Quelli che se la meritano la crisi…

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(Farmacia – Interno pomeriggio – Linea gialla del rispetto della privacy per terra – Cartelloni pubblicitari di un nuovo prodotto per il mal di testa – Sandali di legno duro asserpentato in liquidazione – Neon -)

La signora prima di me chiede una pomata al cortisone. Fa il nome commerciale del prodotto e il farmacista (bravino!) le chiede se per caso non desideri il generico.
“Nonnò, mi dia quello di marca perché il generico non mi fa niente”.
Il farmacista le chiede se, almeno, vuole scaricare l’acquisto del prodotto dalle tasse.
“Nonnò…”
“Ma ce l’ha il tesserino del codice fiscale?”
“Nonnò…”

Putacaso ho bisogno anch’io dello stesso prodotto. Scelgo in generico perché so che è uguale al prodotto di marca (è solo scaduto il brevetto, per cui quel prodotto possono commerciarlo tutti, anche lo stesso farmacista se fosse prescritto come preparato galenico), tiro fuori la tessera del codice fiscale (ce l’ho, sissì…!), pago 9 euro contro 14,90 e lo scalo dalla dichiarazione dei redditi.

Io non sono bravo. Non sono più furbo degli altri. Non sono neanche migliore degli altri. Ma so che con 5,90 euro, al discount dove vado a fare la spesa ogni tanto, e dove vendono mezzo chilo di pasta a 0,39 euro (pasta più che dignitosa, da tutti i giorni ma più che dignitosa) posso comprarne 15 confezioni. Sette chili e mezzo.
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Come si fa un blog. Consigli per farmacisti

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Sono preoccupato.

La settimana scorsa due colleghe mi hanno candidamente confessato di leggere, con sufficiente regolarità, il mio blog.

Questa mattina il farmacista mi ha chiesto "Come si fa un blog?"

E sono cose che inquietano, perché, in un modo o nell’altro, ti fanno capire che il tuo blog vive di vita propria e che sta andando ben oltre il punto in cui lo avresti ragionevolmente portato.

E allora "Come si fa un blog?" E che ne so?
Voglio dire, io ho cominciato a mettere insieme dei pensieri e degli scritti sparsi, su argomenti disparati, inizialmente per metterli un po’ in ordine, poi la cosa mi ha preso la mano o, forse, si è modellata da sola e risponde meglio a ciò che avrei voluto.

Qualche consiglio da farmacisti, però, me la sento di darlo.

Prima di tutto non usate nick o pseudonimi vari. Non importa quello che avete da dire o come sapete dirlo. Importa che siate voi a dirlo. Intendo dire voi nome e cognome, persone identificabili in modo inequivocabile.
E’ veramente spiacevole trovare dei blog anche ben scritti, divertenti, brillanti, anche profondi, e sapere che l’autore di quello che ci è tanto piaciuto è Pachiderma68, piuttosto che Bambinella72.
Probabilmente avete bisogno o timore di non essere identificati, ma se non volete che la gente vi riconosca allora, molto probabilmente, non avete nemmeno bisogno di scrivere un blog.

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