17 marzo: Festa di San Patrizio e della Repubblica d’Irlanda

Oggi è bello ricordare il giorno di San Patrizio, il St. Patrick’s Day, festa nazionale della Repubblica d’ Irlanda.

L’Irlanda è un Paese meraviglioso, e la sua gente è splendida.

Oggi gli irlandesi sono tutti in festa. Per le strade, in piazza, nei Pub. Sentono profondamente la loro festa nazionale perché sono un popolo civile, democratico, perché hanno la consapevolezza di vivere in un paese libero, perché sentono fino in fondo la storia della loro indipendenza, che hanno deciso di confermare nel Cattolicesimo, ma sempre e comunque nella Costituzione di uno Stato laico.

Celebrare assieme agli irlandesi questo giorno di festa (vera!), che come tutte le feste (vere!) cade ogni anno, e non "una tantum" è rivolgere un pensiero affettuoso alla terra di Wilde, Joyce, Yeats, Beckett che sono patrimonio dell’intera umanità.

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Dublino 2010 – Il negozio “Celtic Note” in Nassau Street

…i dischi, invece, a Dublino (perché non so se vi ho ancora detto che sono stato a Dublino), si comprano riogorosamente da Celtic Note in Nassau Street. E’ un negozietto piccolino e accogliente, ma ha una vastissima scelta di titoli di musica rigorosamente irlandese (non andateci a cercare il folk inglese dei Pentangle o della Fairport Convention, è bandito e potrebbero guardarvi male). Ci ho trovato tutti gli album dei Chieftains in rigoroso ordine (tanto non è che ci voglia poi tutto questo gran che, i titoli sono dei numeri!), DVD e CD di gruppi sconosciuti, semiubriachi, canzonettisti, casinari, molto genuini. E’ in Nassau Street. E voi andateci.
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Dublino 2010 – James and Marie

Descrivere James e Marie è impossibile.

Amici "acquistati" elettivi, e, quindi, amici da sempre. Amici che vivono la vita per quello che è, certi come sono che "Life is a shit. And then you die", filosofia pragmatica ma provatemi il fatto che abbia una qualche infondatezza.
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Dublino 2010 – Irish Coffe e Whisky: the Cure!

Quando si comincia ad avere un raffreddore incipiente di dimensioni più o meno elefantiache, l’Irish Coffee contiene il Whisky, o, come viene definito in gaelico "uisge beatha", letteralmente "acqua di vite") e il Whisky è "the Cure" per eccellenza.

Il "rimedium rimediorum" è uno dei pochissimi modi (a parte il ponce alla livornese) in cui bevo il caffè (bevanda altrimenti bandita dall’elenco delle mie preferenze, giacché la trovo disgustosa), spero mi abbia aiutato ad eliminare la faccia inebetita dallo sbalzo termico.
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Dublino 2010 – La casa natale di Oscar Wilde

Dunque è giunta l’ora ch’io vi sfranga le gònadi con la proposizione delle immagini del mio terzo viaggio dublinese.

Vi avevo detto che sono stato a Dublino? No? ebbene eccomi qui davanti alla casa di Oscar Wilde, quel vecchio panzone.

La casa è a due passi dal centro e dalla vita movimentata di Grafton Street, ma in una zona relativamente tranquilla, al punto che non la si riconoscerebbe come una casa di tale importanza storico-culturale, se non fosse per una piccola targa che ricorda l’evento.

I dublinesi non hanno il senso del feticcio, ma quello della cultura e della conservazione del ricordo dei loro "grandi". Però lo fanno con pudore, anche se è tutto un parlare di Wilde e Joyce.

Anche se vengono traditi da chi, pensando di andare a Londra, va incontro alla corruzione. Sarà per questo che odiano così tanto gli inglesi?

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(di nuovo) Cazzi vostri, io domani me ne vado a Dublino (forse!)

Ora basta scrivere, mi sono stufato e me ne torno a Dublino.

Spero di mandare via il mal di gola incipiente con qualche Irish Coffee, gargarismi di Guinness e piattate di Irish Stew nel mio pub preferito.

Voglio tornare a respirare l’odore tipico di una città che mangia sempre (magnano, magnano, ammazza quanto magnano, ma si puo’ vedere l’English Breakfast alle tre del pomeriggio??), quel misto di arrosto, frittura e ketchup tipico dell’Europa del Nord, che mi fa sentire tanto a casa. Non ne posso più dell’Italia e ho bisogno di respirare.

Quindi, come al solito, nell’ordine:

a) tornate sul blog da giovedi’ prossimo in poi per gli aggiornamenti;

b) se proprio volette leggermi on the road potete farlo sugli aggiornamenti di Twitter che si trovano nella colonna di destra del blog oppure direttamente all’indirizzo:

http://twitter.com/valeriodistefan

c) andate in culo, tanto non vi rispondo. Anzi, ora disabilito anche i commenti fino a giovedì perché sono notoriamente una carogna.

Però vado a Dublino e appena torno vi spacco dovutamente gli attributi con le foto ivi scattate (ora mi sono comprato anche la macchina fotografica digitale…).

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Prendo, parto, volo via

A Dublino oggi ci sono due gradi di minima e cinque di massima con un vento dell’accidente, secondo il meteo.

E io, mentre leggete, naturalmente ci sto andando. Con volo made in RyanAir.

Tornerò con un raffreddore ciclopico, perché "il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna", come dicono le canzonette della Mannoia, "il cielo d’Irlanda è un oceano di muschio e di lana" e allora perché ci fa un freddo cane?

Prometto di combattere eventuali insorgenze di patologia di stagione con single malt in quantitativi massicci.

Non aspettatemi.

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