Azouz Marzouk dichiara a Retequattro: “Olindo e Rosa forse innocenti”

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Ieri sera in una oscura trasmissione andata in onda su Retequattro (ma come cavolo si scrive "Retequattro"? "Retequattro??", "Rete quattro"??? "Rete4????") che si intitola "Quarto grado" (la definisco "oscura", come la selva, perché non l’ho mai guardata in vita mia, quindi non la conosco), Azouz Marzouk, il tunisino a cui hanno massacrato la famiglia nella strage di Erba, quella in cui sono stati incriminati e condannati sia in primo che in secondo grado Olindo e Rosa (quelli che si chiamano "Olly" e "Ciccia" nelle intercettazioni ambientali trasmesse dalla TV), ha dichiarato: «Nell’indagine manca qualcosa».

Cazzo, e ce lo dice così?

Ha perso la moglie e il figlio, ci sono stati due gradi di giudizio in cui è stato ascoltato, sentito, interrogato, in cui ha avuto modo di precisare, ribattere, chiosare, dichiarare e asserire, dopo tonnellate e tonnellate di carte esce un’intervista a Retequattro (l’emittente ufficiale di stato, si badi bene…) in cui asserisce che in carcere ci sarebbero, a suo dire «due persone forse innocenti, forse colpevoli».

Cioè, secondo Marzouk ci sarebbero (che palle questo obbligo del condizionale ogni volta che si parla di ipotesi accusatorie, il condizionale devono averlo inventato per evitare querele per diffamazione… ma pare che sia necessario seguirle queste cazzate linguistico-giuridiche…) estremi per poter pensare che Olindo e Rosa potrebbero essere innocenti o che, comunque, ci sono delle lacune nelle indagini.
Lacune che permetterebbero, sempre a suo dire, di insinuare quel "ragionevole dubbio" al di là del quale una persona deve essere dichiarata non colpevole.

E ve lo immaginate se Olindo e Rosa fossero davvero innocenti?

Si tratterebbe di una delle sentenze più clamorose della storia giudiziaria italiana. Due sposi un po’ in là con l’età, senza figli, che hanno chiesto una cella matrimoniale, linciati dall’Italia intera, additati come assassini sanguinari, quelli che andavano pazzi per i panini di McDonald’s, sarebbero innocenti e, quindi, l’opinione pubblica sarebbe colpevole.

E dirlo prima no, eh??

Presunti assassini in Erba

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Li hanno presi, e loro, alla fine, hanno confessato. Sarebbero stati loro. A compiere una orribile strage maturata nel rancore, nel disgusto, nella più totale e bieca rabbia, cieca anche davanti allo sgozzamento di un bambino. Per una volta, non è stato l’extracomunitario su cui, naturalmente, si erano concentrati i primi sospetti degli inquirenti e i primi e sempiterni pregiudizi dei cittadini.

A Erba. Cittadina della Brianza, tutta supermercati e banche, dove ha sede, tra l’altro, la redazione di Radio Maria. In breve, una cittadina di persone che hanno tanti dindini in banca e una bella vita fatta di gipponi con le cassette di Raoul Casadei bene in vista, tra cui si nascondono un netturbino e una baby sitter che covano l’humus marcio e nauseabondo della vendetta più sanguinaria, l’eliminazione dell’altro, del diverso.

E il punto è che per una volta gli assassini non sono i “foresti”, quelli che “vengono da fuori a rubarci il lavoro e a dettare le regole a casa nostra”, no. Gli assassini sono loro, i rappresentanti di quel Nord inutilmente padano e leghista, che ha dimostrato di non essere esattamente migliore degli altri.

Sarà per questo che il Parroco, durante l’omelia della cerimonia religiosa funebre per una delle vittime ha invocato il silenzio sulla tranquilla cittadina di Erba: la vergogna richiede solo di tacere.