La domanda della tua tranquillità

Lo spamming si evolve, e se lo continuiamo a ricevere nelle nostre caselle di posta elettronica è perché si raffina costantemente e cerca di arrivare a livelli di perfezione formale talmente elevati, da indurci in errore. Solo che non sempre ci si riesce, e allora gli spammer ci fanno la figura cacina, come nel caso del messaggio che vi propongo e che vi riporto in calce a queste note.

Avevo già ricevuto decine e decine di messaggi di persone che si definivano hacker (gli hacker, lo sappiamo benissimo, sono ben altro) e che mi spedivano un messaggio da un mio indirizzo di posta elettronica in cui mi comunicavano di aver avuto accesso alla casella, e di aver infettato il mio sistema (uno dei miei computer è infettato da tempo, ormai funziona solo se gli faccio la respirazione bocca a bocca, bella scoperta!). Gli hacker avrebbero visto da remoto che frequento siti porno (ah sì? Non lo sapevo, hanno fatto bene a dirmelo così ne sono potuto venire a conoscenza anch’io), che ho dei gusti tremendi (saranno ben cazzi miei quali sono i miei gusti sessuali, come vi permettete??) e che hanno registrato la lista dei miei contatti e-mail (mai avuta una rubrica su questa casella di posta elettronica suppostamente hackerata) a cui invieranno tutte le mie malefatte e le riprese effettuate dalla videocamera del PC (videocamera che non ho) di me che faccio quelle cosine lì mentre guardo i siti porno, ai miei amici, corrispondenti, contatti di lavoro etc, minacciando di spedire i filmati e tutto il resto se non verso loro una cifra in Bitcoin su un determinato conto.

Ora, purtroppo per loro si dà il caso che la casella di posta elettronica “valeriodistefano@classicistranieri.com” non esiste. O, meglio, esiste come indirizzo, ma la sua funzione è solo quella di forwardare a un altro indirizzo mail (questa volta esistente) tutta la posta che vi arriva. Punto e basta.

Dove sta la novità, direte voi? Che adesso questi messaggi, che prima erano in inglese, sono stati tradotti in italiano. E, per quanto siano stati tradotti anche benino, lasciano spazio a dubbi sulla loro autenticità (come potrebbe essere diversamente, povere stelle??), a cominciare dal subject poetico che recita “La domanda della tua tranquillità” (cazzo mi significa la domanda della mia tranquillità? Lo sanno solo loro). E sicuramente qualche italiano senza l’occhio clinico potrebbe caderci. Scrivono perfino “sì” con l’accento, figuratevi un po’.

E fa schiantare dalle risate quel “trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta”. “Trasferischi” è come il “Batti lei!!” di fantozziana memoria. Cosa dovrei “trasferiscare”, secondo questi signori? E notate anche il “Dio mio, che gusti, che passioni tu hai…”, sembra una frase pronunciata da un fiorentino, nel puro dialetto della sua città.

In breve, come è successo a me potrà succedere anche a voi di ricevere una mail di questo tenore. Apritela, se volete leggetela, fatevici quattro risate, ma soprattutto NON RISPONDETE e NON PAGATE. Anche se siete soliti frequentare dei siti porno, maialoni che altro non siete.


Salve!

Come avrai già indovinato, il tuo account valeriodistefano@classicistranieri.com è stato hackerato, perché è da lì che ho inviato questo messaggio. :(

Io rappresento un gruppo internazionale famoso di hacker.
Nel periodo dal 29.06.2019 al 23.08.2019, su uno dei siti per adulti che hai visitato, hai preso un virus che avevamo creato noi.
In questo momento noi abbiamo accesso a tutta la tua corrispondenza, reti sociali, messenger.
Anzi, abbiamo i dump completi di questo tipo di informazioni.

Siamo al corrente di tutti i tuoi “piccoli e grossi segreti”, sì sì… Sembra che tu abbia tutta una vita segreta.
Abbiamo visto e registrato come ti sei divertito visitando siti per adulti… Dio mio, che gusti, che passioni tu hai… :)

Ma la cosa ancora più interessante è che periodicamente ti abbiamo registrato con la web cam del tuo dispositivo, sincronizzando la registrazione con quello che stavi guardando!
Non credo che tu voglia che tutti i tuoi segreti vedano i tuoi amici, la tua famiglia e soprattutto la tua persona più vicina.

Trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta Bitcoin: 1MgLvmDDCbEffqp3LVwgYdfxw5wAb3ARsQ
Garantisco che subito dopo provvederemo a eliminare tutti i tuoi segreti!
Dal momento in cui hai letto questo messaggio partirà un timer.
Avrai 48 ore per trasferire la somma indicata sopra.

Appena l’importo viene versato sul nostro conto tutti i tuoi dati saranno eliminati!
Se invece il pagamento non arriva, tutta la tua corrispondenza e i video che abbiamo registrato automaticamente saranno inviati a tutti i contatti che erano presenti sul tuo dispositivo nel momento di contagio!

Mi dispiace, ma bisogna pensare alla propria sicurezza!
Speriamo che questa storia ti insegni a nascondere i tuoi segreti in una maniera adeguata!
Stammi bene!

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Wikipedia, “è l’ora che vi chiediamo”

E’ l’ora che vòlge al disio, ch’ai naviganti intenerisce il core e in cui Wikipedia chiede soldi.

Se andare a visitare una voce della Wikipedia italiana, vi potrà capitare, come è capitato a me, di imbattervi in questo messaggio posto in testa alla pagina web:

Cari lettori di Wikipedia, siamo la piccola organizzazione senza scopo di lucro che gestisce il 5º sito web al mondo. Abbiamo solo 175 dipendenti, ma serviamo 500 milioni di utenti e abbiamo spese come ogni altro maggiore sito web: server, alimentazione elettrica, affitti, programmi e dipendenti. Wikipedia è qualcosa di speciale. È come una biblioteca o un parco pubblico. È come un tempio della mente, un luogo dove possiamo andare per pensare e apprendere. Per proteggere la nostra indipendenza, non usiamo pubblicità. Non riceviamo fondi governativi. Andiamo avanti grazie a donazioni di circa 30€. Adesso è l’ora che vi chiediamo. Se tutti coloro che leggono questa lettera donassero l’equivalente di un caffè, la nostra raccolta fondi sarebbe portata a termine in un’ora soltanto. Se Wikipedia ti è utile, prenditi un minuto per mantenerla in linea un altro anno. Ti preghiamo di aiutarci a ultimare la raccolta fondi per poi tornare a Wikipedia. Grazie.

Eh, beh, certo. “Adesso è l’ora che ti chiediamo”. Loro mi chiedono l’ora o ora mi chiedono?? Non si sa. Scrivono così nel “tempio della mente” dove ci si può recare per “pensare e apprendere” che loro hanno “spese come ogni altro maggiore sito web” (maggiore rispetto a che cosa non si sa).

Però vanno avanti a donazioni di circa 30 euro. E sti cazzi. Ora, indubbiamente in Europa ci sarà chi fa una donazione media di quell’importo. Il che significa che c’è chi dona 60 euro e chi dona 50 centesimi.
Ma nei paesi in via di sviluppo chi è che dona a Wikipedia l’equivalente di 30 euro?? Qual è la paga giornaliera per un bambino africano che va a salvare oro e metalli preziosi dalle discariche dei computer con cui la gente va a guardarsi Wikipedia? In Brasile chi è che si può permettere tanto? E in Polonia quanti zloty occorrono per arrivare a 30 euro? E quanti zloty guadagna un operaio?? Devono essere ben ricchi quelli che fanno donazioni a Wikipedia.

E quanto incasserebbe questa “piccola organizzazione senza scopo di lucro”? Andiamo a vederlo.

Esiste un documento che si chiama “Wikimedia Foundation 2013-14 Annual Plan”. E’ un PDF che si trova sul sito della Wikimedia Foundation (la “piccola organizzazione”). Chissà cosa ci sarà scritto?? O vediamo un po’:

C’è scritto che nel 2012-13 potrebbero avere incassato più o meno 46,1 MILIONI di dollari, potrebbero averne spesi, sempre più o meno, 42,1 MILIONI per un avanzo utile di 4 MILIONI tondi tondi (a volte si dice come quadrano i conti, eh??), ma che avevano in cassa più o meno 31,7 MILIONI di dollari (non si sa mai, potrebbe sempre venirti un languore a scuola e magari ti devi comprare un panino al salame, meglio essere previdenti).

E la “piccola organizzazione”, che gestisce decine di milioni di dollari l’anno, viene a chiedere a me e a voi l’equivalente di un caffè?? Server d’oro e hard disk di tungsteno?? Il backup dei dati dove lo conservano, nei caveau di Fort Knox, per preservare questo “tempio per la mente”, questo “qualcosa di speciale”?

Mettete mano al Crema e Gusto, è l’ora che vi chiediamo!!

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Elogio delle stampelle

La cosa bella di quando cammini con le stampelle, ammesso che possa essercene una, è che hai sempre ragione. Anche quando hai torto.

Perché una persona con le stampelle non sa muoversi bene, poverina, quindi immette nell’animo altrui quel senso di resa e di compassione che sono necessari per sentirsi abbastanza in colpa da farsi da parte.

Si pensa che uno che cammina con le stampelle (o che si muove su una sedia a rotelle, si veda il caso), solo per il fatto di essere diversamente deambulante (Alfano ci ha massacrati!) non possa anche essere tremendamente stronzo e prepotente. E questo, chiaramente è falso.

La cosa che mi piace di più delle mie stampelle sono i catarifrangenti. Tre centimetri quadrati di plastica rossa che si illumina all’illuminazione dei veicoli. Poter andare in giro anche col buio, col sopraggiungere dell’autunno, mi dà un senso di sicurezza incredibile. Peccato che non ci siano i riscaldamenti.

Quando attraverso la strada (ovviamente sulle strisce e col semaforo verde, perché le stampelle ti aiutano a essere rispettoso delle regole) c’è sempre qualcuno che inchioda con la macchina per evitare di prendermi sotto. E la soddisfazione più grande è dirgliene di tutti i colori, tanto quello sta zitto perché sei uno zoppino che attraversa la strada sulle strisce e col semaforo a favore. Le signore con stampelle sono avvantaggiate perché possono aggiungere un liberatoria “Maschio sciovinista!” che male non fa mai.

Stamattina una signora aveva ostruito con la macchina uno scivolo per carrozzelle dal marciapiede. Sono arrivato con le stampelle e l’ho guardata dritta negli occhi. Sembravo Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari”. Era spaventata davvero. E’ rientrata nella macchina, l’ha messa in moto per spostarla ma non si accendeva più. Il ferrovecchio ha tossito tre o quattro volte prima di muoversi. La signora era in un bagno di sudore. “Oddìo, oddìio, mi scusi…” e va beh, mi scusi un accidente, cosa crede che ce li mettano a fare gli scivoli in cima e in fondo ai marciapiedi, perché poi viene lei a rendere difficile il passaggio alle povere persone prive di capacità di muoversi come me che guardi qui, poverino, come sono invalido…

In breve, avere le stampelle autorizza ad essere cattivi, e questo è bellissimo.

La cattiveria più grande è quella di qualche giorno fa. Una ragazza piuttosto giovane, ma sposata, è seduta in macchina e parla al cellulare col suo amante. O, forse, con un suo confidente. Mentre parla armeggia con un altro cellulare. Probabilmente scrive a qualcuno. Passo. Dice “…ma sei scemo? Ma lo sai che se ci scopre mio marito ci ammazza tutti e due?…” Supero la macchina (stampelle brum-brum) e mi dirigo verso casa. La scema mette in moto e sgomma nella mia direzione a velocità sostenuta. Mi nota e frena, guardandomi come per dire “Mi scusi ma pensavo ad altro”. Io le dico che se suo marito la becca e la corca ben bene non sarebbe nemmeno una cattiva idea, e vedo il sangue crearle un rossore subitàneo sul viso.

Fàtevele anche voi un paio di stampelle!

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