemmeno come si chiama. Il nome lo trovate su tutti i social network che frequentate, in un tam tam di informazioni e commenti che in queste ultime ore ha raggiunto livelli decisamente elevatissimi. Non importa chi è. Quella persona potrebbe essere ciascuno di noi, noi che abbiamo mandato i fascismi al potere, che ce li ritroviamo al governo, che ci sentiamo sempre più legittimati a essere intolleranti con chiunque perché tanto c’è chi lavora per noi e veglia sui nostri sonni e sulle nostre coscienze sporche e lùride.

Dunque andiamo tutti ad Auschwitzland. Facciamoci accompagnare da questa persona che ci insegnerà come tutto quello che sapevamo e abbiamo imparato fino ad ora era soltanto una favola da cartone animato con Cip e Ciop.

Fascismi d’Italia

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Stiamo assistendo a una serie piuttosto variegata e assortita di fascismi di ogni fattura e natura.

Il fascismo è così. E’ maledettamente camaleontico e si trasforma in una serie praticamente infinita di manifestazioni (spesso della stupidità umana).

Il fascismo è, per esempio, vedere la testa della Boldrini protagonista di un pietoso e malfatto photoshop, penzolare sanguinolenta sotto una scritta che dà i brividi solo a leggersela (“Sgozzata da un nigeriano inferocito. Questa è la fine che deve fare.”), figuriamoci a metterla in pratica. Ora, indubbiamente la Boldrini è criticabile per moltissimi suoi atteggiamenti, ma non può essere oggetto di bersaglio e scaricatoio di malumori e dolori di stomaco da intolleranza dei migranti in Italia. Poi l’autore del gesto in questione è stato individuato. Si chiama Gianfranco Corsi, ha 58 anni ed è della provincia di Cosenza. Uniche armi a disposizione un computer e la schiavitù di Facebook.

Il fascismo è, sempre per esempio, tirare un sospiro di sollievo al leggere che è stato individuato l’autore del fotomontaggio contro la Boldrini e scoprire che ne è stato messo in linea un altro (perché i fascismi sono così, si riproducono per partenogenesi), in cui si vede la testa dell’ex presidente della Camera stretta da una pinza in mano a una persona col viso insanguinato. Scusatemi ma non mi va di ripubblicare questo materiale iconografico, ne avreste solo nausea. La scritta, comunque, riporta  “Giustizia per Pamela Mastropietro barbaramente uccisa e fatta a pezzi da una risorsa nigeriana amica della Boldrini”. Anche qui un computer per sparare a zero e spargere intolleranza e male di vivere. Segnalato anche qui l’autore della bravata, solo che non se ne conosce ancora l’identità. Ed è un peccato perché i fascismi dovrebbero sempre avere un nome e un cognome.
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