Roseto degli Abruzzi: settanta persone intossicate per un pranzo a base di pesce

Sono le classiche notizie dell’estate, quelle che guardi distrattamente passando davanti alla "civetta" del giornale (rigorosamente "il Centro") che ti informa che in ben settanta persone sono andate a mangiare in un ristorante di Nonsisadove sulla costa tra Giulianova e Roseto degli Abruzzi, e si sono intossicati tutti finendo all’ospedale.

E’ un tormentone estivo: il pesce, il pesce, la gente vuole andare a mangiare il pesce, pesce buono, pesce fresco, ah che bella mangiata di pesce, sì, sì, stasera andiamo a farci una cenetta di pesce, e naturalmente il vino bianco che sia ben fresco, come il pesce non ce n’è, mangi il pesce fresco e stai leggero, non come la carne che ti fa stare pesante come un maiale gonfio su un palloncino bucato, col pesce vai sempre bene, ma che ti frega, mangiati un po’ di pesce e hai il sapore del mare in bocca…

Sì, e sette giorni di prognosi per settanta persone totale 490 giorni di ferie pagate andati a donnine allegre.
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L’insostenibile pesantezza del Bed-Jumping

Si chiama Bed-jumping o qualcosa del genere ed è l’ultima imbecillata dell’estate.

Siccome la gente non è ancora abbastanza cretina, allora si sono inventati un nuovo modo per dimostrare a tutti che sì, la gente è veramente rimbecillita.

Siete in vacanza? Alloggerete certamente in un albergo, una di quelle cose inutilissime che purtroppo si devono prenotare perché, vedi tu, a volte la genmte anche quando è in vacanza dortme, invece di andare in giro a rompere i coglioni, oppure ha bisogno di un punto di riferimento per fare cose assolutamente noiose e ridondanti, come lavarsi, per esempio.

Gli alberghi sono quelle cose in cui uno dà libero sfogo alle proprie frustrazioni e ai desideri più reconditi. Negli alberghi si può rubare l’asciugamano, la saponettina, lo shampoo, il gel per la doccia…e da oggi si può anche volare sul letto (in modo che il peso del corpo lo rompa, perché se no non siamo sufficientemente pirla) e mentre si vola (sia pure con un salto carpiato, riportato, avvitato… c’è gente che Klaus Di Biasi lo prende di tacco!).

Resta inteso che mentre si vola bisogna farsi riprendere o fotografare (dalla fidanzata, dal marito, dal compagno o la compagna di stronzate!), si invia la cazzata dell’anno a www.bedjump.com, che lo pubblica e così anche la gente anonima può avere il suo momento di notorietà in Internet.

Molte delle testimonianze su quel sito (rigorosamente “del cazzo!”) sono fotomontaggi.

Molti però sui letti ci zompano sul serio. E non è la pubblicità della rete “Ondaflex” (bidibodibù!) che andava di moda ai miei tempi, no, è proprio la stronzata dell’anno, speriamo che qualcuno ci si ammazzi.

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Caldo!

Caldo.
Caldo infame, fetido, notti che sanno di caldo, lenzuola che sanno di caldo, aria che puzza di caldo.
Estate. L’estate sta finendo, l’estate è finita ma la coperta non è ancora gelata, quanto cazzo dura quest’estate, siamo a fine mese, ci dovrebbero essere le gocce di rugiada intorno a me, cerco il sole ed eccolo lì, caldo e spietato, la campagna non dorme, no, è piena di caldo e zanzare, e gli irrigatori fanno zip zip zip zip in continuazione, che l’acqua non c’è più, se l’è portata via il caldo, vaffanculo.
Mare. Mare caldo, chiaro e trasparente come non lo sono mai stato, cazzo me ne frega del mare. Olio, olio abbronzante, creme doposole, idratanti, emolienti, al cocco, coccobelloooooo, cazzo avrete da strillare così, e i bambini entrano in acqua, e le mamme gridano dietro, li rincorrono, ti schiaffano la sabbia addosso, ma un po’ di attenzione no?
Pizze. La gente mangia le pizze. D’estate, col caldo, pizza calda, pizza margherita, col Wurstel, con le patate, si abbottano tutti di pizza e di caldo, si macchiano le canottiere, ma esistono ancora le canottiere?…quelle con le spalline, saranno secoli che non le vedevo più, e ci venite in pizzeria, mi dia quel pezzo lì col salame piccante e la cipolla anzi no, me la scaldi, e si aggiunge caldo a caldo, come se non bastasse mai.
Ciabatte. Cazzo, ma i sandali non usano più? Solo ciabatte. Infradito, di plastica, che ci sudi dentro, che ti spuntano fuori le dita a chiedere pietà, ciabatte di cuoio, di quelle incrociate, da pensionato, marroni, che fanno ospedale, reparto oncologia, senza speranza, come il caldo che fa, come tutta l’estate, che il diavolo se la porti.
Traffico. File, macchine stipate all’inverosimile, traffico lento ma scorrevole, dovrebbero ammazzarli quelli che dicono “traffico intenso ma scorrevole”, ma mi prendete per il culo? Mi faccia il pieno, e la benzina che scende nel serbatoio dalla pistola ti fa vedere l’asfalto tremolante, come quando fa caldo, sono sessantaquattro euro che faccio, lascio? Paga col Bancomat, in contanti o con la carta di credito e tiri fuori il portafoglio ed è sudato anche lui, banconote impregnate di caldo che si accartocciano, si ammosciando, si intridono, chissà come mai con le lire non succedeva.
Previsioni del tempo. Le temperature non subiranno variazioni di rilievo e si prevedono in ulteriore sensibile aumento soprattutto nei valori massimi, accidenti a voi e a quando non lo dite a chiare lettere che farà ancora più caldo, io devo riprendere a lavorare, le vacanze sono finite, il prossimo collegio docenti è convocato alle ore 10 del 3 settembre per l’approvazione del POF, e stavolta mi avete fregato ma l’anno prossimo mi prenoto le vacanze a Helsinki.
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