Ce l’abbiamo fatta! Inviati 200 euro a favore delle popolazioni terremotate dell’Emilia

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Bene, allora possiamo dire tranquillamente che ce l’abbiamo fatta.

Finalmente ho ricevuto il bonifico di 200 euro per la pubblicità indesiderata (si tratta di un rimborso spese stabilito dal Garante per la protezione dei dati personali) e di cui vi ho parlato per la prima volta qui:

https://www.valeriodistefano.com/un-ricorso-al-garante-della-privacy-per-le-popolazioni-terremotate-dellemilia.html

e di cui trovate il testo del provvedimento di qua

https://www.valeriodistefano.com/e-mail-pubblicitarie-non-richieste-200-euro-per-i-terremotati-dellemilia.html.

Come promesso ho girato subito il tutto a favore dei terremotati dell’Emilia attraverso l’“Associazione Italiana Fundraiser ASSIF”.

Volevo far presente che un ricorso presso il Garante della Privacy, qualunque sia il suo esito, costa COMUNQUE 150 euro (si tratta di diritti di segreteria), ma fare un bonifico di soli 50 euro, per una causa del genere, mi sembrava un po’ da pidocchi, quindi ho preferito devolvere la cifra intera.

La vicenda e’ iniziata il 6 giugno 2012 e si e’ conclusa 5 mesi e 20 giorni dopo.

Vi riporto lo screenshot del bonifico. Va bene così, no?

PS: I 200 euro li scalo dalla dichiarazione dei redditi e ci mancherebbe anche altro.

E-mail pubblicitarie non richieste: 200 euro per i terremotati dell’Emilia

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E’ stata pubblicato sul bollettino del Garante della Privacy il provvedimento emesso a seguito del mio ricorso presentato tempo fa per avere ricevuto una mail di propaganda (fatti di cui parlo qui).

Il Garante, come ho già detto, ha riconosciuto una liquidazione delle spese a mio favore nella misura di 200 euro.

Non appena tale liquidazione mi verrà versata (a tutt’oggi non l’ho ricevuta) sarà interamente devoluta alle popolazioni terremotate dell’Emilia e ve ne darò conto.

Preciso che il ricorso al Garante della Privacy costa 150 euro di diritti di segreteria, che devono essere comunque versati all’atto della presentazione, indipendentemente dall’esito del ricorso.

da: http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2075810

[doc. web n. 2075810]

Provvedimento del 20 settembre 2012

Registro dei provvedimenti
n. 255 del 20 settembre 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA l’istanza ex artt. 7 e 8 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) inviata da Valerio Di Stefano nei confronti di Italcube s.r.l., con la quale l’interessato, nel contestare la ricezione di una comunicazione promozionale inviata al proprio indirizzo di posta elettronica, ha chiesto di avere conferma dell’esistenza di dati personali che lo riguardano e di ottenere la loro comunicazione in forma intelligibile, di conoscerne l’origine, le finalità, le modalità e la logica su cui si basa il loro trattamento, nonché i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati e l’ambito di diffusione degli stessi; visto che il ricorrente si è altresì opposto all’ulteriore trattamento di tali dati, di cui ha sollecitato la cancellazione;
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Pubblicità indesiderata: 200 euro per i terremotati dell’Emilia

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Prima di fare fagotto, volevo rendervi edotti del fatto che il Garante per la Protezione dei Dati Personali, a decisione finale del ricorso presentato per l’invio di messaggi di pubblicità indesiderata (trovate qui tutti i dettagli), mi ha riconosciuto un rimborso spese di 200 euro. Ne ho spesi 150 per presentare il ricorso. Non mi importa, come ho già scritto devolverò tutto alle popolazioni terremotate dell’Emilia. Non pubblico i dati completi perché il dispositivo non è ancora stato pubblicato a sua volta sul bollettino del Garante della Privacy.

Ma ce l’abbiamo fatta.

Lo spamming del caffè e del parmigiano “terremotato”: presentato ricorso al Garante della Privacy

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Giorni fa ho parlato di un caso di “spamming” riguardante una ditta che vende caffè on line (non c’è niente di male a vendere caffè on line) che ha fatto una offerta speciale che prevede l’omaggio di un pezzo di parmigiano reggiano derivato dalle forme “terremotate” per tutti i clienti che avessero fatto un acquisto. Ho espresso in quell’articolo le mie perplessità.

Oggi ho fatto partire il ricorso annunciato presso il Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Come avevo detto, qualora mi dovesse venir riconosciuto anche solo un centesimo oltre i 150 euro che ho pagato per i diritti di segreteria, sarà impiegato per i bisogni dei terremotati dell’Emilia.

Ometto nomi e dati della controparte almeno finché il Garante non li pubblicherà.

Ecco il testo del ricorso:


Roseto degli Abruzzi, 17 giugno 2012

A: Garante per la protezione dei dati personali
Piazza Monte Citorio, 121
00186 Roma

Oggetto: Ricorso ai sensi dell’articolo 146 DL 196/2003

Il sottoscritto DI STEFANO VALERIO nato (…) e residente in (…), codice fiscale (…).

PREMESSO CHE
– il giorno 22/05/2012 alle ore 3:08 circa, perveniva sulla propria casella di posta elettronica 5555@6666.it una mail pubblicitaria dall’indirizzo ffff@iiii.com recante pubblicità non richiesta, anche sotto forma di link a pagina web esterna, inerente la promozione delle attività di vendita di confezioni di caffè;
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Alla parata militare sputò negli occhi a un innocente

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Noi gente del web, noi che teniamo su i blog, che siamo sui Social Network, noi persone più abituate all’http che all’affabulazione da bar, ogni tanto abbiamo idee bislacche e decisamente fuori luogo.

Come quella di annullare la festa del 2 giugno e chiedere che il risparmio sia devoluto alle popolazioni del sisma dell’Emilia, che stanno soffrendo davvero, altro che hashtag di Twitter e “mi piace” di Facebook.

Ci illudiamo, poveri principini dei telecomandi e dell’inutile software di schienza di gucciniana memoria, che i terremotati dell’Emilia siano gli “altri” da aiutare. Come se noi ne fossimo sempre, solo, comunque e definitivamente fuori.
E ci autoconvinciamo di lavarci la coscienza mandando un SMS dal nostro iPhone (perché quello non ce lo facciamo mancare, la parata del 2 giugno la vogliamo annullare, ma guai se ci auto-annulliamo da soli un trespoletto marchiato Steve Jobs da 700 euro e andiamo in giro con un Nokia o un Samsung da 25-30, che funziona lo stesso e allora vaffanculo, e diamo il resto a chi ne ha bisogno) o rinunciando a una festa che regalerebbe ai senza tetto soltanto gli spiccioli, come se la solidarietà fosse dare gli avanzi delle nostre cene luculliane al poveraccio che mendica un po’ di cibo e di sostegno fuori da casa nostra.
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