Cittadella: con la compagna disabile la gita a Parigi costa troppo

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Io non lo so se la vita a Cittadella era bella perché stavo bene io o se vivevo effettivamente in un luogo in cui le cose più stravaganti accadevano proprio lì. Fatto sta che mi manca infinitamente.

Poi, certo, Cittadella ogni tanto si è ricordata di me e si è fatta sentire. Con la triste storia del ragazzo arrestato per reati connessi a una accusa di terrorismo, con quella ancor più triste dell’ordinanza del sindaco Massimo Bitonci che prevedeva una soglia minima di reddito per i cittadini extracomunitari che volessero risiedere nel comune, come l’avviso di garanzia allo stesso Bitonci per l’ordinanza suddetta, come il divieto di vendere il kebab nel prezioso centro storico -le mura di Cittadella sono vecchie di secoli e secoli, hanno visto cose ben peggiori delle persone che vanno a mangiare un panino e di quelle che lo vendono!-, fino a una poliziotta che si è rivolta con le parole “Io sono un ispettore di polizia e lei non è nessuno” a una cittadina che stava proteggendo un minore.

Ma leggo sulla rivista “San Francesco Patrono d’Italia” (non sono solito leggere quelle cose, ci sono arrivato grazie alla segnatazione di Daniela Q. su Facebook) che al Fanoli (il Liceo Artistico di Cittadella) una quinta voleva andare in gita a Parigi. Sì, sì, dài, dài, figo, si va a Parigi. Ma di quella classe fa parte anche una ragazza disabile. Che per quattro anni ha rinunciato alla gita scolastica, quest’anno proprio no. Ci vuole andare anche lei a Parigi. Giustamente.
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