Ischia: bambina bocciata in prima elementare

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E’ ricominciata l’odiosa e appicciaticcia mania dei sondaggi via web. Si vede che la bolla di caldo africano non bastava. Da adesso in poi, per narcotizzarci meglio, i giornali ci chiederanno se siamo favorevoli a quelli che mettono i piedi fuori dal finestrino mentre viaggiano sul sedile del passeggero in autostrada, oppure se siamo d’accordo con quelli che mettono il parasole al finestrino quando vanno al mare o se ci sembra un accessorio inutile e démodé.

La notizia di oggi la fornisce il Corriere del Mezzogiorno. Una bambina di Ischia è stata bocciata in prima elementare.

Apriti cielo e spalàncati terra! Una bambina bocciata in prima elementare? Non sia mai, si ricorre al TAR (è giusto, è un diritto dei genitori), la bambina non può essere denigrata così, la scuola si difende dicendo che la famiglia era avvertita fin dal primo quadrimestre, ma soprattutto, di questo fatto si deve fare notizia e sondaggio, prima ancora che si pronuncino i tribunali e siano fatte valere le carte bollate.

E la domanda rivolta all’opinione pubblica è sempre la solita: vi sembra giusto?

Domanda mal posta e perfettamente fuorviante, perché il punto è uno solo: dov’è scritto che un alunno di prima elementare non possa o non debba essere bocciato?

E’ vero, il 99,9% dei bambini che frequentano la prima elementare poi vengono promossi. O, come si dice in burocratese, "ammessi alla classe successiva".
E’ un evento talmente frequente che ormai non ci si fa più caso. Ma lo 0,1% esiste, e sarebbe anche l’ora di considerarlo un evento naturale, o, quanto meno, possibile.

Cos’è, non si bocciano i bambini solo perché sono bambini? Non mi sembra decisamente una valutazione di pregio o sufficiente, Tanto poi i genitori si lamentano del fatto che, comunque, verranno bocciati alle medie (quando li bocciano) o alle superiori. "Ma come, alle elementari andava così bene, aveva tutti otto e nove…" Ecco, e adesso non ha voglia di fare una verza. Perché, non può succedere che sia stato sopravvalutato? Oppure, semplicemente, non è ancora maturato abbastanza per affrontare l’anno successivo. E’ un peccato mortale bocciarlo? No, e allora?

Il falso buonismo donmilaniano imperante (falso proprio perché nonm ha nulla a che fare con il pensiero originale di Don Milani)  ha fatto danni, e mi piace pensare al coraggio degli insegnanti che hanno avuto l’ardire di mettere la firma su una bocciatura e di passare l’estate a difendersi davanti al TAR del Lazio.

Esami di maturita’ 2011: la paura per la terza prova (“quizzone”)

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Ora però bisognerebbe avere il corraggio di dirlo che questo tam-tam scrotale degli Esami di Stato (ma la chiamano ancora "Maturità") ha esaurito la capacità contenitiva degli attributi sferico-ovoidàli degli umori seminali dell’universo mondo.
E basta un po’!
Sembra che se non si parla subito e a lungo dell’incolmabile e inarrivabile stress a cui sono ridotti i nostri pargoli diciottenni per stare sei ore a scegliere una traccia di italiano che viene dal Ministero, la gente stia male.
Il giorno dello scritto se non si passa la nottata su Facebook, nelle chat, a cercare su Internet le ultime indiscrezioni su chi sarebbe uscito ("Ve l’avevo detto che sarebbe venuto fuori Svevo!" – Sì, dalla tomba a corcarti di mazzate, magari…) sembra di commettere un reato ai danni della convivenza civile.
Pare che questi ciufoloni se si buttano a letto a dormire (magari senza Lexotan) per cercare di riposare e di ritrovare un po’ le forze, contravvengano a una legge sociale non scritta che prevede che uno le proprie paure debba per forza buttarle in mezzo a qualche social network del cavolo, se no non sei abbastanza di tendenza.
E pare che se alle 8,31 in punto i temi di italiano non sono in Internet ad opera della bravata dell’ennesimo pirla che si è portato lo smartphone nel calzino e ha depositato sulla cattedra il Motorola TACS del nonno, rischiando di mandare a puttane un anno intero della propria vita, non si soffra abbastanza.
Se il mondo intero non sa che c’è da analizzare la poesia "Lucca" di Ungaretti (lirica che, probabilmente, lo stesso Ungaretti si era dimenticato di avere scritto), e, soprattutto, se non lo sa subito, si rischia l’apnea. E’ la sindrome da paralisi di comunicazione con l’esterno, per sei ore. Cazzo te ne frega di internet, fai la tua prova, no? O pretendi che il mondo sappia che hai fregato la commissione?
Invece no, le notizie, le cronache, i commenti, e soprattutto le traduzioni delle versioni di latino della seconda prova devono essere immediatamente reperibili in rete magari con i soliti commenti triti e ritriti ("era facile!" e va beh, se era facile com’è che hai avuto bisogno di copiarla o di mandarla in giro, pirla?) magari rilanciati dai quotidiani che non vedono l’ora di riempirci qualche pagina unitamente alle interviste dei primi eroi che, simili ai prodi americani sbarcati in Normandia, varcano i portoni pesanti della scuola (che avevano varcato chissà quante volte fregandosene bellamente e altamente di quello che vi avevano appreso), vampirizzati da quei siti web che hanno nomi imprponibili come "SOS Esami" o "Te la diamo noi… la traccia! (Chissà cosa avevi capito, brutto maialone…)" e che sono un po’ come un regalo di Natale, durano due o tre giorni all’anno e poi nessuno ne parla più, finiti, sepolti tra un saggio breve e un brano di Giovanni Verga, con in mezzo una citazione di Andy Warhol.

Poi domani c’è la terza prova. Ma chiamarla "terza prova" pare brutto e allora meglio soprannominarla "quizzone", che fa tanto "Chi vuol esser milionario". Ecco, non sono le domande sulle cose che si sono stuidiate durante l’anno, è una sorta di lotteria, di "Win for life", di slot machine della cultura e del sapere, se quelli della commissione fanno i bravi è segno che i ragazzi sono bravi, se fanno gli stronzi è segno che gli stronzi sono loro, non fa una grinza, perché di studiare non se ne parla.

E allora basta davvero, che questi professionisti del copia-incolla col sorrisino innocente di chi pensa sotto sotto "Ora vi frego tutti!" si preoccupino pure e si caghino anche un po’ sotto, tanto chi ha studiato davvero non ha nulla da temere.

Esame conclusivo primo ciclo – Allegato tecnico per lo svolgimento della prova nazionale – Seconda Lingua Comunitaria

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Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica

Roma, 7 giugno 2011

Oggetto:Esame di Stato conclusivo del primo ciclo (a. s. 2010/2011): – allegato tecnico per lo svolgimento della prova nazionale; – valutazione della seconda lingua comunitaria.

Si trasmette, come di consueto, l’allegato tecnico relativo alle modalità di svolgimento della prova nazionale nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo.

Al riguardo è opportuno sottolineare che l’Istituto Nazionale per la Valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, accogliendo le istanze provenienti da diverse scuole, ha previsto di aumentare da 60 a 75 minuti il tempo a disposizione degli studenti per lo svolgimento di ciascuna prova, rimanendo invariato l’impianto, la struttura e la complessità della prova nazionale.
Inoltre, sempre in accoglimento delle richieste delle scuole, si è previsto che ai candidati venga proposta prima la prova di matematica (primo fascicolo) e, dopo la pausa di 15 minuti, la prova di italiano (secondo fascicolo).
Per quanto riguarda la valutazione della seconda lingua comunitaria nell’ambito dell’esame di Stato, si confermano le indicazioni di carattere generale fornite con la circolare ministeriale n. 46 del 26 maggio 2011.
Tuttavia, in risposta ai quesiti pervenuti, si precisa che i collegi dei docenti potranno mantenere ferme le eventuali diverse scelte già operate, qualora le ritengano più rispondenti alla programmazione scolastica.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to Carmela Palumbo 

SCARICA L’ALLEGATO TECNICO IN PDF

Circolare ministeriale n. 46 del 26 maggio 2011 – Valutazione degli alunni ed esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione

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Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica

Roma, 7 giugno 2011

Oggetto:Esame di Stato conclusivo del primo ciclo (a. s. 2010/2011): – allegato tecnico per lo svolgimento della prova nazionale; – valutazione della seconda lingua comunitaria.

Si trasmette, come di consueto, l’allegato tecnico relativo alle modalità di svolgimento della prova nazionale nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo.

Al riguardo è opportuno sottolineare che l’Istituto Nazionale per la Valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, accogliendo le istanze provenienti da diverse scuole, ha previsto di aumentare da 60 a 75 minuti il tempo a disposizione degli studenti per lo svolgimento di ciascuna prova, rimanendo invariato l’impianto, la struttura e la complessità della prova nazionale.
Inoltre, sempre in accoglimento delle richieste delle scuole, si è previsto che ai candidati venga proposta prima la prova di matematica (primo fascicolo) e, dopo la pausa di 15 minuti, la prova di italiano (secondo fascicolo).
Per quanto riguarda la valutazione della seconda lingua comunitaria nell’ambito dell’esame di Stato, si confermano le indicazioni di carattere generale fornite con la circolare ministeriale n. 46 del 26 maggio 2011.
Tuttavia, in risposta ai quesiti pervenuti, si precisa che i collegi dei docenti potranno mantenere ferme le eventuali diverse scelte già operate, qualora le ritengano più rispondenti alla programmazione scolastica.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to Carmela Palumbo 

SCARICA L’ALLEGATO TECNICO IN PDF

Esami di Stato – Le seconde prove

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Licei

Versione dal Greco (indirizzo classico)
Matematica (indirizzo scientifico)
Matematica (indirizzo scientifico – P.N.I.)
Lingua straniera (indirizzo linguistico)
Pedagogia (indirizzo socio-psico-pedagogico Brocca)
Figura disegnata (artistico -I e II sezione)

Istituti Tecnici

Economia aziendale (sezione commerciale – giuridico economico aziendale)
Ragioneria ed economia aziendale (sezione commerciale – programmatori)
Tecnica professionale e amministrativa, organizzativa, operativa
  (sezione commerciale – periti aziendali e corrispondenti in lingue estere)
Lingua straniera (sezione per il turismo)
Estimo (geometri)
Agronomia e coltivazioni (sezione agraria)
Tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale
  (sezione industriale – chimico)
Topografia e disegno  (sezione industriale – edilizia)
Elettrotecnica (sezione industriale – elettrotecnica e automazione)
Informatica generale ed applicazioni tecnico scientifiche (sezione industriale – informatica)
Meccanica applicata e macchine a fluido (sezione industriale – meccanica)

Istituti Professionali

Economia d’azienda (tecnico della gestione aziendale – indirizzo informatico)
Economia d’azienda (tecnico della gestione aziendale – indirizzo linguistico)
Economia e gestione delle aziende ristorative (tecnico dei servizi della ristorazione)
Economia e tecnica dell’azienda turistica (tecnico dei servizi turistici)
Sistemi – automazione e organizzazione della produzione
  (tecnico delle industrie elettroniche)
Tecnica della produzione e laboratorio (tecnico industrie meccaniche)
Tecnica amministrativa (tecnico dei servizi sociali)

Istituti d’Arte

Progettazione (disegnatori di architettura e arredamento)
Progettazione (arte metalli e oreficeria)
Progettazione (decorazione pittorica)
Progettazione (arte ceramica)

Esami di Stato: e’ uscito Mussolini – Tutte le tracce della prova di italiano in PDF

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Pare che nessun giornale se ne sia accorto, o, peggio, che sia interessato ad occuparsene.

Tra i vari Levi,fra le foibe, gli UFO (sì, si sono visti gli ufo agli esami di Stato), la traccia di argomento storico riprendeva una citazione da un discorso del 1925 dello zio Benito. Quello in cui si dichiara il capo di quella associazione a delinquere che fu il fascismo. Ci mancava solo nonno Itle e poi eravamo a posto. Oltretutto si tratta evidentemente del discorso in cui il Dvce rivendica la paternita’ del delitto Matteotti. Che c’entra con i giovani?

Ma non temete, al Ministero, per rispetto della “par condicio” ci hanno messo anche il cugino Palmiro.

Voi potete scaricare da qui le tracce dell’esame di Stato.

Il voto di condotta fa media per gli Esami di Stato – Circolare n. 46 del 7 maggio 2009

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La fase degli scrutini conclusivi è uno dei momenti qualificanti dell’anno scolastico, poiché costituisce la naturale verifica collegiale degli esiti del processo di insegnamento-apprendimento.
In quanto tale la valutazione degli alunni non può non considerare con la dovuta attenzione i risultati effettivi, in termini di conoscenze e competenze, raggiunti dagli alunni. Al tempo stesso, la valutazione non può risolversi nel semplice calcolo matematico dei voti da essi conseguiti nelle singole discipline, poiché essa investe, come ben sanno dirigenti e docenti, anche una serie di variabili (da quelle personali, temporali e ambientali) che contribuiscono a definire il profilo del singolo alunno e il livello della sua preparazione.
In proposito, anche in relazione ai numerosi quesiti pervenuti dalle scuole e al fine di evitare interpretazioni non uniformi, si ribadisce che il voto di comportamento concorre alla valutazione complessiva dello studente (art. 2, comma 3, legge 30 ottobre 2008, n. 169).
Con riferimento all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, si conferma, pertanto, che il voto di comportamento, per l’anno scolastico corrente (art. 2, comma 1 dell’O.M. 8 aprile 2009, n.40), concorre alla determinazione della media dei voti ai fini sia dell’ammissione all’esame stesso sia della definizione del credito scolastico. Rimane, ovviamente, l’esclusione dall’esame finale di Stato degli studenti con un voto di comportamento inferiore a 6 decimi.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to Mario Giacomo Dutto

Il diploma con la pistola

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(screenshot da repubblica.it)

A Battipaglia trionfa la cultura del diplomificio.

Al punto che se un poveretto Presidente di una Commissione degli esami di Stato non promuove 55 ragazzi viene minacciato di morte con una pistola.

Non è più il gesto isolato di qualche genitore che non vuol vedere la realtà per quella che è, è l’asfissia di un sistema.

Perché passi che il ragazzo non vada bene frequentando la scuola pubblica, ma se va a un istituto privato parificato DEVE essere promosso, se non altro perché la gente paga. E se non viene promosso è roba da colpi di rivoltella.

Il povero Presidente ha detto "Ho paura!" (e ti credo) e ha aggiunto che questa è la fine della scuola.

Se n’è accorto anche lui.

Maturita’ dei maturati e immaturita’ dei maturandi

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Edith Linke, cittadina della Repubblica Ceca, oggi ha sostenuto, all’età di 85 anni, la prima prova scritta dell’esame di Stato.

Con la diligenza che le deriva dalla sua età si è presentata sui banchi di scuola e con umiltà si è messa un vocabolario di italiano accanto e si è compostamente seduta insieme a tutti gli altri.

La foto tratta dal Corriere della Sera on line, la mostra oggetto delle amorevoli premure del Presidente o di un commissario interno.

Ma sullo sfondo, neanche poi tanto, si vede la ragazza dell’ultima fila che sta palesemente con i piedi sul banco, evidentemente vestita della stessa umiltà e decoro della sua collega ottuagenaria, senza che nessuno le dica alcunché, in attesa di svolgere con chissà quale acume critico, magari l’analisi del testo della poesia di Eugenio Montale.

Qui sotto il particolare in una versione ingrandita con molta perdita di definizione (in ossequio alle norme sul diritto d’autore), tanto è roba made in Paint Shop Pro 4.0, cosa volete pretendere…

Resoconto stenografico dell’approvazione dell’o.d.g. Calderoli al Senato sugli “esami di riparazione”

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PRESIDENTE. Avverte che è stato presentato l’ordine del giorno G100 (v. Allegato A).

SOLIANI, relatrice. Esprime parere favorevole. 

BASTICO, vice ministro della pubblica istruzione. Accoglie l’ordine del giorno.

CALDEROLI (LNP). Chiede la votazione dell’ordine del giorno G100, ritenendo che l’Assemblea debba pronunciarsi sugli esami di riparazione. 

ASCIUTTI (FI). Dichiara voto favorevole all’ordine del giorno, ritenendo che la reintroduzione degli esami di riparazione richieda uno specifico disegno di legge. (Applausi dal Gruppo FI).

RANIERI (Ulivo). A titolo personale annuncia un voto contrario, ritenendo improprio parlare di esami di riparazione laddove si tratta di una procedura concordata per recuperare debiti scolastici. 

PRESIDENTE. L’espressione non va intesa in senso letterale.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CALDEROLI (LNP), il Senato approva l’ordine del giorno G100.

(Allegato A)

ORDINE DEL GIORNO

    G100

    CALDEROLI, DAVICO

    Approvato

    Il Senato,

            premesso che:

                il Ministro della pubblica istruzione ha emanato in data 3 ottobre 2007 un proprio decreto in cui si prevedono verifiche, a conclusione delle attività di sostegno e di recupero, che possono determinare la non ammissione dello studente alla frequenza della classe successiva;

                il decreto di cui sopra reintroduce, di fatto, gli esami di riparazione aboliti dalla legge 8 agosto 1995, n. 352,

            impegna il Governo a riferire alle competenti Commissioni e, valutato il conseguente dibattito, a intraprendere le eventuali necessarie iniziative.

Il Decreto Fioroni sul ritorno degli “esami” a settembre

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Vista la legge 11 gennaio 2007, n. 1, recante "Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università", che sostituisce gli articoli 2, 3 e 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, in particolare l’art. 2, comma 1;

Visto il Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e successive modificazioni e, in particolare, l’art. 4;

Vista la Legge 14 gennaio 1994 n. 20 e in particolare l’art. 3, comma 1, lettera b);

Visto il Testo Unico, di cui al Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e in particolare l’articolo 193, comma 1, riguardante gli scrutini finali di promozione;

Visto il Decreto del Presidente della Repubblica dell’8 marzo 1999, n. 275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, e, in particolare, l’art. 4, commi 4 e 6 e l’art. 14, comma 2 per le parti che riguardano il recupero del debito formativo;

Vista l’Ordinanza ministeriale del 21 maggio 2001, n. 90, in particolare l’art. 13, concernente gli scrutini finali negli istituti di istruzione secondaria superiore;

Vista la legge dell’8 agosto 1995, n. 352 recante disposizioni urgenti concernenti l’abolizione degli esami di riparazione e di seconda sessione e l’attivazione dei relativi interventi di sostegno e di recupero;

Visto il Decreto ministeriale del 22 maggio 2007, n. 42 recante modalità di attribuzione del credito scolastico e di recupero dei debiti formativi nei corsi di studio di istruzione secondaria superiore;

Considerato che la valutazione ha l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità degli apprendimenti e a innalzare i traguardi formativi delle singole istituzioni scolastiche e del Paese;

Preso atto che le attuali modalità di recupero dei debiti formativi non assicurano una adeguata risposta al tempestivo superamento delle carenze riscontrate negli studenti durante il loro percorso scolastico;

Considerato opportuno che il recupero dei debiti venga effettuato entro la conclusione dell’anno scolastico in cui questi sono stati contratti affinché, oltre a sviluppare negli studenti una maggiore responsabilizzazione rispetto ai traguardi educativi prefissati, garantisca la qualità del percorso formativo e la corrispondenza, rispetto agli obiettivi del piano dell’offerta formativa, dei livelli di preparazione raggiunti dalla classe, come prerequisito per la programmazione didattica dell’anno scolastico successivo, favorendo negli studenti stessi un compiuto e organico proseguimento del proprio corso di studi, in coerenza con gli obiettivi formativi specifici per ciascun anno dell’indirizzo seguito;

Ravvisata pertanto la necessità di procedere ad una più efficace applicazione del vigente istituto giuridico dei debiti formativi, con particolare riferimento ai tempi e alle modalità di regolazione del saldo dei medesimi debiti formativi, da realizzarsi in data certa;

Ritenuto di dovere quindi procedere ad una interpretazione della normativa vigente, funzionale a tale più efficace applicazione;

Visto il parere del C.N.P.I., espresso nell’adunanza plenaria del 21/09/07 :

D E C R E T A :

Art. 1

Le attività di sostegno e di recupero, come previsto dal D.M. n. 42 del 22 maggio 2007, costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta formativa.

Le istituzioni scolastiche sono tenute comunque a organizzare, subito dopo gli scrutini intermedi, interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che in quella sede abbiano presentato insufficienze in una o più discipline, al fine di un tempestivo recupero delle carenze rilevate.

Art. 2

Gli studenti di cui all’articolo 1 sono tenuti alla frequenza degli interventi suddetti. Al termine di tali attività saranno effettuate, da parte dei docenti delle discipline della classe di appartenenza, verifiche intermedie di cui si dà comunicazione alle famiglie.

Qualora i genitori o coloro che ne esercitano la relativa potestà non ritengano di avvalersi dell’iniziativa di recupero organizzata dalle scuole, debbono comunicarlo alla scuola stessa, fermo restando l’obbligo per lo studente di sottoporsi alle verifiche di cui al primo comma.

Art. 3

Nella organizzazione degli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi può essere adottata, – anche nell’ambito della utilizzazione della quota del 20% prevista dal D.M. n. 47 del 13.06.2006 – una articolazione diversa da quella per classe, che tenga però conto degli obiettivi formativi che devono essere raggiunti dagli alunni.

Le istituzioni scolastiche possono individuare e/o approvare anche modalità diverse ed innovative di attività di recupero attraverso l’utilizzazione dei docenti della scuola,ai sensi della vigente disciplina contrattuale, e/o collaborazioni con soggetti esterni, volte a soddisfare gli specifici bisogni formativi di ciascuno studente.

In tutti i casi i Consigli di classe, su indicazione dei singoli insegnanti delle materie oggetto di recupero, mantengono la responsabilità didattica nell’individuare la natura delle carenze, nell’indicare gli obiettivi dell’azione di recupero e nel verificarne gli esiti ai fini del saldo del debito formativo. Il Dirigente scolastico è tenuto a promuovere, nel rispetto delle prerogative degli Organi Collegiali della scuola, gli adempimenti necessari per assicurare lo svolgimento delle attività programmate.

Art. 4

Il recupero dei debiti formativi può avvenire anche utilizzando modalità laboratoriali.

Art. 5

Nei confronti degli studenti per i quali, al termine delle lezioni, è stato constatato il mancato conseguimento della sufficienza in una o più discipline, che non comporti tuttavia un immediato giudizio di non promozione, il Consiglio di classe procede al rinvio della formulazione del giudizio finale.

La scuola comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di classe, indicando le specifiche carenze rilevate per ciascuno alunno dai docenti delle singole discipline e i voti proposti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali l’alunno non ha raggiunto la sufficienza. Contestualmente vengono comunicati gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi che la scuola è tenuta a portare a termine entro la fine dell’anno scolastico, le modalità e tempi delle relative verifiche.

Analogamente a quanto previsto dal precedente art. 2, se i genitori o coloro che ne esercitano la relativa potestà non ritengano di avvalersi delle iniziative di recupero organizzate dalle scuole, debbono comunicarlo alla scuola stessa, fermo restando l’obbligo per lo studente di sottoporsi alle verifiche di cui al comma precedente..

Art. 6

A conclusione dei suddetti interventi didattici, di norma entro il 31 agosto dell’anno scolastico di riferimento, salvo particolari esigenze organizzative delle istituzioni scolastiche, e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, il Consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei risultati conseguiti e alla formulazione del giudizio definitivo che, in caso di esito positivo, comporta l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva.

Art 7

Nei confronti degli studenti valutati positivamente in sede di verifica finale al termine del terz’ultimo e penultimo anno di corso, il Consiglio di classe procede altresì all’attribuzione del punteggio di credito scolastico.

Art. 8

Per i candidati agli esami di Stato, a conclusione dell’anno scolastico 2007/2008, continuano ad applicarsi – relativamente ai debiti formativi e all’attribuzione del punteggio per il credito scolastico, ai sensi dell’art. 3, comma 1, della legge 11 gennaio 2007, n. 1 – le disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della medesima legge n. 1/2007.

A decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, per gli studenti dell’ultimo anno di corso che nello scrutinio del primo trimestre o del primo quadrimestre presentino insufficienze in una o più discipline, il Consiglio di classe predispone iniziative di sostegno e relative verifiche, da svolgersi entro il termine delle lezioni, al fine di porre gli studenti predetti nella condizione di conseguire una valutazione complessivamente positiva in sede di scrutinio di ammissione all’esame di Stato.

Art. 9

Il piano dell’offerta formativa di ciascuna istituzione scolastica definisce le modalità di recupero e di verifica dell’avvenuto saldo dei debiti formativi, sulla base di criteri generali stabiliti con Ordinanza del Ministro della Pubblica istruzione.

Le relative modifiche del piano dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2007/2008 sono effettuate entro il 31 dicembre 2007 e comunicate alle famiglie.

Art. 10

I criteri per la utilizzazione del personale docente e non docente da impiegare nelle attività di recupero e le modalità di attribuzione dei relativi compensi sono definiti in sede di contrattazione nell’ambito delle risorse specificamente dedicate agli interventi di recupero didattici ed educativi confluite nel fondo di istituto delle singole istituzioni scolastiche, e delle ulteriori risorse che verranno destinate alle medesime istituzioni scolastiche a carico del capitolo 1287 del Bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione per l’anno finanziario 2007 e seguenti.

Art. 11

Il presente Decreto è trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera b), della legge 14 gennaio 1994 n. 20.