I diritti delle donne e il 9 marzo di Geppi Cucciari

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E’ il giorno successivo all’otto marzo, quello in cui si fanno bilanci, analisi, riflessioni, previsioni, si esprimono speranze, si pospettano auspìci, il tutto riguardo al tema del “ruolo della donna nella società”, come se le donne avessero un ruolo nella società solo l’otto marzo, come se le donne potessero far sentire la loro voce solo in quella data, come se l’anniversario di una tragedia sia di per sé una festa in cui regalare chicchi di mimosa che hanno ormai perduto ogni odore.

Il “Corriere della Sera”, oggi, pubblica un intervento di Geppi Cucciari. Che non ho mai capito bene chi sia o che cosa faccia nella vita. Cioè, so di per certo che fa l’attrice comica, e che recentemente ha “salvato” lo share della serata finale del Festival di Sanremo, ma mi è sempre sfuggito il motivo della sua popolarità. Non importa, non devo capirlo io, dev’essercene pur uno. Ogni tanto la vedo far pubblicità a uno di questi yogurt che sgonfiano la pancia grazie a un particolare fermento lattico, ma nient’altro.

Diciamo che il suo articolo sul “Corriere” di oggi è quanto di più compiuto io abbia letto o fruito della produzione di questa artista, e tanto sia.

L’articolo si intitola “Buon 9 marzo a tutte (e a tutti)”. Bene, la sfera maschile viene messa tra parentesi. E’ decisamente un buon inizio. Oh, per carità, mi sta benissimo anche essere messo tra parentesi, ma in un clima in cui si invoca tanta parità ed equità di diritti, una bella parentesi è proprio quello che ci vuole.
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Rai – 1974: la vittoria del NO al referendum abrogativo della legge sul divorzio

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Era il 1974 e questo fu l’annuncio di una delle conquiste più civili della storia democratica, trasmesso in diretta dalla Radio di Stato.

Leggere Lolita a Palazzo Chigi

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"Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita."

(Vladimir Nabokov, Lolita)

La doppia vita di Veronica

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Ti svegli al mattino (ti "svegli"?? Stamattina ho una bòtta di sonno che non passa nemmeno con le cannonate!) e una volta connesso alla follia di Internet, ti appare la notizia del giorno, la sora Silvio non ce la fa più, ha deciso di contattare un legale e di chiedere il divorzio.

E ti viene da chiederti chi se ne frega, in questo maggio di terremoti dimenticati, influenze maiale, e ninfette neodiciottenni.



La risposta a questa botta di informazione deviata, pretestuosa e ruffiana sarebbe fin troppo semplice e micidiale: "Ci sono tante coppie che stanno affrontando la fatica della separazione in silenzio, e senza raggiungere le prime pagine dei giornali." Coppie che scoppiano, coppie scoppiate, coppie che ci provano, ci riprovano, e poi così non va lo stesso. Quindi? Quindi vaffanculo.

Si è accorta che suo marito sta male? Che non può più stare con un uomo che frequenta le minorenni? Ripeto, vaffanculo, perché fino ad ora con un uomo che ha protetto se stesso e i suoi interessi dalla legge penale c’è stata benissimo, altro che se c’è stata.

«Sono costretta a questo passo, non aggiungo altro», dichiara Madamin. Non aggiunge altro e rilascia dichiarazioni al "Corriere della Sera", a "La Stampa" e comunicati ufficiali all’ANSA.

Tutto perché suo marito si è fidanzato in casa con Noemi!!