La tormentata storia di Diletta Leotta

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Diletta Leotta è stata ed è vittima di cyberbullismo.

Diciamolo subito e senza possibilità di equivoci: quello che ha subito è stato ed è inqualificabile, quindi da condannare senza mezze misure e in quanto tale.

E’ andata a parlarne a Sanremo, arena di ogni possibile pettegolezzo, con una mise non proprio castigatissima. E qualcuno ha avuto da ridire e da mormorare sul suo look. Incoscienti, mica si poteva pretendere che la Leotta andasse alla kermesse canterina in jeans e maglione! Del resto Sanremo è un palcoscenico internazionale e dovrà pur far vedere le sue grazie dopo che è stata ingiustamente cyberbullonata.

Fatto sta che sul sito web de “Il Fatto Quotidiano” è apparso un articolo dal titolo “Diletta Leotta poteva parlare di cyberbullismo anche in mutande” a firma di una certa “Eretica”, perché, si sa, il  vizio di firmarsi con nome e cognome è sempre duro a morire. La domanda che si pone la blogger è questa: “Se lei mette una gonna con lo spacco e poi parla di cyberbullismo non è credibile?”

La risposta è no.

E’ esattamente come se il mio medico mi consigliasse di smettere di fumare mentre si accende una Marlboro. O come se un insegnante rispondesse al cellulare in classe (magari a una chiamata importante, non dico mica di no!) e poi pretendesse che gli alunni non utilizzassero il telefono. E’ come se Vittorio Sgarbi andasse in televisione a parlare di diffamazione.
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