L'”emergenza neve” non esiste. Esiste l’emergenza dell’inerzia!

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La chiamano “Emergenza Neve”.

Ci prendono in giro a cominciare dalle parole. La neve può rappresentare un’emergenza se cade il 15 agosto. O alle Maldive.

Ma la neve il 10 febbraio, in pieno inverno, si può sapere che razza di emergenza è? Magari nelle località costiere può cogliere impreparati, tutt’al più può costituire un evento eccezionale, ma quando si parla di EMERGENZA si vuol significare che l’eccezionalità non risiede negli eventi, ma nell’impossibilità, nell’inerzia e nell’inadeguatezza ad affrontarli.

Nei giorni scorsi ci hanno detto “prendete le pale”, “ognuno si impegni a mantenere pulito il proprio marciapiede”, “fate attenzione”, “mai vista prima una situazione del genere”, “una nevicata così non si ricordava da tempo” (ah, allora non è vero che questa situazione non si è mai vista prima!).

E intanto le lezioni sono sospese da tanto, troppo tempo. Non è possibile che in una regione come l’Abruzzo, in cui nevica ogni sacrosanto inverno che Dio mette in terra, le scuole restino chiuse per otto giorni, che l’attività didattica vada a pallino perché non si riesce a garantire un minimo di percorribilità delle strade, riscaldamenti, trasporti.

Del resto “cosa volete fare?”. Già. Cosa vogliamo fare? Non vogliamo stare a casa, così i professori non interrogano, i compiti non si fanno, lo scuolabus non viene a prenderci e ci possiamo divertire a fare l’omino di neve con la pipa e la carota al posto del naso.
Vogliamo lavorare, vogliamo andare a scuola, vogliamo muoverci, vogliamo non farci fregare da un evento eccezionale ampiamente previsto, non vogliamo affidarci al vicino che ci presta la pala, vogliamo percorrere le strade, le autostrade, magari con difficoltà, con prudenza, con le catene montate o a bordo, seguendo gli spartineve, vogliamo prendere treni che non trovino i binari congelati perché che i binari si sarebbero congelati lo sapevamo già da tempo (cosa è stato fatto???) ma non è possibile vivere in un contesto che dipende solo dal volontariato, dallo spirito di cooperazione, sia esso dei cittadini, delle forze dell’ordine o dell’associazionismo.

Ci sono responsabilità pubbliche ed istituzionali.
Non bisogna confondere la bontà del vicino che va a spalare la neve davanti casa della vecchietta con la bontà delle amministrazioni che, invece, non hanno sparso un grano di sale in nessun luogo. O, quanto meno, non davanti al marciapiede della vecchietta.

L’emergenza non è la neve. L’emergenza è l’inerzia!

Napule è ‘a voce d’e ‘ccriature (e agli zoppi calci negli stinchi)

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La gente, tanto per cambiare, si incazza con la polizia. E fa solo bene.

Hanno stabilito di mettere una discarica a Chiaiano, nella città ospedaliera. Hanno mandato a difendere la sacra decisione governativa poliziotti con un bussolo in capo, uno scudo (non si sa bene se crociato o meno) e hanno dato loro facoltà di usare i Manganelli, in ossequio al cognome del capo della polizia.

I manganelli, chiaramente, li usano contro gente disperata ed esasperata, non contro Bassolino, Iervolino e tutti quelli cogli -INO, o contro Maroni, Berlusconi e tutti quelli cogli -ONI (non considerate soverchiamente il mio sense of humor, ve ne prego, la battuta è di Benigni, non mia, ed è anche vecchia).

Finché, prima o poi, per questa brutta storia, ci scapperà il morto. Allora forse riconosceremo nel decreto di questo governo la vera “munnezza” da incenerire.

Bassolino rinviato a giudizio

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Bassolino è stato rinviato a giudizio.

I giornali on line, si sa, sono pudichi e ci vanno cauti: parlano di presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti. (irregolarità, sì, ma presunte, cioè si presume che a Napoli ci sia l’emergenza rifiuti)

L’avvocato di Bassolino, invece, che il suo assistito lo conosce un pochino, ha parlato, invece, di "sentenza annunciata".

La Regione Campania si costituisce parte civile.

Il problema è che il Governatore della Regione Campania è lo stesso Bassolino. Se uno non capisce nulla di diritto potrebbe essere autorizzato a pensare che è Bassolino che chiede i danni a se stesso.

Il processo a Bassolino e ad altri 27 comincia il 14 maggio.