ITC Carrara: “Anche il comportamento del docente preso di mira dai bulli sarà valutato dal consiglio d’istituto”

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bulli

Sono stato indeciso fino ad oggi se scrivere qualcosa sui recenti casi di bullismo scolastico che si sono verificati a Lucca e a Velletri.

Qualcuno mi ha anche chiesto se per caso avessi guardato i video relativi alle vessazioni ed umiliazioni nei confronti dei docenti. No, non li ho visti. Non li ho voluti vedere quei ragazzini dire all’insegnante “Prof. non mi faccia arrabbiare”, “Metta sei”, “Si metta in ginocchio”, “Io ti sciolgo nell’acido”. Ho ancora un po’ di rispetto per me stesso e mi fido sulla parola dei giornali che hanno riportato queste battute. Mi fido un po’ meno, anzi, proprio per niente, di chi ha subito cliccato su quei link del materiale riportato, ha guardato le scene e magari ha avuto anche da ridire sulle reazioni/non-reazioni dei professori. Credo siano questi bull-curiosi ad aver contribuito a rendere virali questi contenuti, con il loro prurito di andare a vedere un po’ questi genietti che hanno messo sotto scacco i loro insegnanti rei di non aver reagito, e concludere beati “Certo, sono cose che non si fanno, però anche loro…” E non venite a dirmi che non si criticano le cose senza vederle perché non è il caso.

Non mi hanno sorpreso le sospensioni fino alla fine dell’anno scolastico, con automatica bocciatura, o quelle fino al 19 maggio con ammissione agli scrutini e poi vediamo come se la cavano gli studenti alla fine dell’anno, no. Questi sono provvedimenti normali, quasi atti dovuti. No, quello che mi ha letteralmente sconvolto è stato leggere su un articolo on line de “La Nazione” (giornale che non leggo quasi mai, ma comunque ve ne riporto lo screenshot ugualmente) le dichiarazioni del Preside della scuola (L’ITC Carrara di Lucca) Cesare Lazzari che afferma (la Nazione lo riporta come un virgolettato e così faccio io):
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Atto dovuto

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Sono stato per lungo tempo indeciso se parlare di questi argomenti. Oggi penso che ne sia giunto il momento adeguato.

a) A seguito della mia malattia, la mia dirigente scolastica ha ritenuto opportuno disporre nei miei confronti una visita collegiale. La motivazione, un po’ generica, invero, è che sono assente dal lavoro ininterrottamente dal 10 dicembre 2012. Da notare, inoltre, che la visita collegiale è stata disposta MENTRE la mia malattia era in essere. Quindi non potevano esserci dubbi che io fossi malato (circostanza, questa, attestata anche dal certificato del mio medico curante). Beh, certo che sono assente ininterrottamente dal 10 dicembre. Sono stato ricoverato fino al 19 giugno 2013, quindi per un periodo superiore ai sei mesi. Attualmente sono in convalescenza e sto usufruendo del secondo ciclo di fisioterapia. Ho alcune difficoltà di deambulazione. E il mio medico curante non ritiene opportuno che io ricominci a lavorare. Io, per la verità, la penso diversamente e vorrei rientrare subito. Opinioni.

Fatto sta che questa cosa della visita collegiale non mi è andata giù. COSA ne ha determinato VERAMENTE la richiesta, a parte il fatto che sono stato assente? Avrei potuto interrompere la continuità della malattia prendendomi le ferie durante il mese di agosto, oltretutto avrei risparmiato un mese sulle trattenute di legge, ma in agosto non ero in ferie, ero malato e non mi va di sottostare a questi giochini da sindacalista d’assalto.
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